Spagna: la patente a punti compie 10 anni

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Approvata il 1 luglio 2006, la riforma della nuova patente ha rappresentato per la società spagnola un profondo mutamento culturale che ha influito sul comportamento stradale. Ha contribuito inoltre ad una significativa diminuzione dei sinistri registrati da allora.

Questa riforma venne introdotta dal governo di José Luis Rodríguez Zapatero, con il voto a favore di tutti i gruppi politici. Dai 5.000 morti all’anno registrati prima della riforma, si è passati ai 1.700. Si tratta di un sistema semplice, con misure a carattere educativo.

Mentre il sistema precedente si basava su sanzione e ritiro della patente, con la riforma, la nuova patente alleggeriva da una parte le sanzioni, ed insegnava contemporaneamente al conducente cosa non doveva fare, quali erano i comportamenti che implicavano la perdita di uno o più punti. Anche le vittime di incidenti stradali commentarono positivamente la misura introdotta dieci anni fa. La presidentessa di “Stop Accidentes”, Ana Novella, ha confermato che esiste un prima e un dopo nella sicurezza stradale. Ma si leva anche qualche voce critica, secondo cui la riforma sarebbe stata disegnata male. Nelle aree urbane non verrebbe applicata a dovere, soprattutto in epoca pre-elettorale. Anche i corsi di recupero punti avrebbero bisogno di modifiche. Si verificano infatti casi di conducenti recidivi, che escono dai corsi così come ci sono entrati, senza modificare quindi il proprio comportamento al volante. Lo stesso Alonso ha confermato che la patente a punti ha evitato molte morti, ma ha anche riconosciuto che non è la medicina contro tutti i mali e che i risultati positivi non dureranno per sempre.

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C’è anche chi spinge per premiare per esempio gli autisti che durante un determinato tempo non abbiano perso punti, accreditando 10 punti in più. Per quanto riguarda le comunità autonome, c’è chi propone un accordo in materia di revisione auto: si potrebbe pensare ad uno sgravio fiscale quando si porta la macchina a fare la revisione. Ma c’è anche e soprattutto chi sostiene che non bisogna intervenire: quando una riforma è stata progettata in maniera ragionevole e porta a risultati, non dovrebbe essere toccata, a meno che i dati in futuro non dimostrino il contrario.

Parlando di numeri, negli ultimi 10 anni sono 214.150 le persone a cui è stata ritirata la patente secondo i dati della DGT. Inoltre, a 8.750 persone la patente è stata ritirata per due volte e almeno 219 persone se la sono vista togliere per tre volte o anche più.

In totale, nei primi dieci anni, fino a 7,5 milioni di guidatori (dei 25 milioni attualmente in circolazione in Spagna), hanno perso punto per infrazioni legate all’eccesso di velocità (46%), per non mettere la cintura di sicurezza (11%), per utilizzare dispositivi mobili durante la guida (10%), per consumo di alcol e stupefacenti o per circolare senza casco nei veicoli in cui è obbligatorio (2%). Inoltre, nelle infrazioni registrate nelle aree urbane, da segnalare il mancato rispetto dei semafori (27%), dello stop (1%), della precedenza (1%) e per sosta non autorizzata (2,99%). Fonte: canariasnoticias.es

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