Alghe canarie per creare prodotti biotecnologici: si aprono le porte alla crescita dell’economia blu nelle isole

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Alghe canarie per creare prodotti biotecnologici: si aprono le porte alla crescita dell’economia blu nelle isole

Un articolo scientifico pubblicato nel “Journal of Applied Phycology”, firmato da ricercatori di cinque università, due di cui dell’Instituto Universitario ECOAQUA dell’Universidad de Las Palmas de Gran Canaria, dimostra il potenziale delle alghe dei fondi marini degli arcipelaghi della Macaronesia per usi commerciali, come la generazione del biodiesel e i prodotti farmacologici.

Questo lavoro mette in luce l’enorme ricchezza nascosta nelle acque

delle Canarie, delle Azzorre, di Madeira e Cabo Verde, utile per lo sfruttamento a livello industriale delle alghe marine di queste coste nel settore della Blue Economy – Economia Blu –, considerate le proprietà chimiche e biologiche per generare prodotti come il biodiesel, colloidi industriali e altre applicazioni con grande potenziale commerciale.

La ricerca realizzata in stretta collaborazione tra tre Università, la ULPGC di Las Palmas, la ULL de La Laguna e la Universidad de Azores, ha rilevato e descritto oltre 50 specie di macroalghe che crescono nelle coste degli arcipelaghi della Macaronesia, con diverse proprietà di ampio interesse industriale e commerciale, che le convertono in candidate d’eccezione per lo sviluppo in settori come l’alimentazione, la farmacologia, la cosmetica, l’agricoltura o il combustibile verde.

Questi alcuni esempi di aree economiche chiave nell’attuale processo di cambio del paradigma mondiale verso un’economia ecologica e socialmente sostenibile. Dalla decade degli anni ’80 del secolo scorso, gli sforzi della ricerca sulle specie di alghe presenti in Macaronesia si sono concentrati sullo studio della distribuzione, riproduzione e struttura delle popolazioni nelle Azzorre, a Madeira, nelle Islas Salvajes e alle Canarie. Anche a Capo Verde, ma con un certo ritardo temporale e minore sforzo umano, si comincia a valorizzare questa risorsa biologica marina.

L’analisi comparata, alla luce delle recenti ricerche elaborate dalle tre

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Università coinvolte, ha consentito di catalogare la diversità delle macroalghe per il loro potenziale commerciale, determinando almeno 9 tipi di alghe verdi, 14 tipi di alghe marroni e 29 tipi di alghe rosse potenzialmente utilizzabili in industria. Lo sfruttamento di tutte queste specie apre le porte allo sviluppo del settore emergente della biotecnologia marina, che potrebbe promuovere in modo incomparabile la crescita economica dei diversi arcipelaghi, grazie alle sue caratteristiche di sostenibilità e alle sue condizioni socioeconomiche e ambientali.

Foto:

1.- Biomassa dell’alga verde Ulva rigida, prodotta in serbatoio di allevamento

2.-Digenea simplex: alga rossa con composti promettenti di interesse farmacologico

3.-Popolazione di Gelidium, due specie di alghe rosse, vicino alla spiaggia di Bocabarranco a Gáldar, Gran Canaria.

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