Tassi di interesse, riflessioni sul futuro e curiositá.

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Finalmente superata una noiosa tappa di studio, anche se non si finisce mai… non é lo stesso farlo con una data di scadenza obbligata che lo rende sempre molto piú stressante.. stavo giusto riflettendo, serenamente, sul valore temporale del denaro. Riflessioni da economista diranno alcuni che non sanno cosa vuol dire dormire con la calcolatrice finanziaria sul comodino. Io lo faccio ormai da vent’anni, mi confesso, fosse mai che qualcuno abbia lo stesso passatempo me lo facesse sapere cosí magari “condividiamo”.

Ma torniamo a noi che il tempo passa veloce e abbiamo giá perso qualche euro tra l’inflazione e il costo opportunitá. Appunto stavo riflettendo su questa relazione inversa tra il presente e il futuro mentre ci troviamo nell’attuale situazione di tassi di interesse storicamente bassi. Ma sono davvero cosí bassi? E oltretutto, é ragionevole pensare in una reversione brusca di questa situazione?

Andiamo a vedere qualche dato. Secondo uno studio pubblicato da Schmelzig, storico studioso di Harvard, che si rimonta niente meno che agli ultimi 700 anni, i tassi di interesse medi reali dovrebbero promediare intorno al 4,8%  con un inflazione media del 1,1% (il dato sull’inflazione mi genera…dubbi). Questi dati darebbero la ragione a chi vaticina un aumento dei tassi di interesse per il prossimo futuro e una correzione nei prezzi dei mercati obbligazionari che tanto piacciono al pubblico italiano e spagnolo (leggi BOT e CCT).

Signori miei, dobbiamo peró pensare che in 700 anni le cose sono cambiate parecchio e certamente per quanto buona sia l’analisi di Schmelzig, dobbiamo pensare che l’analisi va circoscritta a un periodo di tempo piú vicino a noi, per poter essere proiettata alla nostra epoca attuale. E la cosa cambia, negli ultimi 100 anni, la tendenza di fondo, dei tassi di interesse é andata chiaramente a ridursi anno dopo anno in aggiunta alla riduzione dell’ inflazione e all’aumento del debito pubblico dei paesi occidentali, ci sono state fasi di tensioni di inflazioni e di aumenti, peró di fondo il costo del denaro nel tempo si é ridotto. Secondo alcuni economisti, siamo da tempo in una fase di “congelamento secolare” e l’attuale fase dura giá da 34 anni, essendo uno dei periodi piú lunghi conosciuti di rilassamento dei tassi di interesse reali.

La domanda é potremmo vedere un cambio di tendenza a breve? Da leggersi aumenterá la quota del mutuo? Sicuramente é previsto che ci sia un cambio nel senso di ritornare ad avere tassi positivi, quello che non sembra ragionevole é che questo cambio sia brusco, e che possa situare i tassi a livelli pre crisi 2007, per lo meno nella zona euro.

Di fatto, i dati sulla crescita dei paesi OCDE, sono positivi, ma stiamo sempre parlando di economie molto mature, con tassi di crescita bassi e lenti, in quasi totale assenza di inflazione. I dati sull’ indebitamento medio di famiglie e imprese fanno riflettere sull’impossibilitá di cambi radicali. Oltretutto il modo di fare politica monetaria é cambiato parecchio, perché si sta cercando di rendere il sistema economico mondiale piú stabile.

Cambiamenti si, peró molto progressivi e molto pre avvisati e non credo che andremo molto lontano. Purtroppo questa non é una buona notizia per i risparmiatori piú conservatori, che spererebbero di ritornare ai cari vecchi BOT al 5%, dovranno farsene una ragione e cercare qualche altra soluzione per i loro risparmi, magari un pelino piú sofisticata.

Intanto per i curiosi, un’impresa energetica danese ha emesso un’ obbligazione scadenza 3017, tasso fisso al 2,25% durante 1000 anni, la chiamano l’obbligazione del millennio. Sogno o realtá? …. e dopo dicono che la gente non pensa al futuro.

Dr. Corrado Condemi

Ag. Bankinter – Tenerife – Canarie

ccondemi.ra@bankinter.com

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