Pericolo di estinzione per il corvo delle Canarie. Nero, ladro, e molto intelligente…

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Nero, ladro, e molto intelligente.

Il corvo ha tutte le caratteristiche per attirare su di sé il disprezzo generale, anche alle Canarie, soprattutto in una realtà, come quella rurale, che dall’arrivo degli europei, cinque secoli fa, è costantemente impegnata nell’annichilirlo. In realtà, l’umanità sembra essere vicina al suo obbiettivo, qui alle Canarie.

Come testimoniano gli storici atti del Cabildo di Fuerteventura, nell’aprile del 1773, il danno che queste creature causavano alla semina, spinsero le autorità ad esigere che ogni abitante consegnasse quattro teste di corvo per mano, durante il mese di agosto, altrimenti, sarebbero stati costretti a pagare un’ammenda di quattro reali per ogni testa non consegnata. E siccome gli addetti ai controlli non erano stupidi, erano costretti a marcare la punta di ogni becco di animale consegnato, per evitare che gli abitanti tornassero a consegnare le stesse teste.

Da allora, la pessima fama di questi uccelli poco è cambiata. Ancora oggi, vengono accusati di attaccare e uccidere capretti, di cibarsi delle uova delle pernici, inseguire coniglietti, rovinare i frutti appesi agli alberi, il mais dei raccolti, l’uva nelle vigne; di rubare polli e galline, i panini degli escursionisti e persino vestiti e chiavi della macchina degli ignari turisti. Gli ultimi censimenti dimostrano quanto siano reali queste persecuzioni. Solo nelle isole di Fuerteventura e El Hierro, sopravvive una popolazione di circa 100 coppie. Nelle altre invece, sembra che i corvi siano sul punto di estinguersi. Gran Canaria, trent’anni fa, ne contava 150 coppie, mentre adesso ne sono rimaste 13; Tenerife da 80 è passata a 12; La Palma da 50 a 21 e La Gomera da 100 a 9. Alle Canarie, abbiamo a che fare con una sottospecie endemica, esclusiva dell’arcipelago (Corvus corax Canariensis), e in questo momento ce ne sono in tutto 365 coppie. Come se non bastasse, un recente studio genetico dimostra che non tutti i corvi delle Canarie sono uguali. Quelli di La Palma, per esempio appartengono ad una varietà diversa dal resto, cosa che impedisce di importare sull’isola altri uccelli per riuscire a ripopolarla. Nella Isla Bonita sopravvivono solo 21 coppie, la maggior parte confinata nel Parque Nacional de la Caldera de Taburiente.

Ma perché i corvi canari si stanno estinguendo? Contrariamente a ciò che qualcuno pensa, la colpa non ce l’ha chi li perseguita con i fucili. Le ragioni principali sono da ricercarsi tra quelle che causano anche altre estinzioni: -veleni. Veleni utilizzati contro di loro e contro cani randagi, come anche quelli più comuni per topo. Anche il piombo di cui si compongono le pallottole dei fucili da caccia è velenoso, e questo succede quando i corvi si alimentano di animali abbattuti e abbandonati dai cacciatori, ingerendo involontariamente il piombo delle pallottole. – Cavi di tensione. Qui la morte avviene per shock o per scarica elettrica, contro i cavi elettrici o contro le pale dei generatori eolici. – Mancanza di cibo. A causa della stabulazione del bestiame o per chiusura delle discariche. Si può fare qualcosa per impedirlo?

Come sempre, la miglior arma è l’educazione.

Finché continueremo a considerarlo come un animale da eliminare, riusciremo in questo intento. Potrà sopravvivere solo se cominceremo a considerarlo un alleato nelle campagne, che elimina le carogne, controlla le malattie, semina i boschi, e quindi come anello fondamentale dell’ecosistema, nonché come elemento fondamentale della cultura popolare. César-Javier Palacios Traduzione libera a cura della redazione

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