Intervista a Vivi Tenerife, il periodico (in italiano) dell’isola

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Intervista a Vivi Tenerife, il periodico (in italiano) dell’isola

“In dieci giorni ho deciso e rivoluzionato la mia vita” E’ ciò che ha fatto Antonina Giacobbe, che dall’Italia si è trasferita a Tenerife, dove ha creato un nuovo periodico locale. Come ci è riuscita?

Con tanta determinazione, con tanta curiosità e soprattutto con tanta voglia di comunicare, aggiornando continuamente i propri obiettivi.

“Sin dalla prima volta che sono venuta a Tenerife, nel Natale del 2007, avevo già deciso che venire a vivere qui sarebbe stato il mio obiettivo. Gli ultimi diciotto anni, li ho vissuti in Oltrepo Pavese a Casei Gerola, ho sempre lavorato come libera professionista, collaborando come responsabile commerciale con emittenti radio locali e network, per poter rispondere alle esigenze di comunicazione dei clienti.

Gli ultimi quattro anni, mi sono buttata anche nel mondo del cartaceo (prima ne ero terrorizzata), ma era arrivato il momento di scoprire altri mondi… forse era scritto nel destino?”

Quindi la tua è stata una scelta decisamente voluta e subita.

Si, voluta. In dieci giorni ho deciso e rivoluzionato la mia vita. Subita contemporaneamente, subita dal richiamo dell’isola, dall’energia che ti trasmette. Devi sapere che, anche se sono nata a Milano, le mie origini sono vulcaniche, mio padre era di Catania quindi Etna, mia madre era campana quindi Vesuvio, non c’è il due senza il tre? Tenerife, quindi Teide. Il paesaggio i colori e tante altre cose mi hanno fatto pensare e dire, “questa è casa mia”.

Da quale tipo di esigenza è nato il periodico “Vivi Tenerife”?

Vivi Tenerife è nato ed è, un periodico cartaceo bimestrale, con distribuzione gratuita, creato il 15 dicembre 2010 con un numero 0 e nato, con il numero 1 in febbraio 2011. In seguito e per esigenze di comunicazione è stato affiancato il 9 giugno dal sito, on line www.vivitenerife.com

Il tipo di esigenza?

Valutando il territorio, con le sue offerte e richieste in un momento di grande crisi mondiale, nei vari periodi estivi, quando venivo a Tenerife in vacanza. Devo dire anche, dopo aver conosciuto il Signor Paolo Ludovisi, editore di una testata italiana, che ha cessato di pubblicare, nel gennaio 2010. Il territorio era rimasto privo di informazione in lingua italiana. Insomma, una serie di combinazioni e coincidenze.

Qual è l’obiettivo che intendi perseguire attraverso il tuo periodico?

Il mio obiettivo per entrambi, cartaceo e on line, è la comunicazione, una comunicazione che nasce da me, da alcune mie sensazioni, da informazioni di pubblico interesse, curiosità, da avvenimenti che mi hanno particolarmente colpito, questo mi piace trasmettere ai lettori. Questo è il presente, il poi è poi. Non seguo una linea vera e propria, di sicuro voglio trasmettere le potenzialità che l’isola offre e come si esprime e si afferma, l’italianità nel Mondo.

Che tipo di riscontri stai avendo?

Riscontri positivi sul lato dei riconoscimenti, anche istituzionali. Forse cominciano a capire che sto facendo sul serio e che non si tratta della solita iniziativa, l’ennesima, buttata lì e non portata a termine. A parte le altre comunità, anche tra noi italiani siamo mooooolto diffidenti, forse perchè le persone fanno di tutta l’erba un fascio! Avere credibilità, è difficile, quindi c’è poca collaborazione, ognuno fa per sè. Io invece sono convinta che l’unione fa la forza.

Ti contattano molti italiani che vorrebbero trasferirsi definitivamente a Tenerife?

Si e la richiesta sta aumentando, ma quello che più mi angoscia, è che stanno scappando dall’Italia….

Com’è la situazione lavorativa a Tenerife?

La situazione lavorativa è abbastanza discreta, dico abbastanza perché la percentuale di disoccupati canari era altissima, naturalmente le assunzioni attuali danno la precedenza a chi già, era senza lavoro. La ripresa lavorativa del momento, dovuta al consistente aumento di turisti che stanno arrivando a Tenerife da tutto il Mondo, ha fatto sì che si scatenasse questa ricerca di personale, ma attenzione, sono assunzioni stagionali! Quindi questo, non vuol dire, giro l’angolo, entro in un negozio o ristorante che sia e trovo lavoro, no, non è assolutamente così…

Quali sono i pro e i contro del vivere a Tenerife?

Le meraviglie dell’isola ormai sono risapute, sole tutto l’anno, la salute e la mente stanno meglio… I contro, sono individuali, non puoi esprimerli, ci sarebbero molte cose da elencare, cose alle quali noi tutti non eravamo e non siamo abituati, come la cultura, la lingua, la burocrazia, insomma siamo in casa di altri se vogliamo è così, non possiamo arrivare qua e rivoluzionare il mondo, possiamo tutti insieme, collaborando, cercare di migliorare e ottimizzare questo territorio, non serve a niente fare dell’individualismo. Quello che mi sentirei di dire è che, Tenerife è l’isola ideale per tutti.

Come si svolge una tua giornata tipo?

Divido la mia giornata di lavoro, circa sedici ore, tra appuntamenti, distribuzione e computer, ma mi fermo però, per mangiare.

Se ti trovassi a dover scegliere tra le due realtà, quella italiana e quella spagnola, quale sceglieresti e perché?

Difficile rispondere a questa domanda, sono realtà differenti su certe cose, uguali per altre. Dipende da quale luogo dell’Italia vuoi rappresentare, non dimentichiamoci che gli spagnoli sono stati a casa nostra nel passato… Se penso al nord dell’Italia, è evidente che è una realtà diversa da quella spagnola di Tenerife, non spagnola di Spagna.

Cosa ne pensi della situazione attuale che stiamo vivendo in Italia? Secondo te, in questo momento, è più coraggioso chi resta o chi decide di partire?

Non è una situazione attuale, c’era già, ma è peggiorata ulteriormente. Sono anni che si respirava l’aria del crollo italiano. Io che vivevo in provincia, ne ho conosciute di situazioni drammatiche, senza la possibilità di un recupero, che riguardavano piccole o medie imprese e di conseguenza i propri lavoratori. Era deprimente girare ogni giorno, nel proprio territorio e accorgerti che quei capannoni lungo le statali, che prima erano sempre pieni di macchine dei propri operai parcheggiate fuori, con i bei giardinetti sempre in ordine, erano diventati ormai l’attrattiva per saccheggiatori o ragazzate, vetri rotti, il desolante parcheggio vuoto e l’erbaccia che cresceva.
Mi parli di “coraggio”, non posso risponderti, nella situazione attuale, il coraggio non fa parte dell’essere umano, questa situazione è, per alcuni, una sfida alla sopravvivenza.

Partire, senza sapere… Restare, senza sapere…

Vedi non riesco a risponderti.

Gli obiettivi che ti eri posta prima di partire, sei riuscita a realizzarli? Hai ancora qualche altro sogno nel cassetto?

Gli obbiettivi, me li aggiorno tutti i giorni, se mi fermo… non sono più io. Un sogno nel cassetto? Certo che ce l’ho, ma te lo dirò quando si realizzerà.

Antonina Giacobbe Presidente Asoc.Cultural

A cura di Nicole Cascione

Pubblicato su: Tierra

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