Arcipelago delle Canarie: la Comunidad autónoma con meno aggressioni a personale medico

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Arcipelago delle Canarie: la Comunidad autónoma con meno aggressioni a personale medico

Lo scorso anno, sono state denunciate nell’Arcipelago delle Canarie cinque aggressioni a medici, lo stesso numero del 2020. Una stabilità che contrasta con la tendenza che si osserva nel resto del paese, dove questo tipo di attacchi sono aumentati del 39% nel secondo anno della pandemia.

I centri di Guardia Medica subiscono il 7,9% delle aggressioni, percentuale molto simile ai reparti di Pronto Soccorso negli ospedali, con il 7,7%, mentre per l’assistenza a domicilio le aggressioni equivalgono all’1,7% del totale. La relazione evidenzia l’aumento registrato per le minacce (5,7% in più), e lesioni (3,3%). In diminuzione gli insulti, che scendono del 9%.

Di tutte le aggressioni ricevute e notificate, il 13% sono terminate in congedo per malattia, equivalente a quattro punti in più rispetto all’anno precedente. Quest’anno è significativa la diminuzione nel numero di aggressioni realizzate in modalità virtuale.

Ciò nonostante, motivo delle aggressioni sono state principalmente diversità di opinioni personali (14%), i tempi di attesa (12%), o il rifiuto da parte del personale medico di prescrivere i farmaci richiesti dal paziente (10%). Le aggressioni collegate al COVID aumentano di due punti, con il 9% del totale.

La tipologia dell’aggressore è principalmente un paziente già programmato (48%), seguito da pazienti non programmati (27%) e dai loro accompagnatori (22%). Il profilo dell’aggressore è principalmente maschio, di età inferiore a 40 anni, mentre tra le donne la principale fascia di età va dai 40 ai 60 anni. Nel quadro generale che si profila sul territorio nazionale, le percentuali registrate nell’Arcipelago delle Canarie sono notevolmente al di sotto della media.

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