Diamo al pubblico ciò che vuole vedere…

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Questa è la conclusione alla quale è arrivato Jaime Falero, prolifico regista canario nato a La Laguna a Te3nerife, classe 1976.

 

Nel suo passato ci sono cortometraggi noir e d’azione, numeri zero di serie tv e un travagliato lungometraggio intitolato “El Clan”, girato sull’isola nel 2012 ma che ancora deve uscire per problemi avuti con il produttore, Norbert Schilling, con il quale Falero, l’investitore Luigi Di Giorgio e gran parte degli attori del film sono attualmente in causa.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Il set naturale preferito da Falero, neanche a dirlo, è Tenerife con le molteplici opportunità di localizzazione che offre durante tutto l’anno.

Abbiamo capito che di film a Tenerife se ne girano molti, a tutti i livelli, dalle grandi produzioni di Hollywood ai cortometraggi… ma la nuova fatica di Falero, questa volta in società con l’attore e produttore canario Joaquin Sanchez, è qualcosa di inedito, mai fatto prima a Tenerife.

“Project 12: The bunker”, questo è il titolo, è infatti il primo film a capitale totalmente canario, prodotto e realizzato totalmente a Tenerife con una trama di azione, thriller e spionaggio, girato in inglese e con un cast internazionale di attori di prim’ordine tra i quali: James Cosmo (Trono di Spade), Eric Roberts (Il Cavaliere Oscuro, i Mercenari, ecc.), Timothy Gibbs e Natasha Alam.

Contro la logica assistenzialista dei paesi sud-europei dove il cinema si fa solo se ci sono sovvenzioni statali e non importa che un film magari costi più di quello che incassa (logica molto diffusa anche in Italia), Falero e Sanchez hanno scommesso sulla loro sceneggiatura e contro i pareri degli “esperti del settore” che hanno inizialmente etichettato il loro progetto come “fantasioso ed irrealizzabile”, hanno iniziato a bussare alle porte di investitori privati, gli hanno dimostrato che l’idea sarebbe stata vincente e che il loro investimento avrebbe dato i suoi frutti… probabilmente i loro argomenti valevano e li hanno saputi presentare tant’è che ce l’hanno fatta ed hanno ottenuto il budget necessario, un budget più che degno, a detta di Falero, che gli ha permesso di portare a Tenerife attori famosi internazionalmente che, una volta finita la lavorazione si sono mostrati disponibili a tornare presto sull’isola per girare il sequel.

Da ViviTenerife vogliamo fare gli auguri a questo progetto, totalmente canario, che dimostra non solo ai canari e non solo a Tenerife che anche in tempi di crisi profonda come quelli che stiamo vivendo con un po’ di coraggio, tanto lavoro ed amore per quello che si fa, ciò che crediamo impossibile, può avverarsi.

Emanuele Turbanti

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