Raccolta fondi terremoto: che fare?

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Sono giorno difficili, per tutti. Per le vittime, per chi ha perso tutto, per chi è testimone di questa tragedia, per chi deve tirar fuori cadaveri dalle macerie. Mi sono sentita impotente di fronte a questi momenti di terrore, lontano dal mio paese, senza poter fare niente, solo rabbia e frustrazione.

Ci si sente le mani legate e un impeto costante ci accompagna, perché queste mani si vogliono slegare, perché vogliamo fare qualcosa, vogliamo renderci utili, anche da qui.

Ci sono stati momenti di poca lucidità, momenti di agitazione, momenti in cui vogliamo solo fare, qualsiasi cosa, ma fare! Ma ho capito che non è così che funziona. Ho capito che la prima cosa da fare, per renderci utili, è mantenersi lucidi.

Chi è veramente coinvolto nelle operazioni di soccorso, ha bisogno che noi, cittadini comuni, si rimanga lucidi. Noi dobbiamo aiutarli a svolgere più serenamente possibile il loro lavoro.

Mi rivolgo a tutti quelli che stanno dando vita a diverse iniziative in favore delle zone colpite dal terremoto: dobbiamo farci da parte, anche se il nostro cuore scoppia.

Rischiamo con la nostra poca esperienza, di peggiorare solo le cose. La nostra buona fede non basta. Oltretutto le iniziative dettate da assoluta buona fede (che ho avuto modo di conoscere) finiscono nello stesso calderone di quelle imbastite con astuzia da chi non ha scrupoli neanche di fronte alla morte. Non si sa più di chi fidarsi e si rischia di ottenere l’effetto contrario. Ho letto in rete, che dopo la tragedia di San Giuliano, quando morirono 26 bambini e la loro insegnante, vennero attivati 30.000 (si, avete letto bene) siti web di raccolta fondi, che risultarono difficili da rintracciare.

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Chiedo allora di fare un passo indietro, di riporre la nostra fiducia in chi queste cose le sa organizzare meglio. Sono sicura che i nostri cari, in Italia, sanno che siamo con loro, nei modi che ci sono possibili. Ci saranno altri eventi, Dio voglia meno gravi, che succederanno in Italia, per i quali non potremo intervenire, perché siamo lontani. Chi ha scelto di lasciare il proprio paese, deve imparare a convivere con questa consapevolezza, anche se poter prendere un aereo a basse tariffe, e raggiungere il nostro paese in poche ore, ci rende più fortunati di altri italiani, che vivono in luoghi più lontani.

Torno quindi a chiedere di fare un passo indietro, e di affidarci a chi è sul luogo, a chi ha imparato a gestire queste situazioni. Io non posso che scegliere di fidarmi di loro.

 

Viva l’Italia, 

Antonina Giacobbe

 

A seguire sono elencati gli indirizzi di enti ed istituzioni, di cui potrete verificare l’esistenza e l’affidabilità per effettuare la vostra donazione:

 

Save the Children

https://www.savethechildren.it/IT/Tool/ECommerce/?dem=stc&canale=5&causale=9358&utm_source=stc&utm_medium=email&utm_content=ter_t-Prospect_Terremoto&utm_term=lnk&utm_campaign=ef-ter-c-it

 

CAI, Club Alpino Italiano

http://www.cai.it/index.php?id=31&tx_ttnews%5Btt_news%5D=2558&cHash=0fc40725ec0946a0437e255cb4bb483e

 

 

Raccolta Via SMS 45500

Attraverso il numero solidale 45500 è possibile donare due euro sia tramite sms che con una chiamata da rete fissa, grazie alla convenzione con gli operatori Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, Coopvoce, Wind e Infostrada. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. Attualmente sono già stati raccolti 2,5 milioni di euro.

 

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