Carta Identità Elettronica: ecco la novità per gli italiani all’estero

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…ci teniamo a farti sapere sin da subito che non possiamo darti una data certa entro la quale sarà possibile procedere  al rilascio della carta d’identità elettronica da parte di consolati. Tuttavia, in base alle informazioni che stiamo per dare dovrebbe essere possibile riuscire ad ottenere la CIE entro breve termine ed accedere, contemporaneamente, agli innumerevoli servizi digitali che la pubblica amministrazione italiana consente di ottenere ai possessori di tale documento elettronico.

In pratica, dalle notizie che abbiamo reperito sulla piazza romana, riteniamo che ben presto questo famoso strumento di identificazione personale già ben noto e consolidato all’estero, riuscirà ad avere anche un suo pubblico di fruitori fatto di italiani all’estero. L’importante è che questo percorso ormai si è avviato verso una rapida e completa risoluzione.

 

I rumors provenienti da Roma 

 

Cominciamo subito questo post sugli ultimi sviluppi in merito al rilascio della carta d’identità elettronica per gli italiani all’estero dalle ultimissime voci provenienti da ambienti romani.
Secondo recenti indiscrezioni provenienti da ambienti romani, verrà posta all’ordine del giorno della prossima legislatura parlamentare l’attuazione rilascio della Carta d’Identità Elettronica agli italiani all’estero.

L’intenzione del nuovo legislatore è  quella di addivenire ad una rapida e sollecita attuazione di quanto previsto dal citato Decreto del Ministero dell’Interno del Natale 2015 in continuità con quanto aveva detto lo stesso dott. Aielli del Poligrafico il quale, intervenendo in Commissione durante la scorsa legislatura, ebbe a chiarire che la questione del rilascio della Carta d’Identità Elettronica agli iscritti AIRE, richiede una stretta sinergia tra l’Amministrazione Centrale di Roma (cioè, Ministero dell’Interno) ed i Consolati (cioè, Ministero degli Esteri). 

La legge italiana parla chiaro: “I Consolati sono  autorizzati  all’emissione  della  CIE  per  i  cittadini italiani residenti all’estero che ne fanno richiesta presso gli Uffici consolari stessi” ; il comma 2 dello stesso articolo, aggiunge “il Ministro dell’interno  e  il  Ministro  degli  affari  esteri definiscono congiuntamente le modalità organizzative e  tecniche  di dettaglio per l’emissione della CIE da parte degli Uffici consolari” (art. 17 del Decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015). Ne consegue che il rilascio della nuova Carta d’Identità Elettronica è un diritto di tutti i cittadini italiani sia che si trovino in Italia che all’estero.

 

Il rilascio della carta d’identità elettronica non può venire escluso agli italiani all’estero in virtù dell’attuale condizione delle sedi consolari. Eppure, la Carta d’Identità Elettronica (CIE), oltre all’impiego ai fini dell’identificazione, può essere utilizzata per richiedere una identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) può servire proprio all’amministrazione statale per uno snellimento delle procedure di erogazione dei propri servizi. Infatti, essendo la CIE conforme agli standard ECC, European Citizen Card, sarà possibile consentire al cittadino, ovunque si trovi, di accedere ai servizi on line della PA con autenticazione sicura tramite la CIE direttamente dai propri device, PC, tablet e smartphone.
 

 

Attualmente, la CIE (Carta Identità Elettronica), per gli italiani residenti in patria, si può richiedere alla scadenza della propria Carta d’identità (o in seguito a smarrimento, furto o deterioramento) presso il Comune di residenza o di dimora con una sola eccezione: la richiesta non può essere fatta dall’estero. I Consolati abilitati (al momento solo gli Uffici consolari italiani nei Paesi dell’Unione Europea e quelli in Svizzera, Norvegia, Principato di Monaco, San Marino e Santa Sede – Città del Vaticano) possono rilasciare solamente la carta d’identità cartacea a patto che: a) siano cittadini italiani regolarmente residenti nella propria circoscrizione consolare; b) registrati nello schedario consolare e i cui dati anagrafici siano già presenti nella banca dati A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) del Ministero dell’Interno.

 

E pensare che la richiesta della CIE, in Italia, può avvenire, addirittura, attraverso una prenotazione online e poi spedita direttamente al cittadino che la riceverà entro 6 giorni dalla richiesta, presso il Comune o presso un indirizzo da lui indicato. Addirittura, un Decreto-legge del 2011 (convertito in legge n. 106/2011), ha eliminato il limite minimo di 15 anni di età per il rilascio della carta di identità:  a partire da maggio 2011, pertanto, essa può essere richiesta fin dalla nascita. Ricordiamo che la CIE è classificata a livello internazionale (ICAO) come un documento di viaggio al pari del Passaporto Elettronico.

 

Ad ogni modo, il rilascio della CIE ai cittadini italiani all’estero rappresenterebbe un puntuale e oculato procedimento di integrazione nazionale che amplierebbe ancora più le caratteristiche e le funzionalità proprie della CIE, integrando i presupposti alla base dell’attuale disciplina con due assunti fondamentali e imprescindibili: a) principio della certezza dell’identificazione fisica e digitale del cittadino; b) massima diffusione dell’utilizzo della CIE quale strumento di accesso ai servizi pubblici e privati da parte dei cittadini.
 
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