“Passeggiata per le istituzioni”: siamo andati a conoscere il sindaco di San Bartolomè de Tirajana Marco Aurelio Pérez Sánchez

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VGC: Con le elezioni del 2015, Lei è stato riconfermato come sindaco di questa località.

Si, confermo che sono stato eletto per la quarta volta e che sono in carica come sindaco dal 2006.

VGC: Immagino quindi che conoscerà molto bene il territorio che amministra.

Effettivamente, molto è cambiato da quando sono entrato in carica nel 2006. In quel periodo, l’amministrazione comunale si trovava in bancarotta, mentre adesso possiamo serenamente confermare di aver risanato le casse del nostro comune, ed essere riusciti contemporaneamente ad attuare importanti riforme. Abbiamo elaborato e messo in atto un piano urbanistico, investito nelle infrastrutture turistiche, assieme ad un valido gruppo di persone che volevano rinnovare ciò che era diventato ormai vecchio e non rispondeva più alle esigenze della società. Abbiamo migliorato i servizi nel Sud di Gran Canaria, intervenendo a livello culturale, sociale e soprattutto educativo.

VGC: Cosa ci può raccontare sulla presenza della comunità italiana nel territorio?

Naturalmente collaboriamo costantemente con il Consolato Onorario d’Italia. Ogni volta che c’è la necessità di risolvere un problema o di rispondere a determinate richieste, possiamo contare su una consolidata collaborazione. C’è anche da dire che gli italiani, a differenza forse delle altre comunità, esprimono anche individualmente opinioni e necessità. Ci incontriamo spesso con singoli italiani. Si coglie l’occasione per affrontare eventuali problematiche, e, se in quel momento non ce ne sono, allora si va a prendere insieme un caffè.

VGC: Che cosa ci vuol raccontare sui progetti a venire della vostra amministrazione?

L’obiettivo principale è quello di lavorare per rinnovare il territorio. Nel 2012 abbiamo festeggiato il cinquantesimo anniversario di “MASPALOMAS Costa Canaria” (il marchio turistico promosso dal Comune, e che comprende tutta la fascia costiera che va dall’Aeròdromo di El Berriel fino al porto di Pasito Blanco, ndr). Abbiamo voluto che si svolgesse qui la Giornata Mondiale del Turismo, era infatti la prima volta che si celebrava in Spagna, e questo evento ha rappresentato la spinta per realizzare l’ambizioso progetto di rinnovazione che stiamo portando avanti sulla viabilità, sulle strade, sul lungomare, nelle strutture di accoglienza, sia private che pubbliche, per cambiare ciò che è ormai obsoleto. I risultati più evidenti si possono osservare principalmente nell’area di San Agustín, dove prima c’era solo una strada, un passaggio sotterraneo, e praticamente non c’erano macchine.

VGC: Lei ha un territorio molto grande da amministrare, come ci riesce?

 

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Effettivamente, il Comune di San Bartolomé de Tirajana è pari a un quinto dell’intera isola di Gran Canaria, ovvero 335 chilometri quadrati. Per capire meglio, provi ad immaginarsi, che l’isola di El Hierro misura 330 chilometri quadrati, quindi leggermente più piccola. Come se quest’intera isola stesse dentro a Gran Canaria.

VGC: Come si gestisce la diversità in un territorio così eterogeneo?

Non è semplice. La vastità del territorio, l’ambiente, la popolazione. L’industria del turismo, le zone agricole, realtà completamente diverse dalle aree costiere, ognuno con le sue peculiarità, ognuno con le sue esigenze e necessità.

VGC: C’è stato un forte aumento della popolazione, e non solo turistica, ma anche residente, tra cui, naturalmente, anche tanti italiani.

Si, anche se ultimamente abbiamo perso molti residenti per via della crisi, abbiamo comunque registrato numeri in crescita e in questo momento abbiamo superato i 55.000 abitanti, con la presenza di oltre 100 nazionalità.

VGC: Qual è la comunità più numerosa?

Senza dubbio quella marocchina. Segue poi quella tedesca, e successivamente in egual numero quella italiana e quella inglese. Dopo ci sono i belgi, gli olandesi, gli svedesi e in generale gli scandinavi.

VGC: Questo aumento della popolazione potrebbe creare problemi nella gestione della sicurezza, come della sanità o scuola?

No, anzi. Possiamo tranquillamente affermare che la convivenza è pacifica e le scuole si convertono in piccoli centri “ONU”, dove vengono a contatto culture, usi e costumi diversi, che vengono condivisi armoniosamente.

VGC: Cosa ci racconta sul futuro di questa località?

Nei prossimo quattro/cinque anni, sono previsti investimenti privati. Si progetta la costruzione di 5/6 Hotel a cinque stelle, con una media di 500 stanze ognuno. Nel settore pubblico invece, ci sarà un importante progetto da realizzare, con un investimento che supera i 300 milioni di Euro e che prevede la costruzione di una centrale elettrica dal nome “Salto Hidroeléctrico Chira-Soria”. Si tratta di una centrale idroelettrica che si costruirà nel nostro municipio, nel territorio di Gira e Soria, dove ci sono sufficienti scorte d’acqua. La caduta d’acqua da Chira (che si trova a 900 m s.l.m.) a Soria (che si trova a 600 m s.l.m.) attraverso un sistema di tuberia sotterranea di oltre cinque metri di diametro e due chilometri di lunghezza, consentirà di produrre il 50% del fabbisogno energetico dell’isola, con un funzionamento molto semplice. Quando l’acqua cade, entra in contatto con le turbine che producono una grande quantità di energia, che verrà convogliata nelle centrali trasformatrici di cui l’isola dispone. Un sistema che produce energia in modo naturale e senza inquinare, il progetto più importante di tutta la Spagna.

VGC: Si capisce osservando la mappa, che Soria e Chira sono zone montagnose e che quindi l’acqua che viene prelevata è naturalmente piovana. Signor sindaco, vogliamo dare un ultimo saluto alla comunità italiana?

Certamente! Ho piacere di salutare i vostri lettori, e ribadire con l’occasione che gli italiani sono benvenuti. Gli italiani sanno farsi apprezzare per il loro lavoro, sono persone amabili e dei veri professionisti. Siamo consapevoli che con la loro professionalità e con le loro attività, apportano importanti benefici all’economia del paese.

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