Germania. Entra in vigore la ‘legge Facebook’: multe fino a 50 milioni di euro per l’hate speech

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La multa è senza precedenti, 50 milioni di euro. E la Germania intende infliggerla ai social network che non si impegneranno abbastanza per eliminare notizie false o offese da querela. L’atteso progetto di legge è stato presentato dal ministro della Giustizia Heiko Maas, che ha giustificato la severa stretta sui contenuti della pagine di Facebook e compagni con il fatto che “sono troppo pochi i contenuti illegali che vengono cancellati ed è troppo lento il procedimento con cui vengono cancellati”.

Il politico socialdemocratico ha puntato il dito contro i social network “che non prendono abbastanza sul serio le denunce degli utenti”. Il colosso di Zuckerberg si è detto “molto deluso” della legge presentata oggi a Berlino.

In Germania ha fatto molto discutere, tra la marea di casi di fake news, quello di un profugo siriano, Adas Modamani, che si era fatto un selfie con la cancelliera Merkel ed era finito su Facebook su una miriade di pagine xenofobe che associavano la sua foto a quella degli attentatori islamici di Parigi, di Bruxelles o di Ansbach. Di recente, la sua immagine era stata postata da un sito di estrema destra che citava Modamani tra gli aggressori di un senzatetto cui è stato dato fuoco a Berlino. 

In tribunale, Modamani ha perso la causa contro l’azienda: gli americani hanno sostenuto davanti ai giudici di Wuerzburg, di non potersi appropriare delle immagini dei loro utenti. Ma si tratta di un’affermazione che sembra in contrasto con la sentenza della Corte di Giustizia europea che tre anni fa ha decretato il “diritto all’oblio”, cioè il diritto a vedere cancellate le proprie immagini da parte di Google. E che sembra contraddire anche la prassi quotidiana di censurare le immagini porno, intercettate addirittura prima della pubblicazione.

La legge presentata da Maas, che punta ovviamente a limitare la diffusione di notizie false anche in un momento delicato, di campagna elettorale per il rinnovo del Bundestag e della cancelleria, obbliga i social network a presidiare i contenuti che pubblica per evitare tirate offensive, xenofobe o altro. Anzitutto Facebook, Twitter & Co. saranno obbligati a semplificare le procedure per la denuncia di contenuti offensivi. E dovranno indicare una persona responsabile per la Germania, qualcuno cui potersi facilmente rivolgere.
dalla corrispondente TONIA MASTROBUONI

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