Il buddismo: una religione globale che prospera nei contesti locali

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Francisco de Paula Diez de Velasco, professore ordinario al Dipartimento di Storia e Geografia della ULL di Tenerife (Universidad La Laguna), ha definito nella sua relazione “Budismo, aquì y ahora”, il buddismo come una religione globale, che riesce a prosperare in contesti locali. Considera a tutti gli effetti il buddismo una religione, anche se questa non conferisce agli dei alcun ruolo creatore o di sostegno, come s’intende nelle religioni tradizionali, per cui si rende necessario riflettere sul significato del termine religione. Paula Diez de Velasco ha assicurato che il Buddismo ha percorso la via agnostica, che ha consentito la nascita di diverse scuole; anche se in un primo momento si definiva come un pensiero filosofico, le persone adesso lo considerano invece come un percorso verso la spiritualità. Anche se oggi convivono molte realtà all’interno del buddismo, tutte convergono verso la figura del Budda, che viene rappresentato in diverse situazioni: di solito meditando, in piedi, o chinato. La prima di queste manifesta più di tutte il risveglio verso una consapevolezza necessaria per raggiungere la pace: la meditazione quindi come percorso. La posizione eretta fa riferimento ad un altro tipo di meditazione, che si trasmette attraverso la ruota del dharma, la conoscenza. Infine, la posizione inclinata rappresenta la liberazione assoluta da tutto ciò che limita la conoscenza.

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Tutte le scuole buddiste coincidono nel ritenere importante la meditazione, l’elemento fondamentale per comprendere oltre le percezioni spesso erronee che si vivono giorno per giorno. Come facciamo a conoscere il mondo? Come lo interpretiamo? Qual è la causa della sofferenza? Sono domande che sprigionano dalla pratica. Il professore ci spiega che la sofferenza è la risposta principale rispetto a come conosciamo il mondo, ed è causata dall’imperfezione o dalla mancanza di conoscenza, e per questo è necessario imparare a staccarsi da ciò che non ci consente di crescere. La conoscenza è fondamentale, l’ignoranza non porta a niente. Paula Diez de Velasco spiegando che la pratica buddista fa riferimento all’importanza di non odiare, al contrario. Invita alla comprensione, al ragionamento, alla saggezza.

Spiega infine come la sofferenza, che si conosce anche come sete o necessità, deve essere ricondotta sul percorso verso la liberazione attraverso la conoscenza, seguendo il cammino della saggezza. In questo modo, l’odio verrà messo da parte e ci si allontanerà dall’ignoranza, che è un grave problema per l’umanità inter

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