Dal Muro di Berlino alla Brexit. Stiamo assistendo ad avvenimenti che influenzano inevitabilmente le nostre vite

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Dal Muro di Berlino alla Brexit

Cari amici, cari lettori,

questo numero di ViviTenerife esce dalla linea redazionale che fin dall’inizio mi sono imposta, e che mi vuole lontano dai temi di politica. Stiamo però assistendo ad avvenimenti che influenzano inevitabilmente le nostre vite, il nostro quotidiano, e da semplici cittadini, da italiani che vivono all’estero, non possono non farci riflettere. Il fallimento della Thomas Cook, la situazione in Catalogna, per non parlare della imminente Brexit.

Tutto questo si ripercuote sulle nostre vite, sull’economia dei paesi da cui veniamo e in cui abbiamo “scelto” di vivere. Ed è proprio dalla possibilità di “scegliere” dove vivere che parte la riflessione che mi preme condividere con voi. Noi italiani che viviamo alle Canarie, abbiamo potuto “scegliere” questo arcipelago, grazie ad una evoluzione politico-economica che trova forse nella caduta del Muro di Berlino la sua principale matrice. Esattamente 30 anni fa, il 9 novembre 1989, il governo della DDR decretava l’apertura della frontiera con la Germania Ovest: cadeva il Muro di Berlino. Un evento che accelerò il processo di consolidamento dell’Unione Europea.

La fine della guerra fredda imponeva la creazioni di nuovi scenari geopolitici, nuove alleanze. I paesi dell’ex cortina di ferro premevano per entrare a far parte dell’Unione Europea, come era avvenuto tre anni prima per Spagna e Portogallo. Non è stato un processo indolore, ma altri eventi di portata storica (uno fra tutti: la nascita della potenza economica cinese), hanno in egual modo influenzato decisioni e strategie dei nostri governi europei.

Non siamo soli al mondo, e il mondo non gira (solo) intorno a noi. Ce ne stiamo accorgendo, naturalmente anche a nostre spese. Eppure, tra tante voci che gridano sconforto, mi piace ricordare, a noi italiani che viviamo alle Canarie, che le difficoltà che possiamo riscontrare nell’integrarci in questa splendida comunità, grazie alle regole e leggi che si è data l’Unione Europea, sono minime.

Oggi, qui alle Canarie, noi italiani possiamo aprire un conto in banca, percepire le nostre pensioni nella stessa moneta in cui ci vengono elargite, comprare immobili, aprire un’attività commerciale, se non addirittura farci assumere come dipendenti da una società canaria o straniera. Possiamo far venire qui le nostre famiglie, i nostri figli. Possiamo venire qui anche senza nessuna prospettiva di lavoro: siamo individui liberi di avere successo, come anche di fallire. Se ci ammaliamo, possiamo usufruire del sistema sanitario canario, e possiamo partecipare alle elezioni comunali.

Non conosciamo inflazione, non conosciamo anarchia, non conosciamo guerre. Mi piace quindi ricordare i trent’anni passati dalla caduta del Muro di Berlino con un contributo che due preziose persone hanno voluto regalarci in ricordo di quegli eventi. Due persone che, il 9 novembre 1989, si trovavano in luoghi cruciali per il destino dell’Europa.

È con grande piacere che ospitiamo nella nostra testata la testimonianza di Francesca >> leggi la testimonianza di Francesca , che all’epoca viveva in Germania, e Viktor , che in quel momento si trovava nell’Unione Sovietica >> leggi la testimonianza di Viktor, dove era nato e cresciuto. Oggi Viktor vive in Occidente e ci scrive in spagnolo, la lingua in cui vive da oltre vent’anni.

Buona lettura, e buona Europa, cari amici e lettori.

Cordialmente,

Antonina Giacobbe

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