29 novembre CORSA DEL CACHARRO Puerto de la Cruz: quelle piccole simpatiche e rumorose canaglie

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Puerto de la Cruz: quelle piccole simpatiche e rumorose canaglie

Roma. Esterno giorno. Quartiere Appio Latino (ma potrebbe essere anche Esquilino, Trieste, Trastevere etc. etc). Corte interna di un edificio residenziale postunitario. Estate. Primo pomeriggio. Scena 1: Bambini che giocano, urlano, ridono, gridano, litigano etc. etc. Scena 2: Finestra chiusa al quinto piano. Scena 3: La finestra si apre e una donna in vestaglia grida in direzione dei bimbi: « A regazzì, la volete piantà de fà ‘sta caciara! Qui c’è gente che riposa a quest’ora!»

 

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Fino a non molti anni fa, nell’epoca dei bambini ante Nintendo Game Boy, ante Play Station, ante Wii, in poche parole in era pre-consollepervideogiochi, noi bambini, finita la scuola e in attesa delle meritate (più o meno) vacanze, eravamo soliti riunirci sotto casa a giocare, schiamazzando ad alta voce, ai soldatini o nascondino, palla prigioniera/palla avvelenata rubabandiera (no, no … questi sono troppo piccoli per il gioco della bottiglia o quello della coperta!!! E poi siamo all’aperto non in un luogo chiuso!) o scambiandoci le figurine dell’ultima raccolta Panini. Puntualmente c’era sempre la signora, che a noi sembrava piuttosto anziana ma che probabilmente avrà avuto non meno di cinquant’anni, che ci esortava a smetterla di fare chiasso, confusione, baccano, insomma CACIARA in romanesco.

Potete immaginare la sorpresa quando giunta a Tenerife sono venuta a sapere che a Puerto della Cruz (e in altre zone del Valle de La Orotava) il giorno 29 novembre si svolge la festa chiamata CACHARRO. Caciara e cacharro.

Assonanza fonetica straordinaria. Allora mi documento ed ecco quello che scopro. La festa del cacharro a Tenerife, viene celebrata in onore di San Andres nel Valle della Orotava e in particolare al Puerto de la Cruz.

Sul far della notte del 29 novembre è tutto un tripudio di bambini e ragazzi che, trascinano per le strade del centro vecchi oggetti di ferro in disuso (lattine, elettrodomestici, vasche da bagno etc. etc.) legati tra loro, facendo un enorme rumore e creando scompiglio tra la gente che passeggia. Questo frastornante e surreale tour termina, come da tradizione, in Plaza del Charco banchettando con castagne e vino nuovo. Il Cacharro. Una grande CACIARA in salsa tinerfegna, quindi. Anche qui a Tenerife… piccole pesti rumorose e divertenti.

 

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Le origini di questa festa sono oscure e affondano le loro radici tra le tante leggende canarie. Si narra che lo scopo della “Corsa del Cacharro” fosse quella di fare rumore in modo da allontanare le streghe. Ma Sant’Andrea? Questa è un’altra storia, tra sacro e profano. Raccontano che il Santo fosse zoppo e, per questo suo difetto, particolarmente preso di mira dagli scherzi dei bimbi. Un giorno, addormentatosi, fu risvegliato all’improvviso dagli schiamazzi di alcuni ragazzini che prontamente se la diedero a gambe. Il Santo si alzò e iniziò a inseguirli goffamente e provocando un grandissimo rumore tra le risa dei presenti: le piccole pesti, infatti, avevano appeso alle sue vesti pentole, coperchi, ferramenta di tutti i tipi e le fogge che ne impacciavano i movimenti oltre che fargli provocare un frastuono terribile. Il Santo non si arrabbiò affatto, anzi rimase molto divertito dallo scherzo. Tanto che cominciò a muoversi per aumentare il rumore, tra le risa e il divertimento delle persone attorno. Tanto divertito che altri bambini vollero emulare questa messinscena rumorosa recandosi a prendere tutto ciò che avrebbe potuto fare un gran baccano e correndo in modo divertito per le strade del paese.

Evidentemente il Santo era una persona intelligente. Gli adulti, infatti, sono stati prima di tutto dei bambini, ma pochi di loro, purtroppo, se lo ricordano…(Antoine de Saint-Exupery).

Carla Galanti

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