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Vivi Tenerife intervista il Dottor Gianluca Cappelli Bigazzi, Capo Ufficio Consolare ad Arona – Isole Canarie

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Vivi Tenerife intervista il Dottor Gianluca Cappelli Bigazzi, Capo Ufficio Consolare ad Arona – Isole Canarie

Dottor Cappelli Bigazzi, ci vuol raccontare come nasce il nuovo Vice Consolato d’Italia ad Arona e da quanto tempo Lei si è insediato ufficialmente? Mi sono insediato ufficialmente lo scorso 10 gennaio, a capo dell’agenzia consolare dell’epoca, quindi una realtà più ridotta, per rango, e per dimensioni, che si trovava nella vecchia struttura, di circa 40 mq. Da quella data e fino al 15 marzo, abbiamo avviato i passaggi necessari per aprire ufficialmente il Vice Consolato e per trasferirci quindi nella nuova sede. Rispetto a quella che avevamo lasciato, è più grande di quasi dieci volte: disponiamo infatti di una superficie di oltre 350 metri quadrati. Contemporaneamente abbiamo elevato il rango della struttura, che da Agenzia Consolare è diventata Vice Consolato.

Stiamo parlando di qualcosa che alle Canarie non si era mai verificato prima Esattamente. Oltretutto lo abbiamo fatto bruciando le tappe, perché prima del 10 gennaio, presso l’amministrazione degli Esteri, si parlava ancora di istituire uno Sportello dell’Ambasciata di Madrid, quindi un piccolo ufficio distaccato della stessa Ambasciata di Madrid.

E quindi facente capo sempre a Madrid, giusto? Certamente. Ciò significa che nel 2022, dal 1 gennaio al 15 marzo, abbiamo “seppellito” due strutture di rango inferiore per costituire un Ufficio di carriera di rango adeguato alla realtà della comunità italiana.

Immagino che la crescita esponenziale della comunità italiana alle Canarie, registrata negli ultimi anni, abbia giocato un ruolo. Si tratta di un’esigenza naturale della comunità. Se osserviamo i dati forniti dall’istituto di statistica spagnolo INE (Instituto Nacional de Estadística) degli ultimi trent’anni, siamo passati da poco più di 1.000 cittadini italiani residenti a oltre 40.000 naturalmente residenti, regolarmente iscritti AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). A questi vanno sommati tutti gli altri cittadini che soggiornano alle Canarie occasionalmente o per alcuni mesi.

Tra quelli che risiedono, ci sono sicuramente anche quelli che non si vogliono iscrive all’AIRE. Ecco, questo è un punto che affronteremo di sicuro. La consapevolezza e i vantaggi che comportano l’iscrizione all’AIRE, non sono ancora adeguatamente diffusi. È importante far comprendere che l’iscrizione, oltreché obbligatoria, non comporta alcun svantaggio, nessun rovescio della medaglia.

Molti dei nostri connazionali pensano che l’iscrizione all’AIRE riguardi solo la realtà amministrativa e politica italiana, che possa complicare il rilascio dei documenti di riconoscimento, o, ancora, che possa comportare problemi con l’Agenzia delle Entrate italiana La cosa strana è che questi nostri concittadini, questi problemi non se li fanno quando sono in Italia. Se cambiano indirizzo di residenza, provvedono a notificarlo presso il proprio comune o in altro comune, ragionevolmente e senza alcuna difficoltà. La stessa cosa succede con l’iscrizione all’AIRE: non è altro che una dichiarazione di residenza – nulla di più – non è la partecipazione ad un’associazione, o l’inserimento in un elenco speciale. E’ soltanto una lista di residenza parallela a quella di chi vive sul territorio nazionale, ed è sempre gestita dal comune dove si risiedeva prima di trasferirsi alle Canarie. Il comune possiede due liste, una si chiama ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) e una si chiama AIRE e ripeto: è sempre il comune a gestirla. Questo avviene anche all’estero, quando uno si trasferisce in una città estera o cambia indirizzo. E’ solo una dichiarazione. Una dichiarazione che consente di rivolgersi agli uffici pubblici per ottenere i propri servizi. Esattamente come succede in Italia, quando ci si rivolge ad un’amministrazione pubblica.

