Il Noni: a Tenerife un frutto prezioso e utile per la nostra salute

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Il Noni: a Tenerife un frutto prezioso e utile per la nostra salute

L’arcipelago delle Canarie, grazie al suo isolamento dai vicini continenti, ha sempre vantato un ecosistema unico che per millenni non è stato contaminato dall’azione dell’uomo conservando centinaia di specie animali e vegetali autoctone ed endemiche non presenti in altre parti del globo. Ma è altrettanto vero che la fertilità di questo l’ambiente privilegiato sia oltremodo favorevole all’inserimento di nuove coltivazioni introdotte dagli ultimi coloni che hanno saputo sfruttare le proprietà del terreno vulcanico delle isole.

Le prime piantagioni di canna da zucchero importate dai conquistadores furono soppiantate dagli alberi da frutta asiatici come le banane, la papaya o il mango e dalle nuove specie americane, tra cui l’avocado, la patata e il pomodoro. Anche dall’Europa vennero importate piante produttive come la vite che, grazie all’isolamento dal luogo d’origine, non fu toccata dalla terribile piaga della Peronospora che distrusse nell’800 la quasi totalità dei vigneti, motivo per cui tuttora nelle Canarie è possibile gustare gli stessi meravigliosi vini che gli antichi descrivevano ed assaporavano sulle loro tavole, oggi una vera leggenda per gli intenditori continentali. Recentemente anche altre coltivazioni considerate di ”nicchia” hanno assunto una certa rilevanza commerciale e si inizia a notare la presenza crescente di piante come la moringa indiana, conosciuta per le sue proprietà medicinali, o la dolcissima cerimolia (dallo spagnolo chirimoya) del Sud America, menzionata tra le coltivazione perdute degli Incas.

La ragione di quest’articolo però è far conoscere il Noni, un frutto dalle ricercate proprietà che vanno oltre il suo sapore inconfondibile che può ricordare il cocco e con forti richiami ai cibi affumicati. Da qualche anno sono sorte delle piantagioni su alcune zone dell’Arcipelago delle isole canarie con microclimi particolarmente favorevoli alla sua coltivazione. Alcune colture sono state osservate a Tenerife sulla zona di Güimar e a Sud-Ovest.

Il suo frutto non è molto conosciuto, ma sempre più vengono apprezzate le sue molteplici qualità che gli hanno conferito meritatamente il nome di panacea della Polinesia”. Questo frutto tropicale e subtropicale ha origine sulle isole del Pacifico dove viene coltivato da oltre 2000 anni per le sue ottime qualità medicinali naturali. La pianta del Noni è un sempreverde le cui dimensioni variano da un piccolo cespuglio ad un albero alto circa 10 mt. Ha foglie ellittiche ed abbastanza grandi (fino a 45 cm). I fiori sono ermafroditi e si presentano con 5 o 6 petali riuniti in infiorescenze globose. Il frutto è un sincarpo, ovvero formato dalla saldatura di più frutti derivati da un solo fiore (come le more di gelso) e nascono sul medesimo ramo a seguito di diverse fioriture: pertanto si possono vedere contemporaneamente dei frutti acerbi, maturi, in fiore e boccioli che produrranno nuovi frutti.

Il Noni, attraverso le sue fasi di maturazione, presenta un colore verdastro che successivamente tende al giallo per diventare giallo biancastro e traslucido nella sua piena maturazione. Quando si matura misura circa 5/10 cm, è tenero ed emana un aroma sgradevole che ricorda il caratteristico odore del formaggio maturo. Inoltre il frutto è ricoperto da noccioli bruno-rossastri che contengono i semi i quali sono fissati ad una sacca d’aria che gli consente di galleggiare per mesi nell’oceano e posarsi su terre lontane.

Gli storici polinesiani ritengono che la pianta del Noni fosse considerata sacra e portata intenzionalmente sulle altre isole principalmente per le sue proprietà medicinali. Era anche apprezzato per le sue proprietà nutritive e utilizzato come colorante naturale. A parte il nome scientifico di “Morinda citrifolia”, questo frutto è conosciuto come il gelso indiano o Och in India, Mengkudo in Malesia, Ba ji tian in Cina, Nhau nel sud-est asiatico, Painkiller Bush nei Caraibi, Cheesefruit in Australia, Noni a Tahiti ed anche Canary Wood nel resto del mondo. In questi paesi e in altri, la Morinda citrifolia nel passato veniva utilizzata per trattare malattie che colpivano il sistema respiratorio, digerente, nervoso ed immunitario. Veniva anche usato per risolvere problemi articolari, cutanei e scheletrici. Per il suo uso medicinale si impiega ogni parte della pianta: foglie, radici, corteccia, semi, fiori e frutti. Le foglie di Noni sono utilizzate per le infiammazioni esterne, per le ferite e per alleviare il dolore; l’estratto di radice abbassa la pressione sanguigna; la corteccia ha spiccate proprietà astringenti ed è usata anche per curare la malaria; i semi hanno un’azione purgativa; gli estratti dei fiori calmano le infiammazioni oculari. Il frutto del Noni è anche molto nutriente e in tempi di carestia veniva consumato come unica fonte di nutrimento.

In tutta la Polinesia la pianta del Noni era ed è tradizionalmente usata per curare dolori, infiammazioni, ustioni e altri disturbi della pelle, vermi intestinali, nausea, intossicazione alimentare, febbri, infezioni, ferite, diarrea, costipazione, crampi mestruali, morsi di insetti e animali, e conseguenze dell’invecchiamento. A causa del suo odore e sapore rancido in epoche passate non era molto gradito, soprattutto ai bambini. In effetti, all’inizio ed alla metà del 1900, il Noni divenne alquanto impopolare tra le comunità polinesiane a causa del suo olezzo sgradevole e molti alberi furono abbattuti per liberare le aree residenziali dal cattivo odore. Inoltre i primi missionari cristiani bandirono la medicina tradizionale polinesiana e l’interesse terapeutico per il Noni diminuì notevolmente. In epoca moderna l’avvento delle medicine sintetiche ridusse ulteriormente l’attenzione per questo meraviglioso arbusto. Sorprendentemente, secondo i dati dell’OMS, la fitoterapia (l’utilizzo delle erbe curative) è ancora oggi la forma di medicina più praticata nel mondo in quanto produce meno effetti collaterali e combatte in modo adeguato le malattie resistenti agli antibiotici la cui efficacia, a causa del cambiamento dei microbi patogeni, sta diminuendo rapidamente.

Per questo motivo, gli scienziati stanno investendo molto sulla ricerca di questi prodotti botanici particolarmente efficaci. Fortunatamente, gli attuali metodi di estrazione e di preparazione del succo del Noni eliminano l’odore e il gusto spiacevole senza comprometterne le virtù benefiche. Molte delle proprietà del Noni si devono alla xeronina, un essenziale enzima della membrana cellulare che genera un’azione rigenerativa e riparatrice sulle cellule danneggiate e calibra la funzione delle proteine. Il succo fornisce molta energia e allevia la spossatezza grazie al suo alto contenuto di sostanze di natura proteica che favoriscono l’assimilazione degli aminoacidi, delle vitamine e dei sali minerali. Il Noni aumenta inoltre la secrezione delle endorfine e della serotonina, potenziando l’efficienza mentale e il tono dell’umore. Il Noni, oltre a ciò, vanta le seguenti proprietà terapeutiche: assicura risultati antidolorifici ed antinfiammatori. /-/ controlla la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare nei tessuti danneggiati. /-/ Sopprime e contrasta molti tipi di batteri, come L’Escherichia coli (E. coli). /-/ Agevola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario (le cellule T hanno una missione essenziale nell’individuazione a e la lotta degli agenti patogeni). /-/ rallenta lo sviluppo dei tumori. /-/ Ha proprietà adattogeniche che ci permettono di adattarci allo stress fisico e mentale. 

Nel Noni troviamo costituenti importanti come:

  • Vitamine e minerali: il Noni è ricco di vitamina A e C, e contiene minerali come ferro, magnesio, potassio, zinco, selenio, calcio, sodio, zolfo e rame.
  • Proxeronina e xeronina: la proxeronina è un alcaloide e precursore della xeronina che stimola l’assorbimento a livello intestinale dei minerali, aminoacidi e vitamine assunte con l’alimentazione. 
  • Cumarine: sono sostanze naturali con funzioni anticoaugulanti, flebotoniche, antispasmodiche ed antibatteriche. La scopoletina protegge il sistema cardiocircolatorio, normalizza la pressione sanguigna, esercita un’azione antinfiammatoria ed antistaminica.
  • Terpeni e terpenoidi: i terpeni fungono da antiossidante contrastando i radicali liberi. In questo frutto troviamo: l’eugenolo (antisettico e anestetico), il beta-carotene (precursore della vitamina A) e l’acido ursolico. 
  • Polisaccaridi (acido glucuronico, galattosio, arabinosio): sono polimeri formati da monosaccaridi che possono stimolare le funzioni immunitarie.
  • Serotonina: La serotonina è una molecola che agisce come neurotrasmettitore ed ormone, presente in molti tessuti tra cui il cervello, il tratto gastrointestinale, i polmoni, i reni e le piastrine. L’aumento della riserva di serotonina porta buon umore, riduce l’ansia e l’aggressività e allevia il mal di testa. Inoltre la combinazione di scopoletina, serotonina e xeronina agevola la stabilizzazione dei valori glicemici.
  • Damnacantale: è un alcaloide antrachinonico (ad azione lassativa) a cui si attribuiscono proprietà inibitrici su specifiche cellule pre-cancerogene.Nel Noni sono presenti altre importanti sostanze fitochimiche: antiossidanti, niacina (vitamina B3), acido deacetilasperulosidico, acido linoleico, caroteni, flavonglicosidi, acido caprilico e caproico, alcaloidi, catechina, beta-sitosterolo, flavonoidi, aminoacidi, fruttosio, proteine, fibre, carboidrati.

Per apprezzare i suoi benefici è preferibile consumarlo regolarmente e per almeno 4 settimane, ma in quantità non eccessive. Si raccomanda comunque di sentire il proprio medico di fiducia, specie per quelle persone che assumono altri farmaci che potrebbero avere controindicazioni. Viene sconsigliato il consumo del succo di Noni insieme al latte, alcol, caffè o tè in quanto elementi che potrebbero limitare la giusta assimilazione delle sostanze in esso contenute. La combinazione con il fumo del tabacco o con alcune bevande stimolanti come il caffè o il guaranà deve essere evitata per non provocare uno stress eccessivo del proprio metabolismo. A causa dell’elevato contenuto di potassio, il succo del Noni è controindicato per i soggetti che soffrono di insufficienza renale. Infine, i più esperti sconsigliano alle donne il consumo di questo frutto durante la gravidanza o l’allattamento.

Articolo del S.Tenente CC. Pil. (r)  Giuseppe Coviello

UNUCI – Sezione all’Estero Spagna / Is. Canarie www.unuci.es

Foto: Giardino botanico Palmetum di ag

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