CANARIE – INTRODURRE SPECIE ESOTICHE: I PERICOLI

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Il comune di Santa Cruz de Tenerife, attraverso il dipartimento per l’Ambiente, ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione sui rischi che comporterebbe la convivenza per le specie autoctone canarie con altre specie foranee e inselvatichite, provenienti dal commercio di animali esotici e traffico illegale di specie di flora e fauna.

 

Un totale di 10 centri educativi e 471 alunni beneficiano di laboratori formativi. Da sottolineare l’importanza di questa campagna, che aiuta a riconoscere e comprendere il problema ambientale che sorge con l’introduzione di specie esotiche nell’isola, offrendo ai giovani gli strumenti necessari per contribuire con soluzioni e comportamenti costruttivi.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Attualmente esistono numerosi dati che dimostrano come vi sia stata un’ampia introduzione di specie invasive nelle Canarie.

In concreto, più di 100 differenti specie di animali foranee sono state riscontrate in libertà negli ultimi anni.

Tra quelle che si sono adattate nelle Canarie, in seguito a liberazioni spontanee, per abbandono o fuga, si segnalano le seguenti: la maina comune, i gamberi d’acqua dolce, lo scoiattolo della famiglia degli sciuridi, il parrocchetto dal collare (uccello della famiglia degli Psittacidi, ndt), parrocchetto monaco (pappagallo dal petto grigio), tartaruga dalle orecchie rosse; da citare anche le piaghe nell’ambito agricolo o forestale, come la mosca bianca, la tarma delle patate, le larve dei pini e il punteruolo rosso della palma.

Tra le piante invasive si segnalano la califfa (acalypha reptans, ndt), il ficodindia, l’agave o l’Eucalipto. Anche tra i rettili, considerato il fenomeno di moda del commercio degli animali esotici, si sono riscontrate con frequenza alcune specie in libertà.

Negli ultimi anni si sono localizzate alcune specie di serpenti, tartarughe acquatiche e sauri.

Un’altra specie, fra le ultime ad introdursi perchè scappata da uno zoo, è il pipistrello fruttifero egiziano, un grave pericolo per le coltivazioni di frutta delle Canarie.

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