La bandiera del “paese dei gay”

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La più libera… non rappresenta paesi, frontiere, governi

Recentemente si è saputo della scomparsa di Gilbert Baker. Forse non saprete chi è, ma grazie a lui abbiamo la bandiera dell’arcobaleno, un simbolo multicolore, in cui vengono rappresentate libertà, uguaglianza, tolleranza, rispetto, solidarietà, integrazione, amore e i diritti della comunità LGTB. C’è ancora molto da fare, fuori e dentro i nostri confini, molte barriere da abbattere e molte bende da sciogliere. Senza dubbio ogni giorno possiamo essere testimoni di speranza in una società ogni volta più marcia, che si lascia trascinare dai radicalismi, da entrambe le parti. Poco tempo fa venni a conoscenza di una storia che mi emozionò particolarmente. Un bambino di 7 anni circa stava passeggiando in una via centrale di Madrid.

Da un balcone sventolava la bandiera dell’arcobaleno.

La madre del bambino, sapendo della passione del bimbo per le bandiere, gli chiese se sapesse che bandiera fosse. Il bambino senza esitare, rispose “è la bandiere del paese dei gay”. Probabilmente ha ragione, ma in tutta certezza, è un paese dove tutti sono benvenuti, dove non esiste discriminazione, né rifiuto, dove tutti possono e devono sentirsi uguali e rispettati.

E credo che con questa idea Baker creò l’emblema nel 1978, un anno dopo che il leader statunitense Harvey Milk arrivò ad occupare come gay dichiarato per la prima volta un incarico pubblico negli Stati Uniti.

Ma cosa significano le strisce della bandiera?

L’idea originale ne contava otto: magenta, rosso, arancione, giallo, verde, turchese, indaco e viola, che rappresentavano rispettivamente la sessualità, la vita, la luce del sole, la natura, la magia e l’arte, l’armonia e lo spirito.

Con il tempo, da otto strisce si è passati a sei che sono quelle attuali. Nonostante ciò, il significato dei colori è rimasto lo stesso, la rappresentazione della vita, dell’identità di ognuno e dell’orgoglio. La bandiera di Gilbert Baker è con ogni probabilità la più universale di tutte e senza dubbio la più libera; non rappresenta paesi, né frontiere, né governi.

Un simbolo che accoglie chiunque voglia andare “nel paese dei gay”.

libera traduzione della redazione tratto da canariasenhora.com 

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