La prima attestazione scritta della parola risale al 1818 a Milano
“Ciao”, una delle parole che usiamo più spesso al giorno nonché il termine italiano più celebre dopo “pizza”, compie 200 anni. Un’età quasi troppo giovane, calcolando la diffusione dell’espressione. Esaltata nelle canzoni e dai partigiani, “ciao” ha la sua prima attestazione scritta nel 1818, a Milano. Il Corriere della Sera ha ricostruito la sua storia: “E pensare che l’origine della parola non ha nulla a che fare con la confidenza, se è vero, come è vero, che «ciao» deriva dal latino «sclavum», variante di «slavum» quando a essere ridotte in schiavitù erano le genti di provenienza slava”.
A partire dal Quattrocento si introduce l’abitudine di salutare qualcuno dichiarandosi suo schiavo (il friulano «mandi» proviene da «comandi»): da qui la parola «ciao» che origina dal veneziano «s’ciavo», schiavo, appunto. Ma c’è un compleanno che quest’anno va festeggiato: è esattamente di due secoli fa la prima attestazione scritta di «ciao» (che naturalmente doveva esistere in forma orale già da un po’), la stessa parolina che immettiamo decine di volte al giorno chattando su Facebook o su WhatsApp. Il 1818 è l’anno in cui il tragediografo cortonese Francesco Benedetti in una lettera accenna alle gentilezze ricevute da una signora che lo conduce alla Scala e dai milanesi in genere: «Questi buoni Milanesi cominciano a dirmi: Ciau Benedettin».