C’è chi inserì la data del 30 febbraio

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C’è chi inserì la data del 30 febbraio. Il mese di Febbraio e l’origine dell’anno bisestile

Febbraio è sempre stato un mese complicato, fin dai tempi dei Romani che lo introdussero grazie a Numa Pompilio, secondo Re di Roma, che lo designò dopo il mese di Gennaio come l’ultimo mese dell’anno. I 10 mesi che componevano il primo calendario romano vennero così estesi agli attuali 12, costituendo Febbraio con 29 giorni e ogni quattro anni con 30 per poter seguire l’anno solare calcolato su 365 giorni. Il mese prende il nome dalla dea Febris celebrata il giorno 14, divinità della febbre e della guarigione dalla malaria (da februare = purificare). Come molte tradizioni del paganesimo, la Chiesa Cattolica consacrò questo giorno dapprima, per assonanza, a Santa Febronia e successivamente a San Valentino, protettore degli innamorati. Per i romani questo era il mese dedicato a riti di purificazione, simboleggiando il passaggio vitale dal clima letargico invernale a quello rifiorente della primavera.

Per meglio comprendere perché il mese di Febbraio sia di 28 giorni e per quale motivo vi siano gli anni bisestili dobbiamo risalire all’anno 8 a.C. quando il Senato romano decise che  il mese Sextilis, che aveva 30 giorni, dovesse chiamarsi Augustus (Agosto) per onorare il loro primo imperatore Ottaviano Augusto. Per non avere meno importanza del mese precedente intitolato a Giulio Cesare (Iulius) e composto da 31 giorni, si stabilì di aggiungere al mese di Agosto un giorno in più, eliminando il 29° giorno da Febbraio : questo fu il motivo per cui il mese di Febbraio scese da 29 a 28 giorni e, ogni 4 anni, da 30 a 29 giorni in funzione del cosiddetto anno bisestile di cui già gli antichi romani davano una precisa spiegazione astronomica:   per compiere un giro completo attorno al sole la terra impiega 365 giorni e circa 6 ore, che, in eccesso, formano ogni 4 anni un ulteriore giorno che i nostri antecessori aggiunsero al mese più breve, ossia febbraio. Il significato della parola bisestile deriva dal latino bisesto, due volte sesto, secondo la consuetudine del calendario romano in cui si aggiungeva il 366° giorno dopo il 24 febbraio. Gli antichi romani contavano i giorni prendendo a riferimento festività particolari come le Calendae, il primo giorno del mese, o le Idi, tredicesimo o quindicesimo giorno, mentre il 24 febbraio in latino era denominato sexto die ante Calendas Martias, il sesto giorno prima delle Calende di Marzo. In pratica gli antichi Romani contavano due volte lo stesso giorno del 24 febbraio. Il giorno aggiuntivo, inserito una volta ogni quattro anni dopo il 24 febbraio, era denominato bis sexto die, ovvero il secondo sesto giorno prima delle Calende di Marzo e proprio da qui deriva il nome di anno bisestile. 

La Commissione per la Riforma del Calendario di Papa Gregorio XIII alla Biccherna – Archivio di Stato Siena – A decidere che il 24 di febbraio non dovesse esser mai più ripetuto e che negli anni bisestili febbraio dovesse contenere 29 giorni distinti, è stato papa Gregorio XIII, emanando il 24 febbraio 1582 la bolla “Inter Gravissimas”. L’accurata precisione del calendario gregoriano misurò “l’anno solare”, ovvero il periodo sempre uguale che la Terra impiega per fare un giro completo intorno al Sole, in 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Non sono infatti 6 ore precise quelle che avanziamo, ma «circa» 6 ore e, nonostante l’ausilio degli anni bisestili, eccediamo ogni anno di qualche minuto. La prima misura che fu introdotta per corregger tale errore fu di portare avanti il calendario di 10 giorni : si passò in sole 24 ore dal 5 ottobre al 15 ottobre 1582. Allo stesso modo, fu stabilito che i multipli di 100 non fossero anni bisestili, a meno che non divisibili per 400. Pertanto abbiamo avuto il 1600 ed il 2000 bisestili, mentre il 2100 e il 2200 non lo saranno. Anche così, ci sono ancora alcuni secondi fuori fase, ma affinché si accumuli un ulteriore giorno di errore, ci vorranno almeno 3.300 anni circa.

Curiosità dell’anno bisestile

Tutte queste particolarità ed eccezioni del mese di febbraio hanno generato nella cultura popolare le più svariate credenze e superstizioni, tanto da esser menzionato come «anno bisesto, anno funesto». Si crede che questo detto prenda origine dal fatto che febbraio, per gli antichi romani, era anche il Mensis Feralis, quello in cui si celebravano le ricorrenze funebri, quindi di per sé abbastanza poco allegro. Durante alcuni di questi anni bisestili si registrano dei tragici eventi, come i terremoti del 1908 a Messina e Reggio Calabria, del 1968 in Belice, del 1976 in Friuli, oppure il maremoto e tsunami del 2004 Oceano Indiano. Nel 1912 avvenne l’affondamento del Titanic, nel 1948 fu assassinato Gandhi e per ultimo, ma non più grave, nel recentissimo 2020 abbiamo avuto la pandemia del Covid-19 che tuttora non ci abbandona. Allo stesso modo però nel 1804 la locomotiva a vapore fece il suo primo viaggio, nel 1940 a seguito della scoperta del fungo della penicillina furono prodotti gli antibiotici, per i tifosi spagnoli nel 1964,2008,2012 fu vinto il Mondiale di calcio, etc. etc. Questo per dimostrare che l’anno bisestile è un anno come tutti gli altri e le statistiche ci confermano che le sventure e le fortune capitano con la stessa frequenza ogni anno.

Vogliamo però raccontare anche altre tradizioni popolari più curiose. Per esempio quella irlandese, che suggeriva alle donne di dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio: nel caso l’uomo rifiutava, doveva comunque dare qualcosa in cambio alla desolata innamorata: un bacio, una moneta, un paio di guanti o un abito di seta. Nei paesi anglosassoni l’anno bisestile si chiama “leap year” (anno saltellante) e il suo simbolo è un simpatico ranocchio. Nel nord della penisola iberica e precisamente a San Sebastian dal 1966 esiste il “Club Mundial de los Bisiestos” che accetta solo persone nate nel 29 febbraio e organizza nella stessa data, ogni quadriennio, una festa multitudinaria di compleanno per i propri soci. Nel 1712 la Svezia per pareggiare le date tra il calendario giuliano e quello gregoriano inserì la data del 30 febbraio, cosa ripetuta nel 1930 dall’Unione Sovietica.

Articolo del S.Tenente Pil. CC. Pil. cpl  (r)  Giuseppe Coviello

UNUCI – Sezione Estera Spagna / Is. Canarie

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Immagine di Sendker – febbraio 1712

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