Conosciamoli meglio: Rosario ristoratore, dalla Germania a Tenerife

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Conosciamoli meglio: Rosario ristoratore, dalla Germania a Tenerife

Rosario, sei uno chef di origini siciliane: ci racconti qualcosa di te?

Sono nato e cresciuto in Sicilia con la mia famiglia che poi si è trasferita in Germania, esattamente a Stoccarda. Là ho compiuto gli studi alberghieri e ho iniziato a lavorare. Ho fatto diverse esperienze in Svizzera, in Spagna e anche una breve esperienza ad Abu Dhabi, ma sono rientrato in Germania e quando mio padre è venuto a mancare ho preso le redini del suo ristorante. Con gli anni la mia famiglia ed io abbiamo aperto altri tre locali, sempre in Germania. Il motore è sempre stata una grande passione.

Perché un ristorante a Tenerife?

Il mio sogno più grande era avere un locale al mare, cosa ovviamente impossibile in Germania. Mi mancava il mare, troppo. Volevo vivere e lavorare al mare, non andarci in ferie.
A dire il vero sognavo un ristorante in Sicilia, ma purtroppo la situazione lavorativa ha dovuto farmi cambiare idea, quindi ho optato per l’isola di Tenerife e il ristorante “Rosario” a Tenerife è la mia quinta apertura.
Il mio obiettivo più ambizioso è sempre stato aprire un ristorante da zero, farlo partire e “volare”. Anche nell’arredamento ho sempre fatto io, con il mio gusto, dandogli la mia impronta. Mi appassiona non solo l’Arte della Cucina, ma anche quella dei dettagli e dei colori dell’ambiente.

Ogni ristorante è stato in tutto e per tutto una tua creatura, quindi…

Esattamente, come lo sono tanti piatti e ricette inventati da me. Mi ritengo un creativo, sì. In Germania ho lavorato anche in televisione, in trasmissione che riguardavano la Cucina. Ho vinto vari concorsi, e nell’ultimo concorso vinto mi sono battuto contro quattro ristoranti, uno dei quali aveva una stella Michelin. Una grande soddisfazione. Ero molto conosciuto, e tra i miei clienti c’erano calciatori e personaggi pubblici.

Poi è arrivato il coronavirus… e tu hai deciso per Tenerife?

Sì. Mi sono detto che se non avessi deciso in quel momento, quando mai ci sarei riuscito? Con tre locali e 80 dipendenti, in un altro periodo sarebbe stato difficilissimo. Fortunatamente non ho chiuso i tre ristoranti in Germania, perché sono stati presi in gestione dalle mie sorelle. In pratica ho chiuso solamente il mio ristorante, che era il più grande, mentre gli altri proseguono la loro attività. Per fortuna siamo riusciti in questo mezzo miracolo, anche se i tempi sono difficilissimi. Siamo qui da cinque mesi – e dico “siamo” perché sono a Tenerife con mia moglie – e in due mesi abbiamo aperto. Ho trovato questo locale e il mio sogno di abbinare il cibo a una meravigliosa vista mare si è avverato! Ho portato all’isola la mia esperienza e ogni giorno scelgo io tutti i prodotti per realizzare i piatti, su tutte le carni e il pesce. Abbiamo il nostro olio e oltre 1.000 etichette di vino.

Che mi dici del tuo personale?

Come puoi vedere è parecchio. Alcuni dei miei dipendenti mi hanno seguito dalla Germania. Ci capiamo con uno sguardo, non abbiamo bisogno di parlare. Sono tutte persone responsabili e molto professionali. Lo staff iniziale si è presto allargato con l’assunzione di personale italiano qui a Tenerife.

Fate anche la pizza…

Certo, e la prepariamo con un impasto di farina del “Molino Agostini”: un mulino italiano che è un’eccellenza nel biologico. Facciamo noi anche la pasta fresca.

Le prime impressioni in merito a questa nuova avventura a Tenerife?

Per quella che è la mia esperienza, e soprattutto trattandosi di un’apertura in pieno covid, siamo contenti. La gente – non solo italiana, ma di tutte le nazionalità – risponde, si trova bene, ritorna, e questo per me è il miglior risultato. Vorrei anzi cogliere l’occasione per ringraziare molti italiani che stanno parlando bene di noi; una cosa inaspettata, ma ci stanno dando la forza di andare avanti. Sull’isola ci sono connazionali dal potenziale eccezionale e che degnamente rappresentano la nostra Italia e la nostra bandiera.

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