La scoperta dell’Australia da parte degli spagnoli

0

La scoperta dell’Australia da parte degli spagnoli. L’Australia sotto la corona di Spagna 164 anni prima del passaggio di James Cook.

Se le Americhe si chiamano così grazie all’esploratore italiano Amerigo Vespucci, l’Australia deve il suo nome alla spedizione spagnola di Pedro Fernández de Quirós che dedicò la scoperta alla dinastia “de los Austrias” dell’Imperatore Filippo III°.

La Spagna può vantare il suo Capitan Cook ben oltre un secolo prima che il celebre cartografico inglese dichiarasse nel 1770 di aver esplorato il quinto continente, rivendicandone il pieno dominio britannico.

L’impero spagnolo non si formò solo con le spedizioni che attraversarono l’Atlantico per stabilirsi nei Caraibi e nei territori ispano-americani. Le coste del Pacifico sotto i vice-regni d’America offrivano una posizione di partenza ideale per le esplorazioni che si dirigevano ad occidente verso il Sud-Est asiatico per conquistare nuovi possedimenti e beneficiare delle opportunità che ciò poteva rappresentare. In Perù, grazie alle nuove rotte segnate nel 1522 dai primi circumnavigatori Magellano e Elcano e poi da Álvaro de Mendaña nel 1569, si diede un forte impulso all’espansione oltreoceanica con il finanziamento di viaggi avventurosi in cerca di nuovi territori da acquisire nel Pacifico. Una delle imprese più importanti fu diretta da Pedro Fernández de Quirós e Luis Vaez de Torres. L’equipaggio peruviano raggiunse il sud-est asiatico e solcò le acque australiane all’inizio del XVII secolo, più di cento anni dalla nascita di James Cook a cui la storiografia moderna attribuisce, non correttamente, la scoperta dell’Australia.

Queirós (o Quirós come si firmava) nacque nel 1563 a Évora, in Portogallo quando venne unificato nel 1580 al regno di Spagna a causa della vacanza del trono portoghese durata sessant’anni fin quando la monarchia portoghese fu restaurata. Da giovane entrò nella marina spagnola e ben presto divenne un esperto marinaio e navigatore. Si trasferì in Perù nel 1594 per partecipare l’anno successivo, come capo pilota, alla seconda spedizione di Álvaro de Mendaña y Neira per la conquista del Pacifico. Dopo la morte di Mendaña sull’isola di Santa Cruz (Arcipelago Salomone), Quirós, ricondusse ad Acapulco la nave superstite della spedizione e rientrò in Perù nel maggio del 1597. Quindi, su consiglio del viceré di Lima, si recò in Europa nell’aprile 1598 per ricevere udienza da Papa Clemente VIII, dal quale ottenne le credenziali necessarie per proporre ai reali spagnoli ulteriori nuove esplorazioni dell’Oceano Pacifico.

Incaricato dalla Corona di trovare e conquistare la “Terra Australis Incognita”, tornò a Lima nel marzo 1605 e armò una spedizione di tre navi che salparono dalle coste peruviane nel dicembre 1605 equipaggiate con ben 300 marinai e soldati. Cinque mesi dopo giunse all’isola di Espiritu Santo, nell’attuale arcipelago di Vanuatu (Isole Salomone), dove Quirós prese possesso di tutte quelle terre fino al Polo Sud leggendo il seguente proclama: “…. essendo presente come testimoniano tutti gli ufficiali di mare e di guerra: data di Pasqua dello Spirito Santo, 14 maggio 1606. In queste parti del Sud fino ad ora ignote dove mi trovo, sono venuto con licenza approvata dal Sommo Pontefice Clemente Ottavo, e per ordine del Re nostro Signore Don Felipe III, Re di Spagna…, Io, Pedro Fernández de Quirós, nel nome della Santissima Trinità, prendo possesso di tutta questa parte del Sud fino al suo polo nel nome di Gesù…. Ora deve chiamarsi Austrialia dello Spirito Santo, con tutti i suoi annessi e averi, e questo per sempre nel nome del re Felipe III, che ha sostenuto le spese di questa flotta con il quale sono venuto a scoprire dette terre.”

