L’Aquila, 6 aprile 2009 – per non dimenticare

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La vita continua. Ma per alcuni, troppi, la vita si è fermata il 6 aprile di 7 anni fa. 309 morti, 1.500 feriti, 70.000 sfollati. Questi i numeri di un terremoto che non si può dimenticare, come non possiamo dimenticare la bellezza del centro storico dell’Aquila, una città che quella notte si è interrotta, e che solo in parte è rinata. Tante sono state le iniziative per sostenere, per far sentire la presenza, per mantenere viva la memoria. Fiaccolate, concerti, raccolta di fondi. Mai abbastanza, anche se molti, ognuno a modo suo, hanno voluto contribuire.

Tra le tante iniziative, vorrei ricordare una singolare quanto impattante mostra fotografica, dal titolo SISMO\GRAFIE- Arte in movimento per l’Aquila, che venne allestita nel 2011 in diverse città dell’Italia centrale, con immagini di grande valenza emotiva, a ripercorrere i momenti seguiti a quel tragico evento. C’è un motivo particolare per cui ho scelto di ricordare questa mostra: le parole che ci regala il Console Onorario di Gran Canaria, Carlo de Blasio, raccolte nella sua recensione alla mostra, ci spingono a considerare l’arte da una prospettiva diversa. Uno strumento di incredibile potenza, che ci aiuta ad interpretare e comprendere il mondo circostante, anche e soprattutto quando si manifesta così tragicamente.

Antonina Giacobbe

L’Aquila, 6 Aprile 2009 ore 03.32

Oltre il confine del visibile

Non avremmo mai e poi mai voluto trovarci nella condizione di scrivere parole sulla immane tragedia che ha colpito il capoluogo abruzzese. Ma quando la natura imprime i suoi ritmi fatali ed indiscutibili, ci costringe a riflettere sulla nostra esistenza e sul nostro operato, ci fa misurare l’intelligenza di riannodare la memoria di un passato interrotto con la capacità di pensare il futuro, continuare il bisogno di tracciare un percorso di vita condivisibile per noi e per le generazioni che verranno.

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E’ questo lo sforzo al quale noi tutti siamo chiamati a ottemperare, dalla società civile a quella politica, per fare in modo che questo sussulto della natura possa essere considerato un accidente temporaneo, un accadimento limitato nel tempo, regolandolo se fosse possibile e con lo sforzo di tutti, nella categoria dei ricordi da dimenticare. Ma quando succedono questi eventi non possiamo esimerci dal porci domande sul nostro ineluttabile percorso di vita e sulla condizione della nostra esistenza, che può essere fatta anche attraverso la riflessione con i mezzi dell’arte. L’arte ci può accompagnare a riflettere oltre il confine del visibile e del razionale, poiché la realtà che ci circonda non si esaurisce solo in quello che percepiamo con i nostri cinque sensi. Ci sono spazi che non possono essere penetrati che con la dimensione artistica, con gli strumenti del sentimento e dell’intuizione, che solo possono condurci in territori di conoscenza altrimenti impenetrabili. E’ con queste aspettative che viene da considerare l’opera “SISMO/GRAFIE” intrapresa dall’Accademia di Belle Arti di L’Aquila insieme con Artintype e con la Grafica Martintype: nel porre l’attenzione e la riflessione partendo da una tragedia sofferta, per allargare l’orizzonte del sentire attraverso la mediazione dell’arte, sperando che possa dare un piccolo aiuto a metabolizzare l’immane dolore per una città gravemente ferita, soprattutto negli affetti delle famiglie che hanno perso i loro cari.

E’ questo il taglio giusto che una scuola d’arte deve dare ai suoi allievi, insegnare che la conoscenza del “logos” del mondo non può prescindere dagli accadimenti fortuiti che si avvicendano nel nostro percorso di vita, che sono soprattutto gli accidenti improvvisi a stimolare la nostra riflessione più intensa, mai come oggi, nella nostra epoca distratta da una esistenza solo indirizzata al “consumo” spesso di cose futili e inutili: “consumo dunque sono” come recita il titolo di un libro di Zygmund Bauman parafrasando Cartesio.

Esprimo quindi un plauso sentito ed autentico a tutti gli attori di questa generosa opera, soprattutto ai giovani autori di queste splendide creazioni artistiche, che con maestria tecnica inusuale, hanno saputo interpretare e cogliere il patos nascosto in tragedie così terribili, nei confronti delle quali, almeno fino ad oggi, siamo stati sempre disarmati.

Cav. Uff. Carlo De Blasio Console On. d’Italia Las Palmas de Gran Canaria

Testo redatto in collaborazione con Giuseppe Damiani

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