Un progetto enologico nelle “isole benedette ” Bodegas Finca Makaronesia

0

Un progetto enologico nelle “isole benedette ” Bodegas Finca Makaronesia

In questo articolo voglio soffermarmi sul concetto di “vino naturale”. Questo termine non ha una vera definizione, poiché nel vino si utilizzano sostanze che sono già presenti nello stesso, per cui tutti i vini rientrano nel concetto di “naturale”. Si distinguono i vini in base al tipo di lavorazione: biodinamico, biologico, tradizionale, minima intervenzione, etc…

Questo mese vi porto nella Valle de La Orotava nella Cantina Finca Makaronesia. Questo progetto rappresenta un “ricambio generazionale” di tre fratelli Juan Felipe, Mercedes e Séfora García Rodríguez. Tre fratelli provenienti da settori differenti che per coincidenze della vita sono ritornati a casa e in particolare nella vigna del padre.

Felipe, il maggiore di cinque fratelli, diplomato in Turismo alla UNED si dedicava al settore turistico dell’isola, fino a quando due casi di trombosi e la pandemia hanno messo un freno alla sua carriera professionale in quell’ambito. Decide così di occuparsi della natura e seguire il suo ritmo per ritrovare la salute.

Mercedes si dedicava al mondo della moda, fu un viaggio in centro America che la portò in contatto con l’agricoltura biologica e che la spinse a tornare sull’isola per occuparsi del terreno del padre. Al rientro si preoccupò di studiare tecniche di biodinamica, permacoltura etc. da poter utilizzare per migliorare la coltivazione del terreno.

Séfora, la più piccola, laureata in educazione infantile, aiutando i genitori in campo si accorse che i momenti in mezzo alla natura diventavano una terapia in cui trovava una fuga dai ritmi della vita di città ed è così che si unì al progetto dei fratelli maggiori.

Finca Makaronesia possiede un vigneto di Listan Negro allevato col metodo tradizionale de La Orotava, il “cordon trenzado”, le viti ben disposte e ordinate sono circondate da piante mediche e aromatiche che rilasciano aromi citrici e balsamici per il vigneto. Inoltre, nella stessa parcella è presente la cantina dove viene elaborato e imbottigliato a mano il vino.

Il nome “Makaronesia” deriva da un gioco tra “Macaronesia” (termine derivante dal greco μακάρων νησοι o μακάρων νήσοι, “isole benedette” e indica l’unione dei cinque arcipelaghi dell’Atlantico nord) e la lettera “k” invece della “c”, perché è programmata la produzione di un caffè proveniente dalla stessa parcella, cui marca inizierà con la lettera “k”!

Il vino risultante è un rosso ed è un’edizione limitata di 250 bottiglie, Marañuela. Il nome deriva da una pianta particolare presente nel vigneto e disegnata nell’etichetta.

I grappoli d’uva interi sono sottoposti a pigiatura manuale (come si faceva una volta!) e posti nel lagar aperto dove fermentano con gli stessi lieviti presenti nel vigneto (autoctoni). In seguito, il vino viene affinato per cinque mesi in un deposito di acciaio inox e un mese in una barrique americana di quattro anni.

Marañuela si presenta di un rosso cupo con riflessi violacei, sprigionando aromi di ciliegia, balsamici e speziati. Nonostante i 14%vol., l’alcol è perfettamente integrato per cui il vino risulta fresco e il tannino seppur giovane lascia una gradevole sensazione astringente con una persistenza media.

La cantina è visitabile con degustazione vino.

Lucia Montalbano

Dottoressa in Viticoltura e Enologia

Instagram: @redwine_fever E-mail: lucired94 @ gmail.com

Notizie canarie

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui