Isole Canarie: quando il paradiso non è poi così paradisiaco

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Ho riflettuto a lungo, se scrivere questo editoriale o meno, ma alla fine ho deciso di farlo.

Perché voglio dar voce, anche in questa sede, ad alcune riflessioni sul fenomeno in costante aumento, per cui sempre più italiani si trasferiscono alle Canarie, con delle aspettative che spesso non corrispondono alla realtà.

Perché questo succede? In che modo siamo responsabili dei messaggi che mandiamo ai nostri connazionali che ancora vivono in Italia?

E se poi questi messaggi vengono estrapolati dal contesto e riciclati per altri fini?

Il mondo della comunicazione, per quanto estremamente affascinante, nasconde molte insidie, e spesso assistiamo impotenti alla manipolazione delle informazioni. A volte, semplicemente, l’effetto sortito dalle migliori intenzioni è un altro, ma non siamo in grado di controllarlo. Molte sono le persone che spendono gesta e parole, per convincere gli italiani che si apprestano a venire nelle isole, ad essere più cauti, a ponderare meglio le loro scelte. A volte queste persone le si ringrazia, a volte invece no.

Il fatto è, che le difficoltà che il nostro paese sta vivendo ormai da diversi anni, induce molti italiani, soprattutto quelli che non hanno mai vissuto all’estero, a pensare che in altri paesi le cose saranno più facili, ma non è necessariamente così. A volte, la preoccupazione per la propria situazione lavorativa ed economica, spinge a convincersi che, in posti come le Canarie, la vita sarà più facile, perché le spese sono minori, perché la benzina costa poco, perché non si paga il riscaldamento.

Ma la situazione alle Canarie sta cambiando.

Le Canarie sono isole, e sono piccole. Il sistema sanitario delle Canarie, nonché gli accordi vigenti tra i paesi membri dell’UE, sono soggetti a continue modifiche. Anche per i pensionati italiani che hanno richiesto e ottenuto la defiscalizzazione della propria pensione italiana e che pagano le tasse in Spagna, subiscono i continui cambiamenti, che ormai sono all’ordine del giorno, e anche qui, le informazioni in proprio possesso potrebbero non essere più attuali. Naturalmente è importante che i mezzi di comunicazione mettano a disposizione informazioni corrette e aggiornate.

Non solo per i pensionati i cambiamenti in materia risultano poco vantaggiosi.

Per chi viene alle Canarie in cerca di lavoro, deve essere chiaro che la riforma del lavoro entrata in vigore nel 2012 ha portato ad un considerevole aumento dei contratti di lavoro a tempo determinato. Spesso le persone vengono assunte anche per un solo giorno di lavoro.

Nel 2015, il 60% dei contratti di lavoro firmati sono a tempo determinato. Chi decide invece di trasferirsi nelle isole per avviare un’attività, magari nel campo della ristorazione, deve fare i conti con un mercato particolarmente saturo e con il fatto che il turismo delle isole propone un’offerta alberghiera prevalentemente di tipo “All-Inclusive”. Questo non facilità l’economia dell’indotto, perché i turisti consumano quasi esclusivamente all’interno delle strutture alberghiere.

Dunque, se è vero che alcuni servizi fondamentali sono meno cari che in Italia, è altrettanto vero che stabilirsi a lungo termine potrebbe non comportare i vantaggi sperati. Il consiglio che mi sento di dare a chi sta pensando di trasferirsi alle Canarie, e che già in altre sedi è stato ripetuto, è quello di prendersi del tempo: venite in perlustrazione, restate qualche mese, non affrettatevi nel prendere decisioni, e diffidate di chi vi prospetta facili investimenti.

Non affidatevi a persone improvvisate, ma cercate la consulenza di professionisti. In gioco ci sono futuro e benessere, vostro, e dei vostri cari.

Non posso che augurarvi che i vostri sogni si avverino, ma ricordatevi di sognare con i piedi ben per terra.

Cordialmente, Antonina Giacobbe

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