Canarie: un ecosistema per gli investimenti

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Il Presidente del Governo canario, Fernando Clavijo, ha avviato una serie di interventi per far conoscere i principali contenuti della strategia per l’internazionalizzazione dell’economia canaria. Le proposte definite nel documento (Estrategia para la Internacionalizaciόn canaria) sono state stabilite dal Parlamento delle Canarie nella precedente legislatura, in accordo ai principali elementi della riforma fiscale e secondo le direttive definite dal documento di lavoro della promozione delle Isole Canarie all’estero, che ha visto il contributo di attori istituzionali, economici e sociali. In sostanza si tratta di far comprendere che l’arcipelago canario, oltre ad essere una destinazione turistica importante, rappresenta anche una meta interessante per gli investitori.

Le ragioni sono già note: stabilità e tutela legale, ottimi collegamenti, risorse umane, strutture tecnologiche, università pubbliche e private, sicurezza, qualità di vita, splendide risorse naturali. Naturalmente anche determinati vantaggi fiscali, sia per gli investimenti, che per i benefici che ne derivano. Tutto questo, con una conoscenza variabile dei meccanismi dell’economia canaria e degli strumenti fiscali, che sono ben noti all’interno delle Canarie. Sono noti al governo, ai cabildo, ai comuni e ai gruppi parlamentari, anche se per la prima volta si è spezzata l’unanimità che regnava in relazione al valore fondamentale del foro e del REF, il regime fiscale canario.

Ma chi tutto questo non lo sa, sono coloro che non vivono alle Canarie, che non risiedono nell’arcipelago.

Non lo sanno i potenziali investitori, non lo sanno gli studi commercialisti, non lo sanno consulenti e coloro che occupano un ruolo determinante al momento di prendere decisioni.

Non lo sanno come dovrebbero saperlo. Questo perché la situazione attuale non sembrava nemmeno immaginabile fino alla fine del secolo scorso. Perché gli strumenti essenziali del REF erano stati creati per favorire lo sviluppo economico della popolazione residente, più che per attirare investimenti esteri.

Ed è proprio lì che sta la grande visione di coloro che lavorarono all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso per disegnare un nuovo Regime Economico Fiscale e in particolar modo la Zona Especial Canaria. Fu quel governo, tra il 1993 e il 1995 a porre le basi per comprendere che si dovevano creare sì gli strumenti per sostenere, ma anche per favorire la capitalizzazione del tessuto imprenditoriale canario. Nacque così la Reserva para Inversiones de Canarias (RIC).

Fu quel governo a stimolare la creazione di una Zona Especial en Canarias (ZEC), che in quel momento pochi seppero comprendere, in Spagna come nel resto d’Europa, fino a quando le Canarie vennero riconosciute come Regione Ultraperiferica.

 dalla redazione

Fonte: canariasenhora.com

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