Conosciamoli meglio: Ristorante Cacio e Pepe, la storia di Sara e Kevin a Tenerife

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Conosciamoli meglio: Ristorante Cacio e Pepe, la storia di Sara e Kevin a Tenerife

Le storie di imprenditoria di successo a Tenerife sono tante, e a noi piace continuare a raccontarvele. Oggi vi presentiamo Sara e Kevin, titolari del Ristorante Cacio e Pepe di Santa Cruz de Tenerife.

VT: Quando è nato il ristorante Cacio e Pepe?

Kevin: Un progetto familiare ci ha portato ad inaugurare Cacio e Pepe nel 2018. Avevamo trovato un locale ben posizionato ma completamente da ristrutturare e cosi abbiamo dato forma al ristorante come lo vedete oggi. Io sono originario di Roma, e sono figlio d’arte. Mio padre è chef da 40 anni, e quindi sono cresciuto tra pentole e fornelli. Insieme alla mia compagna, che poi è diventata mia moglie, avevamo aperto una pizzeria nella stessa Pomezia, quando avevamo vent’anni.

Sara racconta che mentre Kevin si occupava del forno e della cucina, lei gestiva la sala, i clienti e la carta. I compiti erano e sono tutt’ora ben suddivisi: “a Tenerife abbiamo voluto portare la nostra esperienza, quella della cucina della tradizione romana, quella dei nostri nonni, dei luoghi dove siamo cresciuti. La cucina che proponiamo é italiana, ma più esattamente romana, e i nostri cavalli di battaglia sono: la carbonara, l’amatriciana, i supplì e la porchetta, tutto rigorosamente artigianale.

A Pomezia lavoravamo bene, ci sentivamo sicuri della nostra esperienza. Ma poi abbiamo avuto voglia di cambiare, di andarcene. Abbiamo deciso di uscire dal mondo che conoscevamo, di guardare oltre, e fare nuove esperienze. Avevamo visitato Tenerife nel 2014 come turisti. Come tanti, ce ne siamo innamorati e quindi abbiamo deciso di venire qui e trasformare il sogno in realtà, e di dare vita con la nostra passione ad un ristorante a Tenerife.

Siamo venuti varie volte sull’isola prima di aprire. Abbiamo studiato il territorio, ne abbiamo compreso le esigenze, abbiamo cercato di capire se e dove avremmo potuto portare le nostre prelibatezze, la nostra cucina e la nostra tradizione, che è molto ricca.

Fatte le nostre considerazioni, in base a ciò che a noi sembrava giusto, ci siamo detti: perché no? Ci sentivamo pronti, eravamo orgogliosi di riuscire ad aprire e gestire un ristorante italiano, un vero ristorante italiano a Tenerife. Così abbiamo iniziato, abbiamo selezionato i migliori prodotti e quelli che non abbiamo trovato qui, li abbiamo fatti arrivare direttamente dall’Italia o tramite i nostri fornitori, anche se dobbiamo dire che qui si trova ormai quasi tutto: prodotti di ottima qualità, utili per la nostra cucina italiana”.

VT: Come mai questa scelta di aprire al nord, a Santa Cruz de Tenerife?

Kevin: “Ti rispondo subito: noi siamo innamorati del nord, della città. Abbiamo valutato diversi luoghi, siamo stati anche al sud, ma quello che può dare una città è completamente diverso. Per noi è una soddisfazione personale e la città risponde bene alle nostre esigenze. Pur non essendo una zona prettamente turistica, a Santa Cruz de Tenerife stiamo bene e lavoriamo bene. Tieni presente però che noi siamo proprio nella Plaza de España, vicino a dove attraccano le navi crociera. Il turismo in questo momento è diminuito del 50%, ma per il momento non possiamo neanche lamentarci dei servizi che ti offre una città.

VT: Mi fa piacere saperlo. Come vi siete trovati con la clientela locale? Come riuscite a rapportarvi con loro?

Sara: “Devo dire che fin da subito si è creato un ottimo feeling con la gente e noi stiamo benissimo! Ti racconto un particolare: quando abbiamo iniziato a fare i lavori di ristrutturazione di questo locale, avevamo già esposto l’insegna con la scritta “Pinseria” per dare la nostra impronta. Abbiamo suscitato sin da subito una certa curiosità. La gente cominciava a chiedere che cosa fosse questa “Pinseria”, e a supporre che avessimo sbagliato la traduzione, che c’era un errore nella scritta perché sembrava una cosa strana, visto che erano tutti abituati a leggere ovunque “Pizzeria”. Noi rispondevamo, suscitando la curiosità in merito alla nostra “Pinsa romana”.

Nel frattempo, posso dire con tranquillità che siamo ben visti da tutti. In questo periodo di chiusure e misure restrittive, le persone si informano, ci chiedono come stiamo. La loro gentilezza e la sincera preoccupazione ci fa piacere, e per questo li ringraziamo sempre.

Impegnarsi al massimo, e cercare sempre e comunque di fare le cose al meglio, ci ha permesso di conquistare la fiducia anche della comunità italiana, cosa non facile, considerato il palato raffinato ed esigente degli italiani. Ma anche loro hanno saputo riconoscere la nostra professionalità.

Ci inorgoglisce anche vedere che molti dei clienti che avevamo in Italia, e che sono venuti qui in vacanza o per altre ragioni, ci sono rimasti fedeli, venendo sempre a trovarci: devo dire, che è proprio una bella soddisfazione!

Tutto ciò ci dà conferma che i nostri piatti sono apprezzati per la qualità dei prodotti, per l’impegno che adoperiamo nel realizzarli e perché rappresentano nel migliore dei modi la nostra tradizione.

VT: Kevin, toglimi una curiosità: tu sei originario di Roma, ma ti chiami Kevin. Come mai?

Kevin (sorridendo): Mi chiamo Kevin perché mia mamma é una grande fan di Kevin Costner.

Sara: Non esiste Covid, né restrizioni che ci impediscano di rimanere fedeli alla nostra qualità. Anzi, il nostro successo alimenta la nostra ambizione di continuare a migliorarci. Ogni settimana proponiamo piatti gourmet fuori dal menù e stiamo rinnovando la carta dei vini con nuove etichette, sia italiane che canarie.

La “Pinsa” che proponiamo (autentica pinsa romana) è completamente artigianale e preparata personalmente da Kevin, e si contraddistingue per l’alto grado di digeribilità (maturazione dell’impasto 48/72 h). Lavoriamo, studiamo ed esploriamo: nuovi gusti, nuove tendenze, nuove idee. Alle spalle abbiamo una società solida, che ci sostiene con fiducia. Non possiamo aggiungere altro, se non che vi aspettiamo per farvi conoscere le nostre prelibatezze della tradizione italiana, che siamo sicuri diventeranno anche le vostre.

La redazione

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