IL RISANAMENTO DEL SENSO CIVICO

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La riflessione a volte parte da gesti quotidiani, come giocare a calcio con tuo figlio ed accorgerti che quello che per lui è un campo da gioco immaginario è lo stesso posto dove vedi gettare in continuazione cartacce, cicche di sigarette, gomme da masticare. La riflessione porta, come conseguenza logica, al porsi delle domande. Perchè ci abbandoniamo a gesti così brutti? Dove nascono la pigrizia e la noncuranza? Perché ognuno di noi è sopraffatto dalla rassegnazione? La perdita del vivere sociale forse è stata la causa principale di questo sconforto. La perdita di quel senso di appartenenza ad una

comunità in cui riconoscersi e quindi rispettare. Cosa è successo negli ultimi anni? Come siamo arrivati a non rispettare gli altri, la nostra città e, quindi, noi stessi?

Ero ragazzo, pensavo che la colpa fosse di chi comandava. Di chi decideva per me, per noi tutti. Le esperienze della vita poi ti portano uno sguardo più ampio. E come su una torre puoi vedere meglio. Puoi guardare. Guardare ed analizzare la situazione da molteplici

punti di vista, dandoti, ancora una volta spunti di riflessione. Ebbene io penso che i comportamenti sono la somma di influenze esterne ed inclinazioni personali. Le influenze esterne ci piombano addosso.

Le scelte operate da chi governa una comunità sono le influenze che

forse pesano di più. Negli anni le varie correnti ideologiche, magari

anche in buona fede, alcune per la troppa tolleranza, altre per la

incoerente durezza, hanno contribuito ad un progressivo stato di

abbandono della cosa pubblica. Proprio nello stesso modo in cui

proponevano un modello di disinteresse nei cittadini.

Ed eccoci al secondo punto, quello che considero fondamentale. Le

inclinazioni personali. Certamente tutto quello che viene dall’esterno

di noi persone singole è più forte. Ci condiziona più di quanto

siamo pronti ad ammettere. Nel tempo riesce anche a cambiare parte di

noi. La cosa veramente interessante è però un’altra. Per quanta forza

abbiano le influenze esterne, la nostra coscienza sa reagire. È capace

di essere indipendente e riconoscere il giusto. È capace di

risvegliare dentro ognuno di noi un senso di decenza. Una spinta verso

il bene. Tutto il mio articolo può sembrare uno dei tanti che vuole

rimproverare il senso comune delle persone. Una ramanzina perbenista

che finisce come inizia. Ebbene permettetemi di proporvi il risvolto

pratico. Quello vero. Ci siamo narcotizzati con discorsi vuoti ed

opinioni inutili. È ora di svegliarsi, di iniziare a vivere con

responsabilità. La vita sociale si fonda sul rispetto degli altri. Il

rispetto delle regole è il modo migliore per rendere la nostra

comunità una società civile. La cartaccia va gettata nel cestino,

affinchè il mio bambino possa crescere in un ambiente pulito. Come il

bambino del mio vicino. Come tutti i bambini della nostra città. Agire

nell’interesse di tutti significa migliorare le condizioni di ognuno.

Sono fermamente convinto di questo. È giunto il momento di risvegliare

la voglia di civiltà. È ora di un risanamento del senso civico. Paolo Romano

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