A Cuba parlano di lui, Tiziano, 7 anni è nato e vive a Tenerife

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Andare a Cuba per giocare a baseball e far parlare di sé, Tiziano De Cesaris, 7 anni è nato e vive a Tenerife

Andare a Cuba per giocare a baseball e far parlare di sé non è certo una cosa da tutti, anzi. Eppure, da quest’anno, il piccolo Tiziano De Cesaris, 7 anni compiuti ad Aprile, potrebbe passare alla storia per essere stato il primo straniero ad aver vinto un campionato di baseball di categoria giovanile, il primo ad aver messo strike out un cubano alla sua prima partita da lanciatore e il primo ad aver presenziato in campo insieme ai blasonatissimi “Industriales”, la squadra più titolata dell’isola caraibica.

Facciamo giusto un paio di passi indietro nel tempo. Tiziano, genitori romani, è nato e vive a Tenerife, parla tre lingue, studia con profitto e ha un fisico esplosivo, seppur brevilineo. A due anni e mezzo, il nonno gli diede in mano un bastone, così, tanto per giocare. Il fatto è che alla prima palla che gli lanciarono… sbam, lui la colpì e la mandò a sbattere contro il muro. Un caso, una botta di fortuna disse suo padre.

Quando gli lanciarono la seconda palla… patapam, stessa storia, Tiziano la colpì nuovamente e si fece una risata. Da quel giorno, il baseball è diventato il suo sport, anche perché ce l’ha sicuramente nel sangue.

La famiglia è originaria di Nettuno, che in Italia è una specie di patria del baseball. Furono gli americani, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a esportarlo in riva al Tirreno e i nettunesi l’hanno preso talmente sul serio che hanno vinto diversi scudetti, coppe dei campioni e tanto altro. Inoltre, un cugino di Tiziano è quel Ruggero Bagialemani, oggi coach della Germania, che nel baseball vanta un palmares invidiabile.

Tra i tanti primati al suo attivo ha anche quello di aver partecipato a 3 Olimpiadi, 5 Coppe Intercontinentali e ben 7 Mondiali. Insomma, come lui nessuno in Italia. Se buon sangue non mente, Tiziano ha buone probabilità di far parlare di sé anche in futuro, considerato che tecnicamente è un passo avanti rispetto agli altri. Perché?

Perché è ambidestro: lancia indistintamente di destro e di sinistro quando fa il pitcher; colpisce indifferentemente di destro e di sinistro quando imbraccia la mazza. E’ come se nel calcio uno avesse le qualità di Messi e Cristiano Ronaldo insieme. Quando i cubani lo hanno visto giocare – perché è un bambino e prima di tutto gioca e si diverte – sono rimasti a bocca aperta. A Tenerife, nonostante i molti latinoamericani che vi si sono trasferiti, il baseball non è ancora popolare al punto da permettere a un ragazzino di giocare un campionato e allenarsi come si deve.

Ragion per cui a Luglio ed Agosto Tiziano, insieme al nonno e al suo allenatore personale Marco Camusi (un nettunese pure lui, il padre Fausto è stato un grande allenatore sia a Nettuno che a Grosseto), si è trasferito a Cuba, dove mazze e guantoni sono un corredo d’abbigliamento dei suoi abitanti.

Per due mesi, Tiziano ha calcato i diamanti di la Habana sia per allenarsi che per darsi all’agonismo, ma soprattutto per imparare le mille e una regola che ha “il gioco più bello del mondo”.

E’ stato un vero successo: Tiziano, che sulla maglietta porta rigorosamente il numero 30, giorno della sua nascita, non solo s’è divertito ed ha fatto amicizia con una marea di ragazzetti come lui, ma ha dimostrato di essere “un pelotero” con enormi potenzialità.

L.F.

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