Un Re italiano per la corona di Spagna: i due regni uniti sotto Casa Savoia

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Un Re italiano per la corona di Spagna: i due regni uniti sotto Casa Savoia

Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, duca d’Aosta, nato a Torno il 30 maggio 1845 era il terzogenito di Vittorio Emanuele e di Maria Adelaide d’Austria. Con il fratello Umberto, divenuto successivamente Re d’Italia, frequentò le accademie militari sabaude per divenire a soli ventun anni Maggior Generale, grado con cui combatté nella III Guerra d’Indipendenza del 1866 al comando della Brigata Granatieri di Lombardia, riportando una ferita da fucile, nella battaglia finale di Custoza, durante un assalto alla baionetta ai cascinali di Monte Croce, motivo per cui fu insignito della medaglia d’oro al valor militare.
Il 30 maggio 1867 sposò la ventenne Maria Vittoria, figlia del principe patriota piemontese Carlo Emanuele dal Pozzo della Cisterna. Nel 1868, per decisione del padre transitò nella Reale Marina Militare col grado di viceammiraglio, ottenendo l’anno successivo il comando della Squadra del Mediterraneo.

RE DON AMADEO I°, UN RE ITALIANO ELETTO DEMOCRATICAMENTE DALLE CORTES DI MADRID E MAI ACCETTATO DALLA NOBILTÀ SPAGNOLA
Dopo la rivoluzione antiborbonica del 1868 e la deposizione di Isabella II, nel travagliato periodo conosciuto in Spagna come “sessennio Democratico o Rivoluzionario”, i militari ed i democrati formarono un Governo Provvisorio il quale convocò le Corti Costituenti formatesi, per la prima volta, mediante elezione a suffragio maschile ed il nuovo parlamento elaborò la Costituzione spagnola del 1869.

Il trionfo dei partiti che difendevano la monarchia come forma di governo obbligò il nuovo governo e soprattutto il Generale Juan Prim i Prats, leader progressista, a trovare un nuovo re per la Spagna. È lo stesso generale Joan Prim, già Presidente della Giunta Superiore Rivoluzionaria e poi Presidente del Consiglio dei Ministri ad invitare il Duca d’Aosta, e proporgli lo scettro una prima volta nel 1868, ma Amedeo di Savoia allora rifiutò dicendo di “reputare il compito superiore alle sue forze”.

Il 16 ottobre 1870 presso le Cortes spagnole ebbe luogo la votazione per l’elezione del nuovo Re. Grazie al fattivo appoggio del primo Ministro Juan Prim, il Parlamento scelse la restaurazione della monarchia designando il Principe Amedeo di Savoia come successore al trono di Spagna con 191 voti a favore e 120 voti contrari. La sua elezione avvenne tra diversi candidati, esponenti delle vicine case monarchiche europee. Questa volta Amedeo di Savoia non poteva tirarsi indietro e il 4 dicembre 1870 a Firenze ricevette ufficialmente la corona da una deputazione spagnola, assumendo il titolo di Don Amadeo Iº di Spagna.

Per la prima volta nella parte centrale dello scudo della Corona di Spagna, spazio riservato alla famiglia regnante (oggi mostra i tre gigli della casa Borbone-Anjou), appare il simbolo crociato sabaudo dei Re d’Italia.

Purtroppo il suo regno non iniziò sotto i migliori auspici. Partito il 26 dicembre 1870 da La Spezia, allo sbarco a Cartagena (30 dicembre) ricevette la notizia della morte del gen. Prim, ferito in un attentato il giorno 27, nelle vie di Madrid. Giunto a Madrid il 2 genn. 1871, dopo del giuramento di fedeltà alla nuova costituzione presso le Cortes, tributò l’estremo saluto alla salma di Prim alla Basilica di Nuestra Señora de Atocha e fece visita alla vedova del generale. Al suo primo discorso della Corona, il nuovo e giovane re affermò la volontà di regnare seguendo le indicazioni del popolo spagnolo rappresentato dalla maggioranza delle Cortes, e fece solenne promessa di conservare il titolo reale finché il Paese non gli avesse fatto mancare la fiducia, senza mai tentare di prevaricare l’attività democratica parlamentare.


I Savoia erano ammirati in Spagna per la recente unità d‘Italia e la loro moderna costituzione monarchica, ma altrettanto ispiravano una profonda antipatia palesemente ostentata dai delusi fautori del carlismo, alimentando un senso di insofferenza da parte dei nostalgici della casa dei Borbone per la recente annessione del Regno delle Due Sicilie in seguito alla vittoria dei Savoia sui Borbone di Napoli. Ulteriore ostilità veniva poi manifestata dalla Chiesa spagnola per il solo fatto che, appena tre mesi prima della proclamazione reale di Amadeo Iº, Roma e lo Stato Pontificio cadevano per mano degli stessi monarchi italiani.

Amadeo Iº fu spesso deriso dalle opposizioni che lo soprannominarono

“Don Macarrón Primero”. Gli atteggiamenti democratici, le semplici e modeste abitudini, il rifiuto del fasto regale furono utilizzate dagli oppositori per ridicolizzarlo agli occhi della popolazione, strumentalizzando ogni pretesto per aggiungere scredito alla sua azione di Capo di Stato, come la sua scarsa conoscenza della lingua spagnola o le scappatelle amorose di corte.

Il primo giorno del suo arrivo a Madrid, Amadeo Iº conobbe subito l’indifferenza del popolo e la gelosia della nobiltà che tenne porte e finestre serrate durante il passaggio del corteo reale. Anche in seguito l’ostilità aristocratica si rese chiaramente evidente con gesti clamorosi, come l’esposizione continua di “mantillas” con i simboli isabelliani o carlisti, o come, ad nell’autunno del 1872, l’imbarazzante provocazione quando nessuno dei presenti si alzò in piedi all’ingresso della regina Maria Vittoria ad un concerto presso il Parque del Retiro. Anche alle celebrazioni per la nascita del terzo figlio di Amedeo, solo la metà degli ospiti invitati si presentò al ricevimento reale.

Ad ogni modo, Re Amadeo I° si mostrò vicino al popolo, viaggiò su tram, entrò nei negozi, partecipò a semplici funzioni religiose. Non si trattò d’una mera operazione d’immagine. Re Amedeo visse sempre molto modestamente, lontanissimo dallo sfarzo borbonico. Si preoccupò dei bisognosi ed la regina consorte Maria Vittoria si adoperava per l’apertura di ospedali, asili e scuole oltre che per distribuire il cibo tra i poveri delle città.
Conosciuto anche coi soprannomi di el Rey Democráta, el Rey Caballero o el Electo , il suo regno in Spagna durò poco più di due anni e fu ricordato per una profonda instabilità politica. Ben sei gabinetti si succedettero durante il suo regno e nessuno trovò il modo di risolvere la profondo crisi socio-economica, aggravata inoltre dal conflitto indipendentista a Cuba del 1868, oltre ad una ulteriore Guerra Carlista scoppiata nel 1872.

L’ATTENTATO ALLA FAMIGLIA REALE DI C/LE DEL ARENAL
In questo inquieto ed esplosivo clima politico Amadeo Iº scampava miracolosamente a due attentati, l’ultimo il 19 di luglio del 1872 nella centrale calle del Arenal di Madrid. Quel giorno il Re viaggiava su una carrozzella scoperta assieme alla Regina Maria Vittoria ed il generale Burgos.

Li precedeva un’altra carrozza occupata dal governatore civile Pedro Mata. Percorrendo la calle del Arenal, un gruppo di persone armate di pistola uscì dalla strada di San Ginés ed iniziarono a sparare contro la carrozza reale. Istintivamente il generale si gettò sopra la Regina per proteggerla con il suo corpo. Per fortuna nessun proiettile raggiunse i reali e la scorta riuscì a rispondere al fuoco abbattendo uno degli assalitori, mentre gli altri fuggirono nella calle San Martín.

Il giorno seguente il Re Amadeo I° tornò a percorrere sulla carrozza scoperta la stessa calle del Arenal, dimostrando così di non ever paura dei suoi avversari. La gente lo applaudì e lo acclamava ad alta voce, essendo questa l’unica volta nel suo breve regno in cui Amadeo Iº ricevette l’affetto dei suoi sudditi.

L’ABDICAZIONE DI RE AMADEO I° DI SPAGNA
Ben presto la coalizione dei partiti che lo elessero (unionisti, progressisti, democratici) si smembrò per divergenze programmatiche, e più ancora per rivalità personali fra i loro capi. I gruppi di opposizione, repubblicani, carlisti e alfonsisti si allearono per il fine comune di abbattere la nuova monarchia. Contestualmente la Catalogna ed il Paese Basco venivano sconvolti da una rivolta carlista, seguita da ripetute azioni repubblicane un po’ in tutto il paese. Il corpo dell’artiglieria, infine, scese in un insolito quanto inedito sciopero.

Sei mesi dopo, un contrasto col governo Zorrilla, a proposito dello scioglimento del corpo d’artiglieria, fu finalmente il pretesto di Amedeo per rinunciare a una corona mai desiderata: egli firmò, per rispetto costituzionale, il non gradito decreto di scioglimento del citato corpo militare approvato dalle Camere e subito dopo, l’11 febbraio 1873, rese nota l’irrevocabile decisione di abdicare, con la motivazione di non voler essere il re di un partito e di non voler adottare mezzi illegali per restare sul trono. Alle dieci di sera della stessa giornata in Spagna venne proclamata la Prima Repubblica.

La tradizione popolare tramanda che al mezzodì di quell’11 febbraio 1873 Amadeo I° veniva informato del suo ”licenziamento” mentre aspettava il suo pranzo al ristorante del Café de Fornos : di colpo egli annullò la comanda e chiese una grappa, quindi uscì per riunirsi alla sua famiglia e rinunciò al trono senza attendere la dovuta autorizzazione del parlamento, rifugiandosi nell’Ambasciata italiana di Madrid. Da qui Amedeo indirizzò la sua dichiarazione di abdicazione non al Presidente del Consiglio dei Ministri, ma bensì alla rappresentazione della Nazione, messaggio che fu letto da sua moglie la Regina alle Cortes.

IL RIENTRO IN ITALIA DEL PRINCIPE AMEDEO DUCA D’AOSTA
Nell’addio ufficiale al re, dei quattordici deputati e senatori eletti ad accompagnarli, ne furono presenti solo quattro. La regina, molto delicata in fatto di salute, fu condotta su una portantina sul treno. Insieme alla famiglia, felice di essersi liberato di un compito ingrato, fa dunque ritorno nell’amata Torino. All’arrivo in patria è accolto da una folla festosa.

Tre anni dopo, fortemente minata nel fisico soprattutto dal tormentato periodo madrileno, muore Maria Vittoria ad appena 29 anni. Negli anni successivi il duca ricoprì incarichi di rappresentanza sotto il regno del fratello, divenuto nel 1878 re d’Italia col nome di Umberto I. Dodici anni più tardi, nel 1888, convola a nuove nozze con la nipote Letizia Bonaparte, figlia del principe Gerolamo Napoleone e pronipote dell’ex imperatore, e della principessa Maria Clotilde di Savoia. Dall’unione nasce Umberto, conte di Salemi, nel giugno 1889, appena sei mesi prima del suo prematuro decesso: Amedeo I° di Spagna muore in seguito ad una polmonite nella sua Torino, il 18 gennaio 1890, a soli 45 anni. Il suo corpo riposa nella cripta reale della Basilica di Superga, sulle verdi alture appena fuori Torino.

Articolo del S.Ten. Pil. CC (r.c.) Giuseppe Coviello
UNUCI – Sezione Estera Isole Canarie / Spagna

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