Quirós sbarcò su quest’isola che credeva facesse parte del continente australe e la chiamò Austrialia dello Spirito Santo (mescolando le parole Austral e Austria, ovvero la dinastia “de los Austrias” regnante in Spagna e Portogallo). Sull’isola, che è tuttora chiamata Espiritu Santo, fondò una colonia col nome di Nuova Gerusalemme sulle rive di un fiume che chiamò Giordano. Ma la colonia fu presto abbandonata a causa dell’ostilità degli abitanti dell’isola e dei disaccordi emersi tra i componenti della spedizione. Dopo sei settimane le tre navi di Queirós presero il mare per esplorare la costa. Nella notte dell’11 giugno 1606, per le pessime condizioni metereologiche, la nave San Pedro y San Pablo dove era imbarcato Queirós perse il contatto con le altre due imbarcazioni e non fu in grado di tornare al porto di partenza. In realtà, i marinai si ammutinarono ed il capitano della San Pedro y San Pablo rinchiuse l’esploratore nella propria cabina, imponendo la rotta di rientro per Acapulco in Messico, dove giunse nel novembre 1606.

Nel diario di bordo, il capitano Diego de Prado, assai critico nei confronti del capo della spedizione, giustificò il rimpatrio forzoso della nave a causa della ribellione dell’equipaggio e della scarsa attitudine al comando dello stesso Quirós. Nel frattempo, due settimane dopo la scomparsa della nave capitana e i vani tentativi di rintracciarla, il comandante in seconda Luis Váez de Torres ordinò di lasciare Espiritu Santo per completare la missione con le restanti due navi e di rientrare sulla rotta di ritorno. Torres raggiunse con successo Manila, il centro delle Indie orientali spagnole nel maggio 1607, non senza aver tracciato sulla mappa le rilevazioni della costa meridionale della Nuova Guinea e così facendo navigò attraverso lo stretto che ora porta il suo nome, tra l’Australia e la Nuova Guinea. Purtroppo Torres non poté scorgere da quella latitudine la punta settentrionale dell’Australia, appena oltre l’orizzonte visibile dalla sua posizione, poche miglia a nord di Cape York, il punto più a Nord dell’Australia.

Quirós aveva la certezza che a Sud dell’Isola di Espiritu Santo dovesse esistere un vasto e inesplorato continente e, a sue spese, si ripresentò a Madrid nel 1607 per convincere il Consiglio di Stato a finanziare un’altra spedizione che potesse completare l’esplorazione interrotta. Ritenuto un personaggio abbastanza strambo, trascorse i successivi sette anni in povertà, scrivendo numerosi resoconti dei suoi viaggi e implorando Re Felipe III per la sovvenzione di un nuovo viaggio. Ritornato in Perù con lettere di raccomandazione della Corte Reale, non ricevette mai i concreti aiuti promessi per la spedizione finale. Quirós morì a Panama nel 1615 e con lui l’ultima possibilità dell’espansione ispanica in una delle aree più ricche ed affascinanti del pianeta.

A distanza di circa 40 anni, sulle rotte tracciate da Quiròs e da Torres, l’esploratore e cartografico olandese Abel Tasman su incarico della Compagnia delle Indie Occidentali intraprese nel 1644 un nuovo viaggio verso le ignorate “terre australi”. Seguì la costa sud della Nuova Guinea in direzione Est. Tasman non attraversò lo Stretto di Torres, tra l’Australia e la Nuova Guinea, ma preferì continuare il viaggio verso Sud e lungo la costa dell’Australia. Realizzò mappe geografiche di tutta la fascia costiera settentrionale dell’Australia, facendo osservazioni sul posto e sui suoi abitanti. Suo malgrado, si ritenne che la spedizione di Tasman fosse un insuccesso dal punto di vista commerciale. Per la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali l’esploratore non identificò né una terra ricca di risorse né delle utili nuove vie commerciali: per oltre un secolo, fino all’era di James Cook, l’Oceania non fu mai più visitata da nessun navigatori europei.

Articolo del S.Tenente CC. Pil. cpl  (r)  Giuseppe Coviello

UNUCI – Sezione all’Estero Spagna / Is. Canarie

www.unuci.es

Immagine: Filatelia spagnola sugli scopritori dell’Oceania Moneta commemorativa di Pedro Fernández de Quirós coniata a Vanuatu

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui