Plan Canario: Ultimo atto

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Si è svolto il il mese scorso presso il Centro Culturale Cajacanarias di Santa Cruz de Tenerife l’ultimo atto (replicato anche a Gran Canaria) del percorso di aggiornamento e revisione del Plan Canario de Cultura.

Il Piano, presentato nel 2011 perché fungesse da guida alle politiche culturali del Governo delle Canarie fino al 2020, non aveva trovato applicazione a causa della crisi economica e dei conseguenti, ingentissimi tagli al settore. Ora, con uno scenario in buona parte mutato e prospettive più rosee per l’economia dell’Arcipelago delle Canarie, la Concejalía de Turismo, Cultura y Deporte ha ritenuto opportuna una sua ripresa per rispondere alle nuove esigenze del territorio.

Il percorso partecipativo ha visto la presenza di circa 400 operatori della cultura in Canaria nei diversi incontri che si sono tenuti nel corso degli ultimi mesi. I tavoli trasversali celebrati – gli stessi ripetuti anche a Gran Canaria – hanno riguardato gli ambiti che presentano aspetti di maggior interazione con il mondo della cultura: il Turismo, l’Educazione e i Nuovi Pubblici, l’Antropologia e la Coesione Sociale, la Comunicazione, l’Industria culturale, la Pubblica Amministrazione e infine la Mobilità e il Territorio. Sono uscite proposte utili che, secondo quanto affermato dalla Concejera alla Cultura del Gobierno de Canarias Mariate Lorenzo, “verranno prese in considerazione al momento di stendere il piano”, cosa che avverrà entro un mese circa.

Una nota critica a margine dei sette tavoli trasversali di Santa Cruz, che hanno visto per altro una discreta partecipazione: a fronte di una massiccia presenza di tutte le diverse componenti del mondo culturale (artisti, operatori culturali, responsabili di associazioni e coordinatori a vario titolo di attività ed eventi culturali per enti pubblici e privati), pochissimi sono stati gli esponenti politici, con alcune meritevoli eccezioni e, soprattutto, quasi del tutto assenti gli esponenti specifici dei diversi settori: operatori del turismo, insegnanti e dirigenti scolastici, giornalisti ed esperti di comunicazione, economisti di settore…

Un triste segnale di come il ruolo economico, sociale e politico della cultura non sia ancora stato compreso ed accolto da coloro i quali, senza essere addetti ai lavori, dovrebbero tenerlo presente nei diversi campi di attività e interesse. Sotto questo aspetto il cammino della cultura nell’Arcipelago si prospetta lungo e difficile…

Laura Carlino (EvocArte Art Gallery)

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