Lo spagnolo: seconda lingua nella comunicazione internazionale

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I reali di Spagna hanno presenziato lo scorso ottobre la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione dell’Instituto Cervantes, l’Istituto spagnolo di Cultura. Secondo le parole del Re, gli spagnoli devono considerarsi come co-proprietari di una lingua che affronta le proprie sfide di pari passo con quelle della crescita economico-sociale.

L’espansione della lingua spagnola, come lingua materna, lingua di studi, di affari, nelle relazioni internazionali, e, in generale, come seconda lingua nella comunicazione internazionale, è ormai un dato di fatto. In questo scenario positivo, ma comunque complesso, gli spagnoli condividono questo tesoro culturale e linguistico con tutti gli ispanofoni del mondo.

Si rende quindi innegabile la necessità di una stretta collaborazione tra l’Instituto Cervantes e altre istituzioni, all’insegna di una visione ibero-americanistica e per la promozione della cultura in spagnolo. Lo spagnolo è una lingua universale, al servizio di una comunità internazionale. Il rafforzamento dello spagnolo in tutti gli angoli del pianeta, contribuisce a garantire la maggior diversità linguistica del mondo.

Nella conferenza stampa precedente la riunione, il direttore dell’Instituto Cervantes, Víctor García de la Concha, ha confermato anche come la realtà digitale si sia inserita nel cuore delle attività dell’istituto. In forte aumento è l’insegnamento dello spagnolo via Internet, e parallelamente è in atto la profonda modernizzazione della piattaforma AVE Global (Aula Virtual de Español).

Per quanto riguarda le certificazioni (diplomi e certificati che attestano la conoscenza della lingua), l’Istituto ha registrato nell’ultimo anno un incremento del 9% di studenti che aspirano ad ottenere il diploma di spagnolo DELE, titolo di riferimento, riconosciuto in tutto il mondo. Adesso, oltre al DELE, si viene ad aggiungere il SIELE, Servicio Internacional de Evaluación de la Lengua Española, che entrerà in vigore dal prossimo gennaio e consentirà di ottenere un certificato via Internet, una soluzione semplice e veloce.

I DELE continueranno comunque ad aumentare.

Le nuove leggi sull’acquisizione della nazionalità spagnola (per i residenti da lungo tempo o per gli ebrei sefarditi), richiedono agli aspiranti – non ispanofoni – di ottenere il diploma linguistico, con livello minimo A2.

Francesca Passini -Traduzione libera a cura della redazione

Fonte: http://www.cervantes.es/sobre_instituto_cervantes/prensa/2015/noticias/patronato-2015-conclusiones.htm

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