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La rievocazione storica de la “Gesta del 25 de Julio” torna per le strade a  Santa Cruz de Tenerife.

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La rievocazione storica de la “Gesta del 25 de Julio” torna per le strade a  Santa Cruz de Tenerife.

Le ricostruzioni storiche attraggono ogni anno un maggior numero di pubblico desideroso di “rivivere” in prima persona gli avvenimenti del passato vitali per l’isola di Tenerife. (Programación actividades)

Questo mese di luglio Santa Cruz de Tenerife commemora il 225° anniversario de “La Gesta del 25 luglio 1797” quando 1700 soldati comandati dal Generale Gutiérrez sconfissero le truppe dell’Ammiraglio inglese Orazio Nelson per la difesa dell’isola di Tenerife. Il programma prevede una serie di atti commemorativi in memoria dei caduti e una spettacolare rievocazione dei momenti più salienti della battaglia che si svolsero per le strade della città con l’atto finale della resa delle armi da parte degli Inglesi.

Alla fine del XVIII secolo, Santa Cruz de Tenerife era un florido porto commerciale che stava per divenire il più importante scalo dell’isola. Per molto tempo gli inglesi desideravano conquistare le Isole Canarie come punto strategico sulla rotta verso le Americhe. A difesa di Tenerife le fortificazioni spagnole si moltiplicarono e contavano all’epoca 96 cannoni serviti da circa 400 artiglieri. Nella primavera del 1797 due fregate inglesi abbordarono una fregata spagnola e una corvetta francese nella rada di Santa Cruz e, approfittando dell’oscurità, le portarono fuori dalla baia senza quasi opporre alcuna resistenza. Questa azione indusse il Contrammiraglio Nelson a pensare che sarebbe stato estremamente facile conquistare Santa Cruz de Tenerife e propose all’Ammiraglio Jervis un piano ambizioso per impedire alla Spagna di continuare a utilizzare i porti delle Canarie nei suoi scali con l’America e l’Africa. Il 15 luglio 1797 la flotta inglese abbandonò il blocco del porto di Cadice e tre navi, due fregate ed un vascello aventi a bordo un totale di 2000 marinai e 393 cannoni sotto il comando del Contrammiraglio Nelson fecero rotta verso Tenerife.

Nella notte tra il 21 e il 22 luglio di quel 1797, gli abitanti di Santa Cruz avvistarono la flotta inglese e avvertirono il Governatore di Tenerife il quale riunì velocemente il suo Stato Maggiore e mise in atto il piano difensivo pre-pianificato in caso di attacco e cioè sgomberare gli uffici pubblici del Tesoro, Tabacchi, Poste, magazzini commerciali, e che le donne, gli anziani e i bambini si rifugiassero sugli altopiani de La Laguna. Più di 1.000 uomini del Reggimento della Milizia delle Canarie provenienti da Abona, Güimar, La Laguna, La Orotava e Garachico arrivarono a Santa Cruz per unirsi ai 600 soldati del Battaglione di Fanteria delle Canarie, mentre i 387 artiglieri approntavano le batterie difensive sui bastioni e i castelli limitrofi. Anche 60 uomini delle guarnigioni di Cuba, 110 marinai della corvetta francese “La Mutine” e i marinai delle navi mercantili di stanza nella baia si predisposero con i volontari civili in difesa dell’imminente attacco inglese.

Alle tre del pomeriggio di quel 23 luglio, lo squadrone nemico finse di allontanarsi dalla costa in direzione sud-est. Nonostante l’apparente ritirata, durante la notte gli spagnoli non allentarono la vigilanza e, come intuito, alle sei del mattino del 24 la flotta britannica riapparve davanti a Santa Cruz, ancorandosi di fronte a Valleseco affiancata da una nuova nave con 50 cannoni. Nelson riunì i suoi ufficiali sulla Teseo, la nave ammiraglia, per definire la strategia per la presa di Santa Cruz ed era così convinto della vittoria che decise persino di prendere parte all’attacco iniziale, guidando lui stesso le forze da sbarco. Alle sette di sera una fregata e una nave d’appoggio si avvicinarono alla costa e iniziarono a bombardare il castello di Paso Alto, lanciando un totale di 43 bombe che non provocarono danni apprezzabili. Nonostante i primi falliti tentativi degli inglesi di raggiungere terra, all’alba del 25 luglio i mezzi da sbarco britannici si divisero in diversi gruppi per un attacco a sorpresa del molo e del Castillo de San Cristóbal, ma scoperti per tempo dalle milizie spagnole furono respinti e costretti a nascondersi nella parte alta della Plaza de la Pila (oggi Plaza de La Candelaria) dove, alle prime ore del mattino, intercettati dai soldati della Milizia Canaria, fuggirono e si rifugiarono nel vicino convento di Santo Domingo, ora Centro d’Arte Recova e Teatro Guimerá.