E’ vero che se un cittadino non si iscrive all’AIRE entro un certo termine, viene cancellato dal comune di residenza? Sì, lo confermo. Il cittadino viene cancellato dall’Italia, dalla lista ANPR, per irreperibilità, quindi in quel caso possono scattare termini di servizio.

Le rivolgo un’altra domanda che spesso mi viene fatta: se ritorno definitivamente in Italia, mi devo cancellare presso il registro dell’AIRE? No, ci pensa il comune italiano a comunicarlo al Consolato, quando il cittadino riprenderà la residenza nel nuovo indirizzo e verrà inserito nella lista ANPR. Questo comporta automaticamente la cancellazione dallo schedario consolare dell’AIRE.

A questo punto vorrei tornare a parlare della crescita esponenziale della comunità italiana alle Canarie Sì certamente. I numeri confermano che la crescita continua ad aumentare e possiamo dire che questo Consolato è unico, perché è l’unico Consolato della rete consolare italiana a trovarsi su un arcipelago. Soprattutto su un arcipelago in condizioni utraperiferiche, con una comunità distribuita su più isole: tutto questo rappresenta una sfida interessante per tutti. Naturalmente in primo luogo per i cittadini italiani, che scelgono dove vogliono lavorare e quale tipo di attività decidono di intraprendere. Rispondere ad una comunità di oltre 50.00 connazionali equivale ad amministrare una cittadina media italiana, quindi importante. E questo è quello che stiamo facendo con l’Ufficio Consolare, con lo staff di cui disponiamo – una squadra affiatatissima – tutti appassionati e motivati a svolgere questo compito, perché le persone che lavorano qui hanno visto nascere e crescere questa realtà fin dall’inizio, giorno per giorno.

Ho ragione se dico che queste persone sentono la responsabilità di portare avanti, sempre uniti, questo progetto, per migliorare sempre di più questo servizio? Si tratta di italiani, che lavorano per gli italiani, in un territorio che oramai consideriamo anche casa nostra. Sì, per noi il Consolato è la casa degli italiani, perché concentra e svolge le mansioni dei comuni, della questura, della prefettura, del provveditorato o degli uffici notarili. Noi abbiamo veramente molteplici compiti e svolgiamo diverse funzioni e servizi. Questi stessi servizi, in Italia vengono svolti da differenti uffici, mentre noi, qui, li abbiamo convogliati tutti nel Consolato. Facendo un piccolo bilancio, in questi tre mesi abbiamo rilasciato più di 1.000 documenti, tra passaporti e carte d’identità elettroniche; abbiamo effettuato oltre 500 nuove iscrizioni all’AIRE o cambi di indirizzo. Abbiamo gestito centinaia di atti notarili: più di 100 atti civili, per nascite, o matrimoni. Contemporaneamente, abbiamo garantito servizi rivolti ai turisti, a seguito di casi di furto o smarrimento di documenti, rilasciando il documento provvisorio di viaggio ETD (Emergency Travel Document).

Quale impressione si è fatto della comunità italiana, durante questi primi mesi? In questi mesi, ho avuto l’occasione di conoscerla e devo dire che è ben composta, rispetto a quello che si pensa in Italia. L’impressione che siano solo i pensionati a scegliere le Canarie per una questione di clima o costo della vita, non corrisponde alla realtà. Ogni isola ha il suo perché e la sua singolarità. Una comunità notevole, fatta di piccoli imprenditori, di lavoratori che apportano un considerevole valore aggiunto alle Canarie, grazie alle diversità culturali, alle tradizioni e non parlo solo del settore della ristorazione. Una comunità che ha saputo distribuirsi ed inserirsi nei territori in tutti i settori della realtà sociale e produttiva, anche in quelli più selettivi e prestigiosi. E non dimentichiamoci della comunità dei nomadi digitali, i giovani che vengono qui per aprire start up, per lavorare a distanza: si tratta di una realtà produttiva che si va consolidando, e di cui dobbiamo prendere atto.

Esiste anche un rovescio della medaglia? Mi riferisco soprattutto ai pensionati: vogliamo chiarire alcune cose? L’Italia è un paese che invecchia rapidamente. Questa emigrazione di persone di una certa età, che viene qui, spesso illusa da una certa condizione che poi in realtà non trova, cade in depressione, disagio economico, sociale ma anche psichico per poi ricorre a servizi assistenziali. Noi stiamo unendo gli sforzi e siamo in costante contatto anche con associazioni caritatevoli. Grazie al loro supporto sul territorio, in qualche modo riusciamo a rispondere ad alcune esigenze.

Mi piacerebbe parlare di un tema che mi sta molto a cuore, che è lo sviluppo sociale, culturale e storico della nostra comunità nelle Isole Canarie. Ma per questo, sarà necessario ritrovarsi un’altra volta. Per terminare questo nostro incontro, quale consiglio si sente di voler dare ai nostri connazionali? Un consiglio che mi preme dare ai nostri concittadini è quello di non dare mai per scontato, che ciò che si gestisce con le amministrazioni pubbliche spagnole implichi un riconoscimento automatico presso le istituzioni italiane. Se per esempio, nasce un bambino o si contrae matrimonio, o comunque si espleta una qualunque altra pratica di stato civile in Spagna, non è sufficiente notificarlo alle autorità spagnole. Queste registrazioni devono essere comunicate anche in Italia, attraverso il Consolato. Bisogna quindi ricordarsi che, per ottimizzare la gestione di questi servizi, di cui beneficia il cittadino italiano residente in Spagna, è necessario notificare ogni pratica ad entrambe le amministrazioni pubbliche: quella spagnola, e quella italiana, attraverso la rete consolare. Pensiamo per esempio all’iscrizione fatta per ottenere il NIE e l’ ”empadronamiento”: queste pratiche non comportano l’iscrizione automatica all’AIRE e di riflesso, la residenza in Spagna. Questa è una cosa che i cittadini devono sapere: si tratta di diritti e doveri che i cittadini italiani che vivono all’estero devono conoscere.

Come funziona la gestione consolare nelle altre isole Canarie? A Las Palmas de Gran Canaria, abbiamo l’Agenzia Consolare, un ufficio di raccordo e raccolta dati, che dipende sempre da questo Vice-Consolato di Arona. Contemporaneamente, stiamo provvedendo ad aumentare la rete di corrispondenti. Al momento, l’unica figura è quello del Dottor Pelizzolo, a Santa Cruz de Tenerife. Per le altre isole, stiamo individuando delle figure chiave, in grado di ricoprire questo ruolo. Un altro consiglio che mi sento di dare, è quello di avere cura dei propri documenti italiani. Avere cura, vuol dire principalmente custodirli adeguatamente, per evitare che vengano smarriti, o rubati. Non portali con sé, se non è necessario. Altro importante consiglio, è quello controllare la loro validità, la loro scadenza. In Spagna, non essere in regola con i propri documenti significa non avere più accesso ad alcuni servizi, come per esempio quello sanitario o bancario.

La ringrazio per il tempo che ci ha dedicato. Siamo contenti di saperci adeguatamente rappresentati, considerato che siamo diventati la prima comunità straniera alle Canarie. Un risultato che ci inorgoglisce e che ci sprona a dare il meglio di noi, ogni giorno.

Vice Consolato d’Italia in Arona Av. Antonio Dominguez, 5 – Zentral Center – Planta 5/Oficina 8Playa de Las Américas – Arona (Tenerife)
L’acceso agli sportelli è consentito solo previa prenotazione dell’appuntamento tramite il nuovo portale Prenot@Mi (consarona.esteri.it). Orario degli sportelli previo appuntamento:

Lunedì, martedì, giovedì e venerdì – dalle ore 9,30 alle ore 12,30 – Mercoledì pomeriggio – dalle ore 14,00 alle ore 16,00

Telefono: +34 822.124.070 nei giorni Lunedì e Giovedì dalle ore 14,00 alle ore 16,00

Emergenze: Il numero unico per tutte le emergenze in Spagna è il 112.

Per GRAVI EMERGENZE l’Ufficio consolare assiste esclusivamente i cittadini italiani anche fuori dall’orario d’ufficio, con le seguenti modalità: dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 22:00 – sabato, domenica e giorni festivi dalle ore 9:00 alle ore 22:00

Telefono CELLULARE SOLO PER GRAVI EMERGENZE (+34) 630.051.176 consarona.esteri.it

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