Un Trekking indimenticabile -seconda parte-

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Un Trekking indimenticabile -seconda parte-

Drinn!!! Ore 5 del mattino, suona la sveglia perché il nostro grande traguardo ci attende, la scalata fino alla vetta più alta di Spagna, 3718 metri, il vulcano Teide.

La partenza dal rifugio sotto un cielo stellato è uno spettacolo indimenticabile che ognuno di noi porterà nel proprio bagaglio di ricordi, sembra quasi di essere in un posto alieno, nella totale oscurità, solo la luce delle nostre torce che illuminano il cammino, circondati da un’aria fresca, ci fa ricordare che siamo a 3260 metri, quota del Rifugio di Altavista e che sono le ore 5:30 del mattino.

La scalata comincia con passi lenti e ben assestati, perché il sentiero non è dei più facili sia per la difficoltà, sia per l’aria rarefatta che ci fa rallentare fino ad una andatura accettabile, infatti in alta montagna è sempre sconsigliato “prendere le cose di petto” la migliore compagna di viaggio è la calma che piano piano, un passo dopo l’altro, ci fa arrivare al nostro traguardo.

Soffermandoci un secondo per prendere fiato e ammirando il panorama circostante, il nostro sguardo spazia per chilometri in direzione dell’orizzonte fino a che, come piccole stelle super brillanti non scorgiamo le luci della zona Nord della nostra isola, che come fari nella notte ci spingono a proseguire per arrivare alla vetta e godere della vista a 360° delle isole Canarie, in tutto il loro splendore.

A mano a mano che si sale, anche il peso della fatica si fa sentire, la salita a quest’ora è consigliata, per evitare di essere nelle ore più calde, sotto il sole cocente a oltre i 3000 metri di quota, ma soprattutto per poter ammirare uno spettacolo unico e meraviglioso, vedere il sole sorgere sopra Tenerife.

Dopo circa un’ora di cammino in compagnia di almeno una persona o con un gruppo di amici, (è sconsigliato fare trekking da soli), si arriva nella zona della teleferica e proprio a questo punto si trova sulla sinistra, un cancello che conduce verso il sentiero della vetta.

Gli ultimi 300 metri circa, sono anche quelli più faticosi di questa meravigliosa esperienza vulcanica, perché abbiamo già alle spalle un ora di cammino e davanti a noi ancora per lo meno 30 minuti di ardua salita.

Sempre con la nostra amica “calma” ci inerpichiamo nel meraviglioso sentiero tra vedute spettacolari, sempre più interessanti man mano che avanziamo, mentre lo sguardo spazia fin dove la vista ce lo permette, facendoci immergere quasi a volo di uccello, nelle migliaia di luci che circondano la nostra isola, da nord a sud, da est ad ovest.

Dire che il percorso è emozionante è dire poco, sembra di essere stati catapultati in un altra epoca, circondati da decine di fumarole che con i loro vapori colorano di giallo il terreno circostante facendoci intendere che sotto i nostri piedi qualcosa si sta muovendo e che produce un calore così forte che l’acqua che penetra nelle fessure delle rocce, miscelata con i vari gas che il vulcano emette, viene riscaldata fino a trasformarsi poi in vapore non certo salutare, considerando che stiamo parlando di vapori di zolfo nocivi per la salute, infatti è sempre meglio non avvicinarsi troppo alle fumarole e respirare questa aria mal sana.

E’ molto forte l’odore di zolfo, la zona circostante la vetta, ne è veramente impregnata ed in alcune zone forse anche troppo.

Arrivati alla cima, lo spettacolo che ci aspetta ci ripaga di tutta la scarpinata che abbiamo fatto, la visuale che ci appare davanti, ci lasciare senza fiato, si può vedere la nostra isola a 360° tutta in una volta, visione che si può ammirare solo in questo punto dell’isola e a quest’altezza.

Nelle giornate limpide, senza Calima, si possono ammirare le altre “isole sorelle” in tutto il loro splendore, come in un quadro fatto dal più bravo pittore, e il tutto senza nemmeno pagare un euro.

Si rimane davvero estasiati da questa visione che coinvolge tutti i sensi, non si fa più caso alle raffiche di vento freddo che colpiscono il viso, mentre all’orizzonte pian piano sta sorgendo il sole, una meraviglia di colori che vanno dal giallo, arancione, fino al rosso-violaceo con decine di sfumature che rendono il tutto davvero molto surreale e se sarete così fortunati, come lo sono stato IO, potreste vedere anche la neve, che regala un tocco ed un contrasto più affascinante a tutto il paesaggio circostante, punteggiando di bianco, qua e là, la vetta del vulcano.

Questa esperienza è unica e la consiglio a tutti coloro che visitano Tenerife e che veramente la vogliono conoscere, la maggior parte dei turisti non sa nemmeno che esiste questa opportunità, oltre che ad essere solo per pochi, è sicuramente un bel sito per scattare fotografie e ascoltare il suono del vento che ci circonda, sensazione che quasi ci fa venire la voglia di prendere il volo e sorvolare ancora più da vicino questo meraviglioso e gigantesco cratere che vediamo davanti ai nostri occhi, dalle dimensioni davvero ragguardevoli.

Le isole Canarie non smetteranno mai di regalarci sorprese indimenticabili!

Diego Lorenzoni.

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