Canarie un arcipelago di isole vulcaniche. Quello che forse non si sapeva, è che proprio l’isola di La Palma è quella, che nella storia è stata più soggetta ad eruzioni

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Canarie un arcipelago di isole vulcaniche. Quello che forse non si sapeva, è che proprio l’isola di La Palma è quella, che nella storia è stata più soggetta ad eruzioni

Eruzione vulcanica alla Palma. Alle ore 15.10 (ora canaria) del 19 settembre 2021, l’eruzione inizia sull’isola di La Palma nella zona di Cabeza de Vaca, nel comune di El Paso, dopo un’intensa attività sismica e deformativa dell’area, registrata dal giorno 11 settembre.

Tutti i fenomeni geologici, inclusi quelli vulcanici, rappresentano un potenziale rischio. Nel corso dei secoli, le varie società, più o meno organizzate, hanno convissuto con il rischio nelle più svariate forme. Spesso in modo conflittuale, altre volte più armoniosamente, con un percorso di accettazione verso ciò che è sinonimo di vita.

Oggi il progresso scientifico, di fronte al succedersi di eventi naturali, ci porta a comprendere concetti di vulcanologia e geofisica come piroclasti, bocche, magma, o stromboliano. Ma il grande paradosso del progresso scientifico ci porta anche a credere che possiamo dominare gli eventi. Se è vero che una maggiore conoscenza degli stessi migliora la convivenza tra noi e loro, quando questi ci sfuggono di mano, ci dimentichiamo che essi hanno vita propria.

La gestione dell’ultima eruzione dell’isola di La Palma, per quanto presenti diverse problematiche, molte delle quali richiederanno tempi lunghi di risoluzione, e per quanto abbia comportato dolore e sconforto agli abitanti dell’isola, ha impedito che ci fossero vittime. Nessuno è morto, e questo è il dato più importante. Il costante monitoraggio del fenomeno ha consentito la messa in sicurezza di tutta la cittadinanza coinvolta. Non saranno felici coloro che hanno perso tutto, ma sono pur sempre vivi. Chi osserva alla tv il succedersi degli eventi – comodamente seduto – avrà forse modo di ricordarsi che le Canarie sono un arcipelago di isole vulcaniche, e tali sono destinate a rimanere.

Quello che forse non si sapeva, è che proprio l’isola di La Palma è quella che nella storia è stata più soggetta ad eruzioni storiche, oltre ad essere l’isola dove ha avuto luogo la penultima manifestazione vulcanica. Il primo fenomeno nell’isola, corrisponde più ad eruzioni preistoriche che storiche e riguarda l’area denominata Montaña Quemada, nel periodo che va dal 1470 al 1492. Il vulcanismo “storico” a La Palma comincia nel 1585, quando si produce l’eruzione del Tahuya, caratterizzata dall’apparizione di enormi blocchi, tuttora esistenti, che si chiamano Agujas de los Roques de Jedey. Successivamente, si verificano altre eruzioni. Nel 1646 il vulcano di Tigalate. Nel 1677 quello di San Antonio, nel 1712 il vulcano di Montaña Lajiones o El Charco, entrato in eruzione nel sud-ovest dell’isola.

Il penultimo vulcano delle isole, il Cumbre Vieja, entra in attività nel 1971, nell’estremo sud dell’isola, sopra le lave del vulcano di San Antonio. Molti dei materiali prodotti dall’eruzione finiranno poi nel mare, dando luogo a nuove superfici terrene nella zona orientale dell’isola. Fino a quel momento, il vulcano di Cumbre Vieja, aveva dormito per trecento anni. All’epoca, gli abitanti dell’isola lo chiamavano Teneguía. Si riferivano ad uno dei coni vulcanici che fanno parte del complesso chiamato appunto Cumbre Vieja. Sembra che l’antico nome si rifaccia ad incisioni rupestri di origine auarita, che contenevano l’espressione Tiniguiga (te-n-Egiga), che vuol dire “vapore (caldo) o fumo”.

Secondo l’Instituto Geográfico Nacional, il vulcanismo canario è caratterizzato da una grande varietà di meccanismi eruttivi, soprattutto dal vulcanismo basaltico effusivo e dal vulcanismo felsico esplosivo. Le eruzioni basaltiche, sono relativamente tranquille, a meno che non sorgano sulla linea costiera. In questi casi, l’esplosività aumenta, grazie all’interazione tra acqua e magma.

L’eruzione attuale a La Palma si considera stromboliana, in quanto esplosiva, ma con periodi di calma di durata variabile. Negli ultimi 50 milioni di anni, il vulcanismo canario non ha mai cessato di essere attivo. Oltre alla sua prolungata attività, si caratterizza per l’ampiezza del volume che lo riguarda (circa 150.000 km3). Le tappe iniziali di queste isole oceaniche di origine vulcanica sono state molto rapide, principalmente sottomarine, e sono culminate nella formazione di tutte le isole Canarie, con grandi edifici vulcanici sopra il livello del mare. Durante milioni di anni si sono prodotti periodi di smantellamento, che possono essere associati a movimenti progressivi in verticale. È impossibile prevedere con esattezza quanto durerà l’eruzione a La Palma. Se si è stati capaci di portare uomini e animali in salvo, siamo ancora lontani da poter affermare con precisione quanto durano queste manifestazioni. Se si prendono come riferimento le eruzioni passate e quelle simili per tipologia, quella attuale potrebbe durare da 15 giorni a due mesi. In Islanda, ci sono state eruzioni durate un anno. L’eruzione di El Hierro, nel 2011, è durata 147 giorni, mentre l’ultima a La Palma, nel 1971, è durata 24 giorni.

Le escursioni nella storia dell’uomo e del nostro pianeta, il tempo che dedichiamo alla riflessione di ciò che eravamo e di dove viviamo, ci allontana per un attimo dalla vita di tutti i giorni, regalandoci un breve, piacevolissimo oblío. Quando la realtà ci richiama, il nostro pensiero va alle persone che hanno perso tutto, senza sapere come e quando potranno riappropriarsi della loro vita. A loro va il nostro rispetto e l’augurio di trovare forza e serenità per affrontare l’avvenire.

Francesca Passini e la redazione – ©Riproduzione riservata

Foto: Gianni Mainella, GIETMA, INVOLCAN, IGME-CSIC

Sitografia: Abc.es; gevic.net; diariodeavisoselespanol.com; bienmesabe.org; wikipedia.it

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