Madrid. Capo della Cancelleria Consolare Gilda Santangelo “La nostra una Collettività in crescita”

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Madrid. Capo della Cancelleria Consolare Gilda Santangelo “La nostra una Collettività in crescita” “La fascia di età prevalente della nostra comunità residente in Spagna va dai 31 ai 65 anni. Sono 52 mila connazionali. Ciò ci fa pensare che sono tanti coloro che hanno trovato lavoro in questo Paese”. La Cancelliere Consolare, Gilda Santangelo, scandisce età e numeri. Sono cifre ufficiali, recentissime, che riflettono una Collettività in crescita.

– Nella Circoscrizione Consolare di Madrid, che sarebbe poi gran parte della Spagna tranne la fascia est del Paese che comprende Catalogna, Aragona, Comunità Valenzana, Murcia e Balneari – precisa -, i connazionali residenti, regolarmente registrati all’Aire, sono 101mila 306. È una cifra che non tiene conto delle domande in coda per la trattazione e, chiaramente, neanche di quei connazionali che ancora non si sono iscritti per ragioni di carattere personale… per una certa resistenza all’Aire che mi risulta poco comprensibile. Non teniamo conto, poi, dei cittadini che si recano in Spagna per la realizzazione di progetti specifici, per ragioni di studio o per vacanza.

Snocciola, uno dietro l’altra, le cifre che illustrano le differenti tipologie della nostra comunità. Separati per fasce d’eta, gli italiani residenti nella Circoscrizione Consolare di Madrid, stando all’Aire, sarebbero così distribuiti: 0-17 anni, 23.670; 18-30 anni, 15.307; 31-65 anni, 52.067; oltre 65 anni, 10.262. Ci sono poi gli italiani residenti alle Canarie che, all’11 giugno di quest’anno, erano 26.789. È una cifra differente a quella registrata dall’Istituto di Statistiche spagnolo, aggiornata al primo gennaio del 2018. Per l’Ine, i cittadini italiani sarebbero 45.405. I connazionali, poi, sarebbero così distribuiti: Las Palmas de Gran Canaria, 12.341; Provincia di Santa Cruz di Tenerife, 14.448. La lista della Console Santangelo conclude con i reclusi nelle carceri spagnole: 139. Non li dimentica. Sono cittadini italiani anche loro.

Una emigrazione in crescita

È un fenomeno in crescita. Ce lo aveva detto il presidente del Comites, Pietro Mariani; lo conferma la Console Santangelo. Sono sempre di più gli italo-venezuelani che emigrano in Spagna. È il riflesso, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della tragedia che vive il Venezuela. Illustra, con diafana chiarezza, il dramma della nostra Collettività nella terra di Bolívar. Gli italo-venezuelani registrati all’Aire in Spagna sono 7.614. Nel 2017 gli arrivi sono stati 1.741, pari a un 80 per cento in più dell’anno precedente. Nei primi mesi del 2018, poi, ne sono già arrivati 1.200. Ciò permette supporre che a fine anno il numero degli arrivi sarà assai superiore a quello registrato nel 2017. Il numero degli italo-venezuelani presenti all’Aire, comunque, non tiene conto dei connazionali che, per ragioni personali, hanno deciso di non registrarsi. Infatti, la cifra riportata dall’Istituto di Statistiche spagnolo sarebbe superiore: pari a circa 12.000.

– I cittadini di origine italiana nati in Sud-America e registrati nel nostro Aire sono 40mila – segnala la Console -. Rappresentano circa il 40 per cento del totale della Collettività residente in questa circoscrizione consolare.

E precisa:

– La Collettività sudamericana storicamente più numerosa è l’italo-argentina. Attualmente registrati all’Aire sono circa 22mila. Il secondo posto, fino a qualche anno fa, era occupato dagli italo-uruguaiani. Oggi non più. Da tre,  vi si collocano i cittadini italo-venezuelani. È avvenuto il sorpasso.

Il numero degli italo-venezuelani sembrerebbe destinato a crescere vertiginosamente. Il numero degli arrivi, infatti, potrebbe aumentare ancora di più se dovesse continuare a peggiorare la crisi economica e precipitare quella politica. Insomma, se il governo, la cui vocazione autoritaria è da tutti conosciuta, non dovesse prendere i provvedimenti adeguati per frenare la contrazione del Prodotto Interno Lordo, l’iperinflazione e la svalutazione galoppante.

Nel presentare la radiografia della comunità italo-spagnola, la Console Santangelo precisa che sono tanti i giovani che scelgono le università spagnole per completare il loro percorso formativo. Molti, poi, restano, vuoi perché hanno trovato un lavoro, vuoi perché nel frattempo hanno costruito una famiglia o trovato una compagna/o con cui sperano di trascorrere il resto della loro vita.

– Chiaramente – prosegue – i profili sono tanti e molto diversificati. Ad esempio, ci sono i pensionati che scelgono la Spagna per godersi i frutti di una vita di lavoro. Il fenomeno interessa in particolare le Isole Canarie che sono anche molto sponsorizzate in Italia per questo tipo di soggiorno. Abbiamo calcolato che  il 35 per cento dei connazionali in Spagna, in età di pensione, risiede attualmente nelle Canarie. 

Idee poco chiare e confusione

continua su https://voce.com.ve/2018/06/22/329422/console-santangelo-la-nostra-una-collettivita-in-crescita/

di Mauro Bafile

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