COSÌ TANTE SCARPE E SOLO DUE PIEDI!

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Uomini che capiscono le donne: Manolo Blahnik da La Palma a New York

(senza dimenticare Vigevano) Così tante scarpe e solo due piedi! (Sarah Jessica Parker/Carrie Bradshaw)

Gli americani hanno coniato il termine “shoeaholic”, che l’Urban Dictionary spiega come “persona che possiede più di 60 paia di scarpe” e di persone “shoeaholics” ce ne sono davvero tante in giro. La scarpa è uno dei più grandi feticci del nostro tempo come afferma la stilista Tamara Mellon; in un mondo in cui la gente si veste in modo sempre più destrutturato e casual, il trionfo degli accessori si spiega facilmente. Sono rimaste le borse e soprattutto le scarpe a dare il tocco sexy a ogni look.

Parlare di scarpe a Tenerife e non parlare di quello che é forse il piú famoso designer di cazature di tutti i tempi, il canario Manolo Blahnik?

Blahnik ha iniziato la sua straordinaria carriera negli anni Settanta e continua ad essere un esempio di design senza tempo. Le sue scarpe, dai tacchi vertiginosi, sono sinonimo di altissimo glamour e sex appeal e sono diventate famose come le donne che le indossano.

ManuelBlahnik Rodriguez nasce nel 1943CURIOSITA SCARPE SN alle Isole Canarie, precisamente a La Palma, da madre spagnola e padre ceco e cresce in una piantagione di banane; gli anni formativi di Blahnik non avrebbero potuto essere più lontani dalle capitali mondiali della moda. Inizia gli studi di architettura e letteratura all’Università di Ginevra, ma li abbandona dopo appena un anno per trasferirsi a Parigi nel 1968. Si sposta a Londra due anni dopo, dove lavora per breve tempo come fotografo per il Sunday Times e subito si introduce negli ambienti della moda, facendo amicizia con Paloma Picasso e con il fotografo Eric Boman. Durante un viaggio a New York nel 1971 con i suoi nuovi amici, Blahnik è presentato a Diana Vreeland, allora l’editor-in-chief di Vogue US, dalla Picasso. A quel tempo, Blahnik voleva essere un designer teatrale, ma, una volta mostrati alcuni suoi schizzi alla Vreeland e dopo che la stessa aveva osservato le scarpe che il designer canario indossava – un paio di raffinate modello Edoardo acquistate a Portobello Market – viene persuaso a ‹‹concentrarsi artisticamente su piccoli e divertenti oggetti da mettere ai piedi››.

La sua prima collezione viene ideata per Ossie Clark nel 1972, ma nel corso degli anni, le scarpe di Blahnik sfilano nelle passerelle dei più importanti stilisti del mondo, tra cui Yves Saint Laurent, Christian Dior, Calvin Klein, John Galliano e Michael Kors. Nel 1973, apre Zapata, una boutique in Old Church Street a Londra, che ben presto viene regolarmente frequentata da vips quali Bianca Jagger, Marie Helvin e Jerry Hall. Oggi universalmente note come Manolo’s, le scarpe di Blahnik sono ambite da una lunga serie di celebri personaggi. Bianca Jagger le porta durante suo famoso ingresso su un cavallo bianco nel 1977 alloStudio 54, Diana, Principessa del Galles, le indossa alla Serpentine Gallery, nel 1994, la notte che il principe Carlo confessó la sua infedeltà in televisione e Kylie Minogue le calza per la copertina del suo album “Fever” del 2001. Madonna una volta definí le scarpe disegnate da Blahnik come “meglio del sesso”, e aggiunse che, «per di più, durano più a lungo”. Blahnik, noto per il suo spirito tagliente rispose semplicemente: ‹‹Bisogna ammirare lei, nasconde così bene la sua mancanza di talento››.

Lo status di Blahnik come fenomeno culturale è stato CURIOSITA SCARPE 6enfatizzato per la prima volta quando si fece indossare a Marge Simpson un paio di suoi modelli durante un episodio del 1991 della serie cartoon “I Simpson”. Più tardi, è diventato ancora più celebre quando le sue scarpe hanno fatto irruzione sul piccolo schermo in famose serie come Absolutely Fabulous e Sex And The City. In particolare quest’ultima. Infatti una buona parte del suo successo stratosferico Manolo lo deve sicuramente al noto telefilm “Sex and the city” di cui è stato davvero il quinto protagonista dopo Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha.

Artigiano con un impeccabile occhio per i dettagli, Blahnik partecipa attivamente

alla creazione dei suoi modelli, dagli schizzi iniziali progettuali fino ai bozzetti per creare le proprie campagne pubblicitarie. Disegna ancora a mano le sue scarpe e segue personalmente la produzione che viene affidata, pezzo dopo pezzo, alle porte di Vigevano, nel distretto meccano-calzaturiero, ed è proprio qui, in Italia, che prende vita non solo la classica décolleté “Tuccio”, ma anche tutte le altre fantastiche creazioni. Perfezionista sul lavoro ma un ritardatario cronico, sopratutto quando deve rilasciare un’intervista…gli piace farsi desiderare. In questo forse emerge simpaticamente la sua anima canaria (¿Y cuando? mañana … mañana!).

Durante la quarantennale sua carriera, le Manolo’s sono diventate oggetti da collezione, arrivando ad essere battute a 10.000 dollari in un’asta di beneficenza negli Stati Uniti nel 2000. Tuttavia, la sua presenza sul territorio è relativamente impercettibile; fino a non molto tempo fa aveva un solo negozio monomarca a Londra e una seconda boutique a New York. Nominato Designer Accessory of the Year dal British Fashion Council nel 1990 e nel 1999, Blahnik ha anche dottorati honoris causa dal Royal College of Art di Londra e dalla Royal Society of Arts della Gran Bretagna. Nel 2003, è stato omaggiato con una retrospettiva dei suoi disegni, cimeli e collezioni presso il Design Museum di Londra. Nel 2006 il suo contributo al grande schermo. Viene chiamato da Sofia Coppola per realizzare le scarpe per il film Maria Antonietta, vincendo l’Academy Award per i Migliori Costumi. Nel 2007 diviene Baronetto di Sua Maestá.

E se le scarpe femminili sono anche oggetto politicamente corretto tanto da far dire a Daniela Santanchè, parafrasando  Andreotti, ‹‹i  tacchi a spillo logorano chi non ce l’ha›› e far a soprannominare Maria Elena Boschi “la giaguara”, grazie alle famosissime decolté fetish leopardate sfoggiate alla Leopolda nel 2013, le Manolo’s delle ultime collezioni sono anche ecosostenibili.

 

CURIOSITA SCARPE 3E chi l’ha detto, infatti, che per essere di lusso le scarpe devono per forza essere non ecologiche? A sfatare questo luogo comune arrivano proprio le scarpe firmate Manolo Blahnik che ha collaborato la designer eco-friendly Marcia Patmos per realizzare calzature chic con materiali ecocompatibili tra cui figura anche pelle di pesce. Niente sorrisetti ironici, perché la maison più amata dalle donne di tutto il mondo ha lavorato solo con materie prime ecologiche ma ha mantenuto il suo stile unico. Così i modelli sono realizzati con sughero, rafia e pelle di talapia, un pesce, di norma, usato nell’industria conserviera e che ha le caratteristiche adatte per piccoli accessori di pelletteria. Che siano forse reminescenze della sua infanzia canaria? La leggenda narra che da bambino si divertisse a fare scarpe per scimmie ed iguane con materiali naturali e pezzetti di alluminio.

Il designer canario torna spesso nei luoghi della sua infanzia, in particolare a Tenerife dove la madre aveva una tenuta.

A Santa Cruz de La Palma l’istituto d’arte dal 2013 porta il suo nome, omaggio a Blahnik che è riuscito a trasformare l’artigianato in arte.

Alle celebrazioni del centenario dell’istituto, svoltesi il 6 maggio 2013, era presente lo stesso Blahnik, a cui è toccato scoprire la targa riportante il suo nome. Durante la visita dell’istituto, Blahnik è rimasto colpito dalla vasta presenza di talenti tra i giovani designer.

Fino alla fine del 2016 il suo calendario è pieno, ma non esclude, successivamente, di voler trascorrere più tempo nell’isola e alle Canarie, in generale, alla riscoperta delle sue radici e magari dedicarsi all’insegnamento, nello stesso istituto della sua isola natale. L’articolo é finito, guardo in basso … i miei piedi nudi dopo una giornata sui tacchi. La quiete dopo la tempesta tacco 12. E mi torna alla mente una frase del filosofo francese Jean Baudrillard: ‹‹Il momento più commovente è quello in cui una donna si toglie le scarpe e rimpicciolisce improvvisamente davanti a noi. Diventa meravigliosamente minuscola, e allo stesso tempo il suo viso cambia. Essa inaugura l’intimità nella sua forma più seducente›› Grazie a chi ci fa sentire belle anche senza la dolce schiavitú del tacco! Carla Galanti

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