“Passeggiata per le istituzioni” Santa Cruz de Tenerife – La Capitale.

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Per i nostri lettori, nessuna meta è troppo lontana: questo mese vi proponiamo l’intervista con il sindaco di Santa Cruz de Tenerife, Don José Manuel Bermúdez Esparza.

Il sindaco Bermúdez ci accoglie nel palazzo dell’Ayuntamiento di Santa Cruz de Tenerife, uno splendido edificio in stile liberty, che avremo modo di visitare dopo l’intervista.

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VT: Signor Sindaco, come già saprà, la nostra “passeggiata per le istituzioni” si propone di far conoscere il territorio di Tenerife ai cittadini italiani residenti sull’isola. Parlando di Santa Cruz di Tenerife, ci piacerebbe capire come si evolve il turismo da crociera e se i progetti previsti di restyling del porto non rischiano di allontanare il turista dal resto della città, perché invogliato a rimanere nella nuova area portuale, dove si prevede l’istituzione di locali, ristoranti, aree commerciali?

Anzitutto, ho piacere di confermare che non solo il turismo da crociera sta aumentando, ma in generale il turismo verso la capitale. Il turismo da crociera segna numeri positivi e ci vede come terzo porto da crociera in tutta la Spagna, dopo Barcellona e Maiorca, nel periodo estivo, mentre in quello invernale, deteniamo il primo posto. Contemporaneamente stiamo assistendo ad un aumento dei turisti che, alloggiati negli alberghi del sud, come anche del nord, vengono a passare una giornata nella nostra città. Stiamo parlando di un considerevole aumento. Dei cinque milioni di turisti che arrivano ogni anno a Tenerife, circa il 30% visita Santa Cruz, che vuol dire che nell’arco degli ultimi 3 anni abbiamo registrato un aumento del 20%. Sono turisti che vengono a mangiare, a passeggiare, a fare acquisti (ricordiamo che abbiamo l’offerta commerciale più ampia di tutta l’isola). Infine, ci tengo a dire che anche gli hotel che abbiamo a Santa Cruz de Tenerife, che per numero non competono certamente con il sud, registrano la miglior occupazione letti degli ultimi 10 anni. Cifre che non avevamo mai raggiunto qui in città. Possiamo quindi tranquillamente affermare che Santa Cruz de Tenerife è una città turistica. Solo nel mese di settembre, abbiamo accolto 20.000 croceristi, naturalmente nei mesi successivi, il numero sarà maggiore, considerato che si va verso la stagione invernale, ovvero la nostra alta stagione.

Per quanto riguarda invece il progetto di restyling del porto, teniamo presente che tutto il litorale cittadino è occupato dal porto, per una lunghezza di 11 chilometri. Il nostro obiettivo è quello di far entrare la città nel porto, unirla in un unica realtà, dove la gente non sappia più se si trova al porto o in città. Si pensi a città come Barcellona, Malaga, o La Coruña, dove non esiste separazione tra porto e città. Ecco, noi desideriamo per Santa Cruz de Tenerife la stessa cosa. All’interno del progetto di restyling, ci sarà un edificio, nel quale ci saranno ristoranti e negozi, ma poi ci sarà un percorso che da Plaza de España arriva direttamente al porto. Ricordiamo che il crocerista, quando scende dalla nave, non vuole rimanere nel porto, ma vuol conoscere la città. Non solo, il turista arriva già preparato, grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie e delle specifiche app, sa già cosa vedere, e cosa gli interessa fare.

VT: Parliamo dell’attività culturale della città. Abbiamo notato che difficilmente si ha percezione di quello che accade a livello culturale a Santa Cruz de Tenerife. Non parliamo di chi dispone di internet, e che quindi è in grado di cercare autonomamente le informazioni, bensì dei turisti che rimangono nell’isola poco tempo e che non riescono ad accedere alle informazioni sulle proposte culturali della città.

Tutte le settimane noi pubblichiamo sulla nostra pagina web l’agenda culturale della città. Non solo: le informazioni vengono distribuite a tutti gli operatori interessati, e a tutti gli alberghi. Mi rendo conto che per il turista non è facile, ma qui allora parliamo di un problema che nasce con la comunicazione tra le strutture alberghiere e i loro clienti. Spesso manca anche la collaborazione dei tour-operator, che non dirigono le informazioni agli utenti finali. Noi possiamo solo diffondere l’informazione attraversi i canali appropriati, ma poi non sappiamo in che modo gli operatori si adoperino per far arrivare questa informazione al turista. E converrete con me che non è solo un problema relativo agli eventi che si svolgono a Santa Cruz, ma anche a La Laguna, solo per citare un altro esempio di una profonda realtà culturale che non viene apprezzata come dovrebbe. E’ un problema di cultura alberghiera: l’albergatore dovrebbe forse impegnarsi maggiormente in questo senso, come anche dell’Ente Turismo de Tenerife, che in realtà si dedica a questo. É lì che bisogna lavorare per ovviare questo problema. Pensare che Tenerife non abbia un’offerta culturale, è essere lontani dalla realtà. Basti solo ricordare che durante l’inverno qui ospitiamo il più importante festival musicale di tutta Europa. Credo di poter affermare che, nonostante la crisi e gli importanti tagli ai fondi che ne sono seguiti, si sia riusciti a mantenere un’offerta culturale di tutto rispetto. Ma non dimentichiamo nemmeno che i turisti vengono a Tenerife principalmente per sole e mare.

VT: Si, che sia un turismo orientato a sole e mare, non ci sono dubbi. Ma esiste anche una realtà importante di stranieri che risiedono per diversi mesi, se non addirittura stabilmente sull’isola. Una realtà in aumento e che, tra le altre conseguenze, porta indubbiamente ad un maggior interesse per la vita culturale dell’isola.

Certamente la comunità straniera che vive stabilmente nell’isola richiede anche questo. E a proposito di italiani residenti, vi confermo che importanti investimenti stanno arrivando dall’Italia sull’isola, precisamente da Roma. Sono previste diverse attività nell’ambito della ristorazione e in particolar modo del caffè. Per quanto riguarda il numero di stranieri (e italiani) residenti a Santa Cruz, confermo che gli italiani residenti a Santa Cruz sono 1614.

VT: Signor Bermúdez, da quanto tempo è sindaco?

Da tre anni, e il mio mandato termina a maggio. Naturalmente non sono stati i migliori anni per l’isola, ma possiamo dire che il peggio è passato e che ci stiamo lentamente riprendendo. A partire dal turismo, di cui abbiamo già parlato, passando per il commercio, che ha registrato numeri in aumento rispetto allo scorso anno. In ambito impiegatizio, registriamo un aumento dell’8% rispetto allo scorso anno. Tutti sintomi di un miglioramento. E non parliamo di numeri relativi ai mesi di luglio e agosto, notoriamente più fruttiferi per l’economia dell’isola, ma di numeri reali, relativi all’intero anno: in gennaio 2013, la città registrava 29.600 disoccupati. Nel 2014 siamo passati a 27.800 disoccupati. In un anno, la disoccupazione è scesa dell’8%. Non siamo contenti di avere ancora così tanti disoccupati a Santa Cruz, ma sappiamo che stiamo percorrendo la giusta strada.

VT: Parliamo della Playa de Las Teresitas: avete istituito una web (laplayaquequeremos.com) per coinvolgere la cittadinanza sul progetto di rivalorizzazione di questa spiaggia. A che punto siamo?

A parte le misure che stiamo attuando per rinnovare i servizi (docce nuove, bagni nuovi, nuovo mobilio), c’è un’idea che io difendo, e che constato con piacere essere condivisa dalla maggior parte dei cittadini, e che è quella di costruire una passeggiata lungo tutta la spiaggia. A tutt’oggi, non è possibile passeggiare, se non direttamente sulla sabbia o nel parcheggio. Non c’è uno spazio, come per esempio a El Médano, dove si possa camminare, senza dover calpestare la sabbia. A Las Teresitas, dal parcheggio si va direttamente alla spiaggia. Quindi i nostri sforzi verranno indirizzati verso la costruzione di questa passeggiata, di circa 7/8 metri di larghezza. Contemporaneamente ci daremo da fare per rinnovare tutti i chiringuitos presenti, alcuni di loro già molto vecchi, senza mai dimenticare l’obiettivo principale. Vogliamo infatti che Las Teresitas continui a rimanere la spiaggia della gente, e delle famiglie, senza alberghi, insomma, la spiaggia di tutti. Con tutti servizi di cui deve disporre una spiaggia pubblica. E proprio per questo abbiamo voluto coinvolgere i cittadini nel processo decisionale. Utilizzare la rete per rendere partecipi i cittadini, è una decisione che in realtà dovrebbero adottare tutti coloro che si occupano di pubblica amministrazione, e non solo ogni 4 anni, ma per tutta la durata del loro mandato.

VT: Ci avviamo verso la fine di questa intervista. C’è qualcosa che vorrebbe far sapere alla comunità italiana?

Vorrei ricordare agli amici italiani che qui hanno la loro capitale, la sede di tutte le istituzioni. Auspico anche che tutti i turisti italiani che vengono a Tenerife, che in media soggiornano sull’isola 8 giorni, scelgano di passare almeno una giornata nella nostra Santa Cruz, perché vale la pena, e sono sicuro che rimarranno piacevolmente sorpresi. Santa Cruz non è solo shopping, ma anche splendide spiagge, come Las Teresitas, innumerevoli percorsi trekking o meravigliosi paesaggi, come il Parco Naturale di Anaga, che il prossimo anno dovrebbe ottenere il riconoscimento di riserva mondiale della biosfera.  

Elenco residenti per nazionalità, presenti a Santa Cruz de Tenerife:

 

ITALIA

1614

VENEZUELA

1270

BOLIVIA

1151

CUBA

925

CHINA

615

ALEMANIA

591

COLOMBIA

577

ARGENTINA

563

RUMANIA

413

FILIPINAS

384

FRANCIA

334

BRASIL

326

PORTUGAL

304

REINO UNIDO

281

MARRUECOS

256

INDIA

220

 

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