Attentato al puchero canario: del piatto che decretava l’appartenenza religiosa e di nuove blasfemie culinarie

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Detto alla spiccia: il puchero altro non è che un bollito. Un piatto quindi presente in molti paesi. Nella stessa tradizione spagnola ci sono diverse versioni – a seconda della regione – mentre alcune di queste hanno attraversato l’Oceano Atlantico, per diventare vero e proprio piatto nazionale nei paesi dell’America Latina.

Fino a poco tempo fa, il puchero era un piatto che si consumava quotidianamente, mentre adesso è diventato un piatto serio, un pasto completo, calorico e soprattutto corale. Sulle origini di questo piatto, quasi tutti concordano nell’attribuirle ad un piatto giudeo, la adafina, che si consumava il sabato, ma veniva preparato il venerdì. Naturalmente gli ebrei non usavano la carne di maiale, proibita dalle legge mosaica. E in tempi di felice convivenza religiosa, si era liberi di aggiungere qualsiasi tipo di carne.

Ma come si sa, la storia delle inquisizioni in Spagna è molto lunga da raccontare. Gli ebrei che non si convertirono al Cristianesimo vennero espulsi dalla Spagna e quelli che lo fecero subirono ogni tipo di angheria, per comprovarne l’avvenuta conversione. Uno dei modi più bizzarri, per verificare che gli ebrei si fossero veramente convertiti al cristianesimo, consisteva nel costringerli a mangiare il puchero con carne di maiale. In effetti, tutte le versioni spagnole…

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