Noi che…

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Ho ricevuto questa mail da una cara amica, Lidia Romano di Voghera.

Non sappiamo da chi è partita, è una di quelle mail che girano per il mondo.

Ma vorrei condividere con voi tutte le frasi che andrete a leggere.

 

Realtà che furono, è vero, ma che dovrebbero far rallentare questo vortice del presente che ci avvolge e del futuro che ci avvolgerà.

Antonina Giacobbe

Noi che…

  • Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.
  • Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.
  • Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
  • Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
  • Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.
  • Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
  • Noi, che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
  • Noi, che avevamo le tute lucide acetate dell’Adidas che facevano fico, ma erano pure  le uniche.
  • Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
  • Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
  • Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
  • Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno “pulito” a Rimini o a Fregene.
  • Noi, che alla Domenica andavamo sempre al ristorante, perché ogni papà poteva permetterselo, oppure i nonni ci portavano le “pastarelle”.
  • Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
  • Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici lo stesso.
  • Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
  • Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
  • Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c’era Happy Days e Fonzie.
  • Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999” .
  • Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
  • Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini’.
  • Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
  • Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
  • Noi, che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
  • Noi, che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
  • Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
  • Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.
  • Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l’album Panini (celò, celò, celò,  celò, celò, celò, mi manca!).
  • Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa, ma che a  quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
  • Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 £ire (= €  0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo  sempre in giro a giocare.
  • Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 £ire (pari a € 0,025!).
  • Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
  • Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.
  • Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.
  • Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
  • Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
  • Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
  • Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo e, più era rosso più eri fico.
  • Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
  • Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco e un italiano.
  • Noi, che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
  • Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
  • Noi, che il 1° Novembre era ‘Ognissanti’, mica Halloween.
  • Noi, che l’unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
  • Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
  • Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
  • Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
  • Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost, la Williams Mansell , la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!
  • Noi, che la penitenza era ‘dire-fare-baciare-lettera-testamento’.
  • Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
  • Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
  • Noi, che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in gola.
  • Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando  ce le ricordiamo.
  • Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte  sociali e di classe.
  • Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e  non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
  • Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. E ci sposavamo presto.

   Noi… che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.

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