Angela Cavagna ricorda… il grande Maestro Federico Fellini

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Angela Cavagna ricorda… il grande Maestro Federico Fellini

il grande Maestro Federico Fellini, nato il 20 gennaio 1920

Un uomo così importante, osannato in tutto il mondo che faceva timore a tanti e creava spesso imbarazzo ma che a discapito di tutto quello che poteva sembrare e malgrado la sua immensa celebrità fu per me e con me un uomo buono, semplice e generoso che io ho considerato un amico e come tale sono stata trattata fin dal primo momento.

Ricordo con allegria (adesso) la prima telefonata che mi fece ed alla quale io prontamente riattaccai pensando ovviamente ad uno scherzo… Pochi minuti dopo risquillò il telefono ed all’altro capo uno stupito ed imbarazzatissimo Vincenzo Mollica (giornalista RAI nonché amico di Federico) mi apostrofa “Ma sei diventata matta? Butti giù il telefono a Federico Fellini?” e senza quasi darmi il tempo di rispondere mi disse “Tra poco ti richiamerà, vedi di non fare sciocchezze ed ascolta quello che ha da dirti.” Non ci potevo credere ma così è stato, Federico Fellini in persona mi voleva parlare. Mi chiamò per propormi lo spot televisivo della nascitura Banca di Roma (spot che purtroppo ho dovuto rifiutare in quanto sotto contratto Mediaset data la mia partecipazione in quel periodo, nel Tg delle Vacanze) oltre ad un progetto cinematografico che aveva in mente.

Da quel momento, a poco a poco è iniziata la nostra amicizia, sempre con il massimo rispetto da ambo le parti. Mi veniva a prendere all’Hotel Fleming dove io soggiornavo a Roma e dopo aver superato l’onda di stupore e dei paparazzi, in auto mi raccontava aneddoti e curiosità sui personaggi di Hollywood (Gary Grant, Antony Quinn, Sofia Loren…) poi andavamo a cena con amici tra i quali ricordo con grande piacere la dolce Fiammetta, il famoso ritrattista Rinaldo Geleng, e per l’appunto Vincenzo Mollica. A volte si andava al Fico di Grottaferrata il cui titolare faceva il “caratterista” in alcuni suoi film, altre volte nel centro di Roma. Non mangiava molto, ricordo che beveva caffè all’americana ed in tutti i locali lasciava generosissime “mance”.

Mi chiamava sempre verso le 8 di mattina, e comunque sempre prima delle 8.30 ed io a tal proposito non perdevo l’occasione di ironizzare sul suo film “otto e mezzo”, era un uomo mattiniero.

Amava scherzare, mi faceva sempre scherzi telefonici facendosi passare per qualcun altro, “Sono Giulio” mi diceva, oppure “Sono l’idraulico”… Scherzi che io accettavo di buon grado, ci ridevamo sú, ci divertivamo con poco, lui era il grande Fellini e con me si comportava come un uomo qualunque, un collega, un compagno, un amico.

Alcune volte parlando con la adorata moglie Giulietta le diceva “Ciao tesoro, ti passo l’Angelina” ed io emozionatissima parlavo con la grandissima Giulietta Masina la quale mi diceva “Ciao Angelina, come stai? Dove andate o cosa fate?”

Cose semplici ed all’apparenza normalissime ma date le circostanze e le persone in questione assumevano tutt’altro sapore…

Il mio ultimo ricordo di Federico fu al momento del suo ricovero in ospedale quando venni chiamata da Fiammetta alla quale aveva chiesto di me “Chiama l’Angelina” così sempre mi chiamò e così Fiammetta fece, fu l’ultima volta che parlai con lui…

Ecco, questi sono i meravigliosi ricordi sempre vivi che mantengo di un uomo, un amico, un maestro dotato di straordinaria umanità, simpatia e genialità.

Riposa in pace amico mio.

Angelina

Dicono di Lei…

La Cavagna, il trionfo più glorioso della soubrette d’avanspettacolo, un eccesso di anatomia quasi grafico, fantastico e dunque innocente.

Federico Fellini ( L’espresso 28/02/1993 )

Incontrai il maestro (Federico Fellini) per caso al Grand Hotel di Rimini. Mio figlio gli ruzzola addosso, io corro a scusarmi e lui attacca bottone. Mi riempie di complimenti e poi arriva al dunque: portare i suoi omaggi alla Cavagnona, “quella ragazza”, disse, “così dolce e così solare”. E poi altre cose che è meglio non ripetere» (a Sabrina Scampini)

Ezio Greggio  ( Cds 03/06/2008 )

Paolo Solimano

www.angelacavagna.com

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