Globalgap: il summit di Londra di Ottobre 2010

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globalgap-summit-londra-2010Si è recentemente concluso il decimo convegno annuale GLOBALGAP tenutosi a Londra che ha visto la partecipazione di numerosi delegati, quasi 500, da ogni parte del globo in rappresentanza dei 50 dei 100 paesi in cui lo standard ha trovato una certa diffusione.

 

Parliamo di Europa, Asia, Africa in particolare con molti rappresentanti, Stati Uniti e Cina, che recentemente si è affacciata alle porte della certificazione. Scarsa la partecipazione dell’Italia nonostante sia il secondo paese in termini di aziende certificate.

Con l’occasione si è voluto coinvolgere chi si occupa di tematiche riguardanti la produzione agricola, la distribuzione commerciale dei prodotti e la loro certificazione.

A far questo, 55 esperti del settore che hanno relazionato in sessioni generali e specifiche suddivise nei settori vegetale, animale ed ittico.

Non cambiano i requisiti per gli operatori delle filiere agroalimentari: armonizzazione degli standard che determina semplificazione nella gestione con la conseguente diminuzione dei costi, capacità di guadagnare la fiducia dei consumatori attraverso la trasparenza e le maggiori possibilità di confronto attraverso l’armonizzazione stessa.

Chiude con un monito: la popolazione nel 2050 arriverà ai 9 miliardi di abitanti e le necessità di cibo aumenterà del 70 %.

Il modello di lavoro di GLOBALGAP.

Relazione “Il pianeta, il cibo, la collaborazione con GLOBALGAP nelle sfide per il 2050” di Jason Clay, vice presidente di WWF.

Come garantire la disponibilità del cibo se le superfici diminuiscono e l’ambiente necessità di essere tutelato, soprattutto considerando che sarà l’Asia con Cina ed India a dominare i mercati del futuro ammesso che non lo stiano già facendo?

Questa la risposta; in un pianeta con risorse limitate, dovrebbe essere data la possibilità ai consumatori di scegliere prodotti sostenibili, ed anche, pagare in base al costo energetico realmente sostenuto nella produzione dei beni stessi.

E allora occorre misurarne i consumi e scegliere metodi con un impatto ambientale il più basso possibile, ottimizzando le risorse energetiche senza dimenticare l’acqua. Questi sono gli indirizzi , secondo Clay, che GLOBALGAP dovrebbe seguire nello sviluppo dello standard.

In conclusione tutti concordano sul fatto che non si possa più prescindere dall’adozione di tecniche rispettose dell’ambiente e si debba giungere all’armonizzazione degli standard in agricoltura. Per GLOBALGAP è già più che una candidatura di primo piano.

Per chi volesse visionare le presentazioni del Summit può collegarsi all’indirizzo: http://www.globalgap.org

Scritto da Marco Roffia

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