VIVITENERIFE HA INCONTRATO IL SINDACO DI ADEJE, JOSÉ MIGUEL RODRÍGUEZ FRAGA

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Lo scorso 17 marzo, ViviTenerife ha incontrato il sindaco di Adeje, José Miguel Rodríguez Fraga. Di seguito riportiamo l’intervista.

VT: Signor Sindaco, Adeje è un comune che cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, con un numero considerevole di cittadini stranieri. Di quali cifre stiamo parlando?

 

Effettivamente, ad Adeje, nel giro di poco più di vent’anni, il numero degli abitanti si è decuplicato, passando da 5.000 agli attuali 50.000. In questo contesto s’inseriscono le comunità straniere: secondo i dati del 2013, al primo posto ci sono gli inglesi, con 6.200 residenti, seguiti dalla comunità italiana, con 4.500 residenti.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Naturalmente, si parla solo di quelli con la residenza ad Adeje, senza contare le innumerevoli persone di passaggio, o quelle che si fermano solo per brevi periodi. I dati comunque confermano una costante tendenza in aumento.

VT: Sono numeri senza dubbio importanti, che forse portano a chiedersi se le infrastrutture esistenti siano in grado di sopportare questo carico, pensiamo alle scuole, piuttosto che agli ospedali.

Naturalmente ogni riflessione parte dalla necessità di impegnarsi per una convivenza tra le varie comunità, cosa che richiede uno sforzo da parte di tutti. Si tratta di un fenomeno che si era previsto, e che ci vede operare già da tempo sul territorio per creare una cultura della convivenza e dell’integrazione.

Comunque, tornando alla domanda, rispondo che si, ad oggi, le nostre infrastrutture sono in grado di far fronte a questo forte aumento della popolazione, e che nelle nostre scuole c’è posto per tutti e che disponiamo di strutture sanitarie private e pubbliche in grado di accogliere e curare i nostri pazienti. Dove non sia possibile ad Adeje, la distanza verso centri di saluti più grandi è sicuramente sopportabile, considerando che la nostra isola non è poi così grande.

VT: Naturalmente, oltre agli aspetti positivi, vi sono anche quelli che destano preoccupazione, come i problemi legati alla sicurezza. Di fatto, recentemente ha avuto luogo un incontro tra le autorità e la polizia, per approvare nuove misure atte ad arginare questi fenomeni.

Certamente, bisogna tenere conto anche di questi aspetti. La maggior parte delle persone, viene con un progetto di vita, viene per lavorare, per investire, per passare le ferie. Rispetto ai fenomeni marginali, mi sento di dire che comunque prevale la volontà della maggior parte delle persone, di voler vivere il meglio possibile, nel rispetto del prossimo. Cito spesso con piacere un esempio, che viene proprio dalla comunità italiana, più precisamente dalla comunità buddista italiana , che ha dato vita ad un centro internazionale (dzamlinggar.net/ ndr), che con molto piacere ospitiamo nel nostro comune, e che è per tutti noi un esempio positivo.

VT: Lei crede che sia possibile creare uno spazio culturale ed espositivo per la comunità italiana o più in generale per quella straniera, dove far conoscere progetti imprenditoriali e/o culturali?

Adeje dispone già di diverse strutture che sono a disposizione di tutti, a volte è difficile portare le persone a conoscenza di queste realtà. Abbiamo il “Centro de Desarrollo”, con locali disponibili, e, recentemente, è stata inaugurata la “Factoria de Inovación” (vedi ViviTenerife, numero di Gennaio, ndr), una location particolarmente adatta per nuovi progetti e nuove imprese legata alla realtà di Tenerife. Vi invito a visitarle per conoscerne le potenzialità: sono aperte a tutti.

VT: Signor Sindaco, che messaggio vuole dare alla comunità italiana?

Vorrei dire agli italiani che risiedono qui impegnarsi per una maggiore integrazione. Che esiste tutta una serie di risorse che il nostro comune effettivamente mette a disposizione di tutti i cittadini, indistintamente. Rispetto a questa crisi profonda che stiamo vivendo, possiamo affermare che a Tenerife si comincia a guardare con ottimismo verso il futuro, anche se le cifre sulla disoccupazione restano comunque molto serie.

Dobbiamo guardare insieme al futuro, perchè non possiamo dimenticare che condividiamo un destino comune. Siamo tutti parte dell’ Unione Europea, viviamo insieme gioie e dolori di questa realtà. Abbiamo assistito negli ultimi anni al fallimento delle politiche di Austerity e adesso, in vista delle prossime elezioni europee, possiamo forse contribuire a dare una svolta, verso nuove politiche sociali ed economiche.

VT: Ci congediamo quindi all’insegna dell’ottimismo!

Grazie Sindaco, per la Sua disponibilità!

Grazie a voi, e un affettuoso saluto a tutta la comunità italiana.

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