Gran Canaria. Il famoso “Risco Caído” una vasta facciata di “toba” friabile

0
320

Gran Canaria. Il famoso “Risco Caído” una vasta facciata di “toba” friabile Sono in Artenara, paesello di Gran Canaria (a 1200 metri s.l.m.) appollaiato proprio sul ciglio della immensa Caldera di Tejeda nel cuore stesso del grande vulcano a scudo che emerse dalle acque circa 14 milioni d’anni fa (quando ancora Tenerife gemeva laggiù nell’oceano); dormo in una casagrotta (neologismo tutto mio per indicare una casa, la cui stanza da letto altro non è che…una antica grotta appena appena ritoccata), giusto nel centro dell’abitato, per raggiungere in tempo, in piena aurora, il famoso Risco Caído.

Mi accompagna Daniel, una giovane guida locale, e Manuel (il “chófer” della “furgoneta”); la strada, stretta e asfaltata, scende da Artenara tortuosamente fino a che, di colpo, semplicemente… non c’è piú!

Capisco che proprio di lí comincia il sentiero che ci porterà al Risco; ci si avvia, infatti, per un percorso erbaceo a malapena distinguibile fra sterpaglie, artemisie argentate dal pungente odore d’incenso, fiori d’un giallo brillante dell’hipericum reflexum, “bequeques” antiasmatici e (potevano non mancare?), le succulenti agavi che dal lontano Mexico son venute fin qui a colonizzare (anche loro!) queste isole; intravedo alcuni esemplari di “brezos” (le nostre eriche), testimoni superstiti di un’antica foresta di laurisilva che ricopriva in tempi remoti questo stesso territorio.

Il sentiero si addentra sempre di più nel Barranco Hondo, fiancheggiando poderose pareti di “toba” vulcanica (per noi è il morbido tufo); ad un tratto, Daniel si ferma e mi indica sulla destra un frontone di roccia a strati verticali baroccamente ondulati: sono le forme geologiche di un’antica laguna che lasciò sulla parete (un tempo la sua riva) l’impronta delle sue acque! Intanto vedo laggiù, serpeggiante, il fondo del burrone e, dall’altra parte sulla parete opposta, ancora tante casegrotte imbiancate: un autentico moderno villaggio troglodita!

Ma subito dopo la “laguna”, fatti solo pochi passi, eccolo davanti a noi il Risco Caído! Si tratta di una vasta facciata di “toba” friabile nella quale, scavate artificialmente sul margine sinistro del Barranco Hondo, si aprono tre grotte ben allineate e tutte rivolte ad oriente!

L’alba è già nata da un pezzo! Daniel apre la porta della grotta più famosa (quella dove vivremo a breve l’evento equinoziale, per intenderci) e così entriamo in uno spazio circolare che mi sorprende, se penso alla usuale tipologia delle grotte aborigene; ma la sorpresa non finisce qui! Ricavata (sempre artificialmente) nel vano della grotta, si apre verso l’alto, e a circa 4 metri dal suolo, una vera e propria cupola perfettamente ellittica!!! Mai visto una cosa simile qui nelle Canarie! Ma, come nelle scatole cinesi, ecco venir fuori un’altra sorpresa… piú sorprendente: a metà della cupola, sul versante est, una fenditura rettangolare fa da piccola finestra sul cielo!!! Immaginate un po’: è proprio attraverso questo rudimentale oblò intenzionalmente elaborato che passerà, a momenti,

continua a leggere > Gran Canaria Il famoso “Risco Caído”

© vivilecanariemagazine.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

+ 39 = 46