I Comuni italiani rilascino agli iscritti AIRE, se richiesta, la Carta d’identità elettronica

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 I Comuni italiani rilascino agli iscritti AIRE, se richiesta, la Carta d’identità elettronica. “La rete consolare da alcuni anni sperimenta una crescente difficoltà nel rispondere alla domanda di servizi dei cittadini residenti all’estero e delle imprese impegnate in percorsi di internazionalizzazione. Per questa ragione, mi sono ripetutamente fatta interprete del profondo disagio esistente nelle comunità italiane all’estero sollecitando il Governo a fronteggiare la situazione con mezzi straordinari e adeguati”. Così Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa.
“In questo contesto, – prosegue – al fine di alleggerire il lavoro nei consolati ed accelerare i tempi divenuti ormai insostenibili per il rilascio dei documenti di identità e di viaggio – una delle maggiori apprensioni per i nostri connazionali soprattutto in Europa – ho chiesto che i Comuni fossero autorizzati alla emissione della carta di identità elettronica (Cie) anche agli iscritti nei propri elenchi AIRE. Tale ipotesi, insistentemente sollecitata dai nostri connazionali residenti all’estero, è stata oggetto di un mio ordine del giorno accolto dal Governo il 23 luglio 2021. A distanza di un anno dall’approvazione dell’odg, – informa la parlamentare – ho depositato in Commissione Affari costituzionali, il 6 luglio scorso, una interrogazione indirizzata al Ministro dell’Interno per sapere quali passi sono stati fatti nella direzione auspicata dall’odg e – conclude – quali ostacoli impediscono ancora adesso che i Comuni rilascino agli iscritti AIRE che ne facciano richiesta la Carta d’identità elettronica”.

(aise) 

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12 Commenti

  1. Speriamo bene, chiedere la CIE a Barcellona è un’odissea… I servizi informatici del consolato sono obsoleti e insufficienti per tutti gli italiani che risiedono nella zona. Anche i giornali catalani (per esempio Ara) si fanno eco però la situazione non cambia.

  2. Personalmente dovrei andare fino a Vienna andata e ritorno 800 km e dal Mio comune d’iscrizione aire 140 km.
    Quindi spero al piu’ presto che i comuni possano rilasciare La cie.

  3. Concordo sul Consolato di Barcellona. Uno che Abitab a Valencia si dovrebbe fare 350 km di andata e 350 di ritorno per una carta d’ identita? E poi provate a prendere appuntamento. Impossibile. Nel paese dove si producono Ferrari e Lamborghini 7 mesi per avere un passaporto.

  4. Sono da più di due anni che cerco di cambiare l’indirizzo all ‘aire e da ottobre 2021 che ho fatto la registrazione a fast it ed è ancora in fase di verifica, sono 20 anni che vivo a Barcellona e sono iscritta aire cosa debbano verificare nn lo so.
    Servizio scadente

  5. Siamo gli unici al mondo ad avere ancora una carta di identità cartacea e l’attenzione dei consolati italiani in Spagna è a dir poco primitiva .

  6. Il problema è specifico per la CIE? La mia carta d’identità tradizionale cartacea l’ho rinnovata senza problemi nel mio comune d’iscrizione AIRE qualche anno fa.

  7. In Germania ancora peggio specialmente in bavaria giorni e giorni a cercare di prendere la linea dopo domani o l appuntamento per consegnare i documenti dopo 5 mesi di attesa ,vediamo le tempistiche dopo passa per ottenerlo ,e poi si lamentano se ti lamenti che ci lavora gente incompetente

  8. I consolati di Barcelona e Alicante non rispondono al teléfono, e non soddisfano le esigenze degli italiano qui residente.E’ 2 anni che intento avere un appuntamento con loro per daré la nazionalita’ ai miei 2 nipoti e non c’e maniera di avere un appuntamento.Per rinnovare passaporto e Carta identita’ e’ piu rapido andare directamente l
    In Italia . Consolati cosi non servono a niente

  9. Il consolato di Madrid è una vergogna! Non rispondono mai, ci lavora gente che non parla nemmeno l’italiano, prendere appuntamento diventa una missione impossibile. Oggigiorno i politici dovrebbero darsi una mossa, tenuto conto che il numero di residenti all’estero sono tantissimi e largamente in crescita. Se i nostri voti vi fanno gola, ricambiate con un minimo di funzionalità, e smettetela di piazzare i soliti rampolli e raccomandati nelle reti consolari, ci sono tanti giovani in gamba e desiderosi di lavorare.

  10. Consolato italiano a Lisbona: cambio residenza in sette mesi, completamente online, costo zero.
    Per me, nel complesso, non male.

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