L’evoluzione degli Assistenti Vocali

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A pochi giorni dalla presentazione del nuovo Samsung Galaxy S8 si può dichiarare ufficialmente aperta la corsa all’assistente vocale più intelligente.

La società coreana ha appena annunciato l’integrazione di Bixby (il nome dell’assistente) nei nuovi modelli Galaxy che, rispetto all’attuale S-Voice, è stato migliorato e sviluppato grazie all’intelligenza artificiale e il deep learning (apprendimento automatico). Bixby si basa su tre concetti fondamentali: 1) completezza: all’interno delle applicazioni compatibili, sarà in grado di eseguire qualsiasi operazione attivabile tramite touchscreen. Un’evoluzione rispetto all’attuale situazione, dove gli assistenti vocali sono vincolati a specifiche funzioni. 2) tolleranza cognitiva: sarà capace di comprendere eventuali comandi parziali o incompleti forniti dall’utente. Un enorme passo avanti in confronto ai suoi predecessori, dove l’utente era costretto ad utilizzare delle frasi predefinite per compiere alcune azioni. 3) consapevolezza del contesto: per usufruire dell’assistente vocale non sarà più necessario un input iniziale, ma gli utenti potranno richiamare Bixby in qualsiasi momento, il quale capirà il contesto e si adatterà di conseguenza.

A che punto sono invece i diretti concorrenti di Samsung? Apple è stata la prima ad uscire sul mercato con un assistente vocale di successo: Siri. Con gli ultimi aggiornamenti di iOS c’è stata l’apertura verso sviluppatori esterni, che potrebbe dare un grosso vantaggio competitivo alla società di Cupertino. Ora molte applicazioni sono in grado di interfacciarsi con Siri, consentendole (la voce è femminile) di compiere alcune azioni e di eseguire molte operazioni. Più applicazioni si integrano con Siri e maggiori saranno le informazioni che l’assistente vocale potrà utilizzare per affinare l’autoapprendimento. Inoltre, il software di Apple parla ben 21 lingue, un altro enorme vantaggio rispetto ai concorrenti.

Google Assistant è attualmente disponibile sugli smartphone Pixel e su Google Home ma presto arriverà per tutti i dispositivi Android. L’assistente vocale di Google è ancora in fase di rodaggio, visto il numero limitato di utenti che utilizzano Pixel e Google Home, però l’integrazione con il motore di ricerca più potente al mondo lo rende uno dei più completi. La grande forza di Google Assistant è l’apprendimento delle abitudini dell’utente, come già succede con molte applicazioni della Grande G, inoltre la sua versatilità ha permesso di integrarlo con moltissime applicazioni, facilitandone l’autoapprendimento. L’apertura a tutti i dispositivi Android potrebbe colmare il gap che c’è con la Apple, dove Siri viene migliorata di release in release.

Alexa è l’assistente vocale di Amazon. A differenza degli altri non è utilizzato dagli smartphone bensì da Echo, uno speaker da salotto. L’assenza di un display ha permesso all’azienda statunitense di puntare tutto sull’interazione vocale, rendendola il più naturale possibile. Operando in un mercato ancora piccolo come quello dello smart home, non è ancora molto conosciuto, ma sicuramente è uno degli assistenti vocali migliori in circolazione e, con il continuo sviluppo dell’IoT (Internet of Things), entro il 2020 approderà nelle case di milioni di persone.

Nei prossimi anni assisteremo ad un enorme miglioramento di questa tecnologia e, grazie all’aumento del numero di dispositivi connessi tra loro, saremo in grado di poter controllare quasi tutto con l’interazione vocale. La gara all’assistente vocale più intelligente è ufficialmente aperta e presto cambierà le nostre abitudini.

Andrea Blasutto – Asola GmbH

www.asola.es

 

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(foto AndroidWorld.it)

 

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