Dopo il no delle Hawaii, Canarie pronte a ospitare il telescopio più grande

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Lassù, in vetta al picco vulcanico del Roque de los Muchachos, 2420 metri di altitudine al centro dell’isola di La Palma, alle Canarie, c’è già il telescopio ottico più grande del mondo, il Grantecan (Gran Telescopio de Canaria), 10,4 metri di diametro. Ma a far ombra a questa struttura che oggi spicca nel complesso di uno degli osservatori più attrezzati del pianeta (e che comprende anche il telescopio italiano Galileo) potrebbe sorgere molto presto un’installazione di gran lunga più grande, il Tmt (Thirty Meters Telescope), 30 metri di diametro e una potenza dieci volte superiore rispetto al Grantecan.

l progetto per la realizzazione del Tmt, promosso dall’Università di California e dagli osservatori nazionali di Cina (Naoc) e Giappone (Naoj), oltre che da istituzioni scientifiche e tecniche di India e Canada, è paralizzato dall’ottobre del 2014. Era stata individuata una sede, il monte Mauna Kea, alle Hawaii, ma una sentenza del tribunale supremo locale ha bloccato l’opera per le proteste degli ecologisti e dei nativi, che considerano il luogo prescelto una montagna sacra, un “centro spirituale” meritevole di una speciale protezione culturale. Così la direzione scientifica del Tmt, in attesa di una pronuncia definitiva della magistratura, ha esaminato tutte le possibili alternative. E dopo un esame accurato delle candidature, scartata l’agguerrita concorrenza di Cile, Messico e Cina, ha individuato nell’isola di La Palma la “location” migliore.  

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Il presidente del consiglio di governo del Tmt, lo statunitense Henry Yang, ricorda che l’opzione delle Hawaii resta la preferita, ma a questo punto alle Canarie, dove negli ultimi mesi hanno ricevuto per tre volte le visite (e i commenti entusiastici) degli scienziati promotori del progetto, incrociano le dita e sperano. La decisione definitiva arriverà nel corso del 2017, l’inaugurazione del nuovo mega-telescopio è prevista per il 2025. Un’opera monumentale, da un miliardo e 400 milioni di dollari di investimento, con la prospettiva di un’attività scientifica di altissimo livello da sviluppare nel corso dei prossimi 65 anni.

Per La Palma, è stato calcolato, la presenza del Tmt comporterebbe 25 milioni di euro di investimenti annui tanto in spese di personale come in contratti per diverse forniture. “L’impatto socio-economico, per la scienza spagnola e per l’immagine delle Canarie sarebbe straordinario”, esulta Rafael Rebolo, direttore del Iac, l’istituto astrofisico che gestisce l’osservatorio del Roque de los Muchachos, quindici telescopi ai quali si spera ora si possa aggiungere un “fratello maggiore”.

Alessandro Oppes

 

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http://www.repubblica.it/scienze/2016/11/02/news/telescopio_hawai_canarie-151168119/

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