Contemporaneamente un secondo gruppo di barche inglesi, su cui si trovava anche il contrammiraglio Nelson, a causa delle forti onde non riusciva nell’intento di sbarco e si arenò sulla spiaggia di Alameda. Mentre Nelson si preparava a saltare a terra ed estrarre la spada per incitare i suoi uomini, veniva colpito dal fuoco del leggendario cannone “El Tigre”. La lancia di Nelson fece immediatamente ritorno sulla nave ammiraglia, dove il medico di bordo gli amputava il braccio destro all’altezza della spalla. Il veliero britannico Fox venne a sua volta colpito sotto la linea di galleggiamento e affondò nella baia con il suo carico di 300 marinai, polvere da sparo e materiale d’assalto. Nel frattempo un altro gruppo di barche riuscì a raggiungere la Playa de Carnicería e gli inglesi poterono risalire per il Barranco Santos, fino a rifugiarsi anch’essi nel convento domenicano insieme agli altri commilitoni. All’alba, dal campanile del convento, gli attaccanti inglesi iniziarono a inviare segnali alle loro navi chiedendo aiuto, mentre esortavano il Generale Gutiérrez a consegnarsi sotto la minaccia di incendiare la città, ma l’esperto Gutiérrez fece orecchie da mercante e non si fece intimorire. Un’ora dopo 15 imbarcazioni piene di marinai inglesi iniziarono a dirigersi verso il Castillo de San Cristóbal per aiutare i compagni rifugiati nel Convento, ma i cannoni aprirono il fuoco contro di loro, affondando diverse barche nemiche e costringendo gli Inglesi ad una immediata ritirata sulle loro navi. Alle sette del mattino le truppe inglesi a terra, prese dallo sconforto e arroccate nel convento, chiesero di trattare una resa onorevole ed accettarono di capitolare in cambio della propria liberazione. Nelson venne informato con una lettera delle condizioni di resa e fu obbligato ad accettare e firmare l’atto con la mano sinistra con la promessa da parte inglese di desistere da qualsiasi velleità di conquista delle Isole Canarie.

Il 26 luglio, alle nove del mattino, in Plaza de la Candelaria, gli inglesi sconfitti ricevettero pane, frutta e vino per poi essere trasferiti sulle loro navi dai pescatori di Santa Cruz utilizzando le poche imbarcazioni britanniche rimaste intatte dopo l’attacco. Il giorno successivo i nemici feriti e curati nei due ospedali di Santa Cruz furono imbarcati dagli spagnoli per il rientro a bordo delle navi inglesi rimaste alla fonda. Nelson, sbalordito da un così gentile atto cavalleresco da parte della popolazione di Tenerife, inviò una lettera al Generale Gutiérrez per esprimere la sua gratitudine per tali premure e ammettendo nel contempo la propria sconfitta. In segno di riconoscenza, il comandante inglese fece recapitare in dono dei visori notturni, una forma di formaggio e un barile di birra inglese, che Gutiérrez ricambiò con un’altra lettera di stima e due damigiane di vino locale.

Dopo la vittoria in questa battaglia, avvenuta tra il 22 e il 25 luglio 1797, la città fu proclamata dal Re di Spagna “Muy Noble, Leal e Invicta Villa Plaza y Puerto de Santa Cruz de Santiago de Tenerife” e dal 2008, con il contributo particolare della “Asociación Histórico-Cultural Gesta del 25 de Julio”, le gesta del Generale Gutiérrez iniziarono ad essere messe in scena con l’obiettivo di mantenere vivo, nella memoria collettiva, il coraggio e l’eroismo dimostrati sia dal popolo di Tenerife che dalle unità della Milizia, del Battaglione di Fanteria delle Isole Canarie e della d’Artiglieria che, insieme, riuscirono a difendere la città dall’attacco guidato dal Contrammiraglio Orazio Nelson. Anche quest’anno, grazie ai soci volontari dell’Asociación Gesta del 25 de Julio, decine di cittadini diventano soldati con le loro divise, cinture, accessori e armi usate all’epoca. Si vestono con riproduzioni fedeli di uniformi, armi e oggetti di quel periodo e in diverse occasioni, anche notturne, si danno battaglia tra le vie cittadine, simulando lo sparo dei tradizionali colpi di cannone e lo sbarco in cui fu ferito lo stesso Nelson, riportando indietro di due secoli tutti quei visitatori che si troveranno nelle ambientazioni scelte per questi spettacoli storici.

Senza dubbio gli inglesi hanno sempre sperato che i residenti di Santa Cruzde Tenerife potessero in qualche modo dimenticare l’aggressione anglosassone, così come l’umiliante sconfitta che i coraggiosi militari di Tenerife inflissero all’indiscussa marina britannica. Si sarebbe portati a pensare che gli abitanti Tenerife serbino del rancore verso il Contrammiraglio Nelson, intenzionato a derubarli e a distruggere le loro case, ma in realtà quest’ultimo fu ammirato per aver mantenuto fede alla parola data, visto che la poderosa armata inglese non tornò più ad attaccare le Isole Canarie. A onor del vero, esiste a Santa Cruz de Tenerife una strada intitolata ‘Avenida Horacio Nelson’. Inoltre uno dei dolci domenicali tradizionali dell’isola è il delizioso “Braccio di Nelson”, il che dice molto sulla capacità dell’isola di perdonare le vecchie ruggini di guerra…. oppure di ben canzonare quei fatti a tutt’oggi non raccontati ancora in molti testi scolastici di storia.

Articolo del S.Tenente CC. Pil. cpl  (r)  Giuseppe Coviello

UNUCI – Sezione all’Estero Spagna / Is. Canarie

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