Il mondo del golf e i termini ingannevoli

0
tenerife-golf

Il mondo del golf e i termini ingannevoli. Tutte quelle situazioni che per sentito dire o viste fare dai giocatori, non aiutano e non agevolano il golfista. Leggetele con attenzione, augurandovi che possiate trarne dei benefici.

Il punto 1 – Set di ferri magico.
Il punto 2 – Ricerca dei segreti del successo.
Il punto 3 – Il putt è un colpo individuale e personale. Ognuno lo esegue a suo piacimento.
Il punto 4 – Non programmare il vostro gioco.
Il punto 5 – Faccio due swing con qualche pallina, tiro due putt e vado in campo.
Il punto 6 – Errata stima delle distanze da coprire.

NOTA:
NON E’ IMPORTANTE RAGGIUNGERE I PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA, QUANTO RESTARCI.

Il punto 1 “Set di ferri magico” 

Errore: spendere i soldi per un “set di ferri magico”.

Si può iniziare a golf con un set di ferri usati anche se hanno 10 anni o più  e questo non influenzerà il vostro gioco. Molti spendono soldi in attrezzature all’ultimo grido sperando in un miracolo. Il miracolo lo farete  voi se investirete in lezioni e palline del campo pratica.

Solo così potrete centrare l’obbiettivo che consiste nel migliorare il vostro gioco.

Il punto  2 “Ricerca dei segreti, per il successo”.
Molti golfisti sono ossessionati dalla ricerca dei segreti per raggiungere il successo.
Si affidano quasi sempre a quello che riportano le riviste, ai filmati, alle statistiche od a cose sentite. Ricordatevi, però, che anche attorno al golf gira quella cosa chiamata “Marketing” e pertanto tutto quello che leggete o sentite, va vagliato con molta ponderazione e saggezza.
Le gratificazioni immediate solitamente non hanno lunga durata e, molto spesso, sono fonti
di cocenti delusioni.

il punto 3  “Il putt è un colpo individuale/personale”.

Ognuno lo esegue a suo piacimento.
Questo è uno dei “termini ingannevoli” che nel golf ricorre più spesso. Infatti, per puttare bene ci vuole molta tecnica ed un forte coinvolgimento della mente. Personalmente ho sempre sostenuto che il colpo più importante del golf e il “putt”. In un percorso di 72 buche ben 36 colpi sono previsti per puttare. Quindi il 50% circa dei colpi giocati in un giro convenzionale.
Volendo, un colpo di putt può essere così diviso:
20/30 % attrezzatura;30/40% modalità legate al grip, allo stance, alla posizione della testa e degli occhi rispetto alla palla, al modo di muovere il putt nello attraversamento della palla, ecc.
40/50% forza o fattore mentale. Quello che i Cinesi chiamano chi (si legge ci).
Ricordo sempre che per eseguire un buon putt, corpo e mente sono in simbiosi.

Il punto 4 – “Non programmate il vostro gioco”.

Sia che disputiate una partita tra amici o una gara, è molto importante programmare il vostro giro.
Arrivare in tempo al circolo e, iniziando a controllare se siete a posto con le palline, tees, acqua, cibo e avere un abbigliamento comodo e dignitoso.
Verificare se si hanno matitine, pitch mark e un libretto delle regole. Avere il tempo di tirare un secchio di palline in campo pratica per la fase di riscaldamento. Ricordatevi che, se partecipate a una gara, l’orario di partenza non è quello riportato sul vostro orologio ma quello indicato dal Comitato Gara.

Il punto 5 – “Faccio due swing con qualche pallina, tiro due putt e vado in campo”. 

Ogni volta che s’inizia una giornata di golf, sia si faccia o no la gara, bisogna rivedere le cose basilari
che sono: l’impugnatura, la posizione (grip, stance ecc.) e l’allineamento. Sembra una cosa noiosa, ma solo così si può arrivare ad avere uno swing solido. Nik Faldo chiese a Ben Hogan, quale fosse il suo segreto e, il grande campione le rispose: io giro con un taccuino e a ogni colpo annoto quello che faccio. In questo modo, il giorno o la sessione successiva, rileggo e so con esattezza quello che devo fare.  Altrimenti ci si convince di ricordarsi e invece, si dimentica uno o più punti importanti. Molto spesso, quello che può sembrare la strada più lunga, ti porta a migliori risultati in breve tempo.

Il punto 6 – “Errata stima delle distanze da coprire”.

Si devono conoscere esattamente i metri che si coprono con ogni ferro. Il problema di molti è che, per emulare i compagni di gioco, non utilizzano il ferro adatto, ma provano con un ferro inferiore. Sono a 100 metri dal green, gioco un pich. Niente di più ingannevole. Normalmente, in un par 3 i metri sono calcolati al centro del green, mentre per i par 4 e 5 sono calcolati all’inizio del green. La bandiera dove è posta, quali sono le condizioni del terreno o meteorologiche? Gli uomini, specialmente, hanno un problema con le distanze e cercano di spaccare un ferro 7 quando è semplicemente ovvio che occorra un ferro 6. Sapere
realisticamente le proprie distanze, permetterà di usare i ferri in maniera strategica.

Ezio Paschini
www.golfconegliano.it

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

− 3 = 6