Conosciamoli meglio: Cristian De Bortoli, chef, professore di cucina e musicista a Tenerife

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Conosciamoli meglio: Cristian De Bortoli,

chef, professore di cucina e musicista a Tenerife

Buongiorno Cristian, dopo aver sentito parlare di te, finalmente ci conosciamo per realizzare questa intervista.

Buongiorno a voi e grazie per l’interesse.

Allora, raccontaci cosa fai a Tenerife?

Sono a Tenerife dal 2003 e fin dall’inizio ho lavorato in cucine di hotel, soprattutto per imparare la lingua il prima possibile (imparare lo spagnolo é facile, ma per apprendere termini tecnici e specifici è necessario più tempo e molta volontà). Io sono arrivato nell’isola da solo, e quindi dovevo per forza arrangiarmi. Dopo i primi mesi di esperienza nelle cucine di hotel, ho deciso di tornare alla mia postazione, ossia: ristorante alla carta. Questo comporta un solo giorno libero alla settimana, turni senza orari e sempre di corsa, ma preferivo comunque questa realtà. Il fatto é che la mia grande passione oltre la cucina, è anche la musica! Suono e faccio concerti dal 1995 e ho sempre fatto una gran fatica a far combaciare queste due passioni per ovvi motivi. Spesso mi chiamavano a suonare il sabato sera, proprio quando in ristorante si lavora di più.

Sicuramente una sfida entusiasmante, far combaciare queste due passioni, no?

Puoi dirlo forte, soprattutto quando avevo la necessità che i miei compagni di lavoro mi agevolassero con i turni di lavoro, perché dovevo andare a suonare fino alle 2 di mattina. In un ambiente dove persone di poco spessore umano e professionale rimangono in agguato, aspettando un tuo errore, nella convinzione di fare carriera in questo modo, i momenti di difficoltà sono stati tanti (immagino che più di uno si identifichi in queste parole). Ho cominciato la scuola Alberghiera a Castelfranco Veneto nel 1989 e come si sa, il lavoro in cucina stanca molto, sia a livello fisico che mentale (soprattutto quando sei chef). Così ho cercato di cambiare ritmo di lavoro, proponendomi come part-time in un paio di posti. Il risultato non era quello desiderato, nel senso che quando mi vedevano lavorare mi chiedevano più disponibilità di orario.

Me lo immagino. Ma come sei diventato professore di cucina, assessore gastronomico e critico gastronomico negli ultimi anni?

Bella domanda! Non credo che lo spazio di questa intervista sia sufficiente a raccontarlo, ma qualcosa posso comunque dirti. Nel 2014, mentre mi allenavo nelle arti marziali (altra mia grande passione) sono caduto da una altezza notevole, incidente che ha provocato lo scoppio del calcagno. Ma non era abbastanza: l’assistenza medica ricevuta è stata pessima, per cui mi sono ritrovato in brutte condizioni. Mi sono ritrovato buttato lì, sul divano, ingessato e con tempi di recupero che prevedevano più di un anno. Ho capito che dovevo focalizzarmi di più su attività mentali. Ho cominciato allora a studiare la cucina d’avanguardia, miniature, cucina molecolare, creativa e vegana. Durante due anni ho studiato, fatto corsi, dato esami e alla fine ho ottenuto il certificato di “professore di cucina”.

E come hai cominciato? Non deve essere facile per gli stranieri entrare in questo circuito.

Ben detto! All’inizio non é stato facile farmi conoscere nelle accademie di cucina, e meno ancora ottenere un curriculum interessante per il Governo Canario. Una volta dato il mio primo corso di cucina come professore, il resto é arrivato da solo, nel senso che è stato un passaparola tra varie accademie e adesso sto insegnando a tempo pieno.

E la musica?

Dopo un po’ di anni di formazione, ho ripreso l’attività musicale, visto che non lavoro più di notte, eccetto qualche serata, quando vado ad offrire consulenza presso alcuni ristoranti. Attualmente stiamo facendo tour europei (quando non ci sono corsi, soprattutto d’inverno) con il gruppo che abbiamo fondato nel 2006: i Pornosurfers.

Tornando alla cucina, cosa intendi, quando dici che offri consulenza?

In realtà, qualcuno produce anche programmi televisivi su quello che è il mio lavoro, e la cosa mi fa naturalmente sorridere. Avete presente il programma “Cucine da incubo”? All’inizio pensavo che questo tipo di lavoro esistesse solo in tv. Invece no, e proprio io faccio qualcosa di simile, ma senza telecamere e senza sgridare le persone, offrendo invece la mia consulenza a quelle realtà nel campo della ristorazione che hanno bisogno di migliorare uno o più aspetti della loro attività.

Sappiamo che in breve ci saranno novità da parte tua.

Si, sto lavorando ad un nuovo progetto, che avrò il piacere di illustrarti a breve.

Bene Cristian, é stato un piacere intervistarti e speriamo di rivederci presto no?

A disposizione. Il piacere é stato mio.

Con che frase vorresti chiudere questa intervista?

Larga vida al Rock and Roll”.

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