Avviata a Lanzarote la ricerca sui boschi sottomarini di corallo nero.

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Avviata a Lanzarote la ricerca sui boschi sottomarini di corallo nero.

I ricercatori della B-CHARMED, il progetto europeo che studia estensione, ruolo e importanza dei boschi di corallo nero che vivono a partire da 45 metri di profondità nella zona costiera di Puerto del Carmen, a Lanzarote, hanno iniziato lo scorso mese le prime immersioni nelle acque che ospitano questi complessi ecosistemi. B-CHARMED ha come obiettivo lo studio ecologico integrale dei boschi di corallo nero nella Macaronesia (Lanzarote verrà inserita come area modello per questo studio), come lo sviluppo di strumenti acustici che consentano di determinarne l’estensione. Il progetto è gestito dalla Asociación Biodiversidad Atlántica y Sostenibilidad (ABAS), associazione con base a Las Palmas de Gran Canaria, assieme al Laboratorio de Ecogeoquímica de Ambientes Bentónicos, a Banyuls sur Mer (LECOB-Francia) e all’Instituto Leibniz di Ricerca del Mar Baltico, a Warnemuende (IOW – Germania).

Quali sono i coralli neri? I coralli negii sono animali coloniali formati da centinaia di individui denominati polipi, simili a piccolo anemoni di mare, che sono connessi fisicamente e funzionano come una sola unità.

I polipi solitamente misurano pochi millimetri e possiedono una serie di tentacoli urticanti, generalmente 6, che circondano la bocca con la quale ingeriscono gli alimenti.

I coralli neri sono propri delle acque profonde, anche se molte specie appaiono in uno spettro di profondità più ampio. Con morfologie simili a veri alberi, le comunità di coralli possono aggregarsi in modo consistente nei fondali marini delle Isole Canarie a partire da 30-40 metri di profondità, formando autentici “boschi sottomarini”, che modificano il paesaggio e influiscono sulla presenza di altre specie di fauna e flora, agendo come veri “bioingegneri” degli ecosistemi marini.

A differenza di altri coralli come quelli che formano la Grande Barriera in Australia, il cui scheletro è composto di carbonato di calcio, i coralli neri hanno uno scheletro composto di proteine (circa 50%) e chitina, un altro composto flessibile e resistente che forma parte delle pareti cellulari dei funghi o degli scheletri di molti insetti.

Nonostante abbiano un aspetto diverso e colori impattanti per via dei polipi, lo scheletro di questi animali è solitamente nero (da cui il nome) e può essere coperto da una serie di spine che si utilizzano per differenziare le specie. Per questo i coralli neri sono noti anche come “coralli spinosi (“thorn corals” in inglese).

Foto di Fernando Espino (FE)

Foto 2 – Paesaggio di coralli neri

Foto 3 ricercatori di ABAS e LECOB mentre delimitano le zone campione del bosco di coralli neri